L’Amazzonia brucia: Trudeau offre Canadair e 15 milioni di dollari. Il Brasile rifiuta gli aiuti del G7

Print Friendly, PDF & Email

Il ministro brasiliano Lorenzoni: “Macron non sa proteggere Notre Dame e dà lezioni”.


Il premier canadese Justin Trudeau, di ritorno dal G7, ha offerto l’invio di Canadair e 15 milioni di dollari di aiuti contro gli incendi che stanno devastando l’Amazzonia. Lo riportano alcuni media nordamericani.

Il Brasile annuncerà il rifiuto dei 20 milioni di dollari di aiuti offerti dal G7, ha dichiarato il ministro brasiliano Onyx Lorenzoni al sito news della Globo confermando anticipazioni al riguardo diffuse dai media. Lorenzoni ha anche attaccato il presidente francese: “Macron non riesce nemmeno a evitare un incendio in una chiesa che è patrimonio dell’umanità e vuole insegnarci cosa fare con il nostro paese? Ha già molto da fare a casa sua e nelle colonie francesi”.

Tra gennaio e agosto 2019 il numero di incendi in Amazzonia è aumentato del 145% rispetto allo stesso periodo del 2018. Quest’anno il 75% dei focolai si è verificato in aree che nel 2017 erano coperte dalle foreste e che successivamente sono state deforestate o degradate per lasciare spazio a pascoli o aree agricole. Lo dice in una nota Greenpeace. Una squadra brasiliana dell’associazione ha sorvolato gli stati di Rondônia e Pará, documentando gli incendi con nuove immagini. Negli stati di Rondônia e Pará, sottolinea Greenpeace, gli incendi mostrano chiaramente l’avanzata dell’agricoltura industriale nella foresta, spesso per far spazio a pascoli per il bestiame e colture, soia in particolare, destinate alla mangimistica. Dei 6.295 focolai registrati tra 16 e il 22 agosto, il 19% si è verificato in aree naturali protette, il 6% delle quali appartengono a diversi Popoli Indigeni.

”Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia non sono un problema solo per il Brasile, ma per l’intero Pianeta. Con l’aumentare degli incendi, infatti, aumentano anche le emissioni di gas serra, favorendo ulteriormente l’innalzamento della temperatura globale e, conseguentemente, il verificarsi di eventi meteorologici estremi che rappresentano un grave pericolo per la fauna selvatica e la vita di migliaia di persone. Agire per porre fine alla deforestazione dell’Amazzonia deve essere un obiettivo globale e un obbligo per chi guida il Paese” conclude Marcio Astrini, di Greenpeace Brasile.

Fonte: Ansa

Potrebbe interessarti:

Trekking, il “Cammino nella Valle delle Abbazie” dell’Abruzzo teramano
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti