Venezia, nuova luce in Gallerie dell’Accademia per ammirare l’arte veneta del ‘500

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Gallerie dell'Accademia

 


Venezia, 29 agosto. Alle Gallerie dell’Accademia sono state allestite nuove sale che mettono in risalto capolavori dell’arte veneta del ‘500, come La Tempesta di Giorgione. Il Ministro Bonisoli è intervenuto alla cerimonia di apertura.


Restituire il “giusto respiro” per ammirare La Tempesta di Giorgione, una delle “icone” delle Gallerie dell’Accademia, con accanto altre due opere del maestro veneto, Concerto e La Vecchia; ma anche aprire una riflessione sulla forza del collezionismo veneziano del ‘500, con la trilogia delle visioni di Bosch, entrare nella bottega di Giovanni Bellini o perdersi nei grandi teleri di Veronese, dei dipinti di Tiziano o Tintoretto.
Erano già lì tutti questi dipinti, nelle sale di questo scrigno della pittura veneta dal ‘200 in avanti, eppure il nuovo allestimento delle sei sale centrali al primo piano delle Gallerie dell’Accademia getta nuova luce sulle opere, apre improvvisi dialoghi visivi, come i silenziosi richiami tra un leone di San Marco e una Annunciazione. “Mi piace” ha detto il ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, intervenendo all’apertura delle sale dedicate alla pittura veneta del ‘500, nel quadro degli interventi cominciati alcuni anni fa e che dovrebbero concludersi il prossimo anno relativi a un generale lavoro di restauro, adeguamento funzionale ed impiantistico ed allestimento espositivo. Tra un mese e mezzo, dopo la chiusura di specifici accordi, ci saranno anche la nuova biglietteria e bookshop.
Bonisoli ha puntato l’attenzione sulla luce, sui colori delle pareti, sull’acustica delle sale, per dare i segni del “modo diverso” di stare in mezzo a capolavori che il rinnovato allestimento offre. “Sono sempre stati qui – ha aggiunto – ma così è più facile goderli, trovare piacere nel guardarli e nel capire quello che è stato il percorso artistico che è stato a Venezia in quegli anni”. Di una luce che esalta i colori delle opere ha parlato anche il direttore Giulio Manieri Elia, che ha messo in evidenza il ruolo svolto dai comitati privati, in un quadro di un fattivo rapporto tra pubblico e privato a favore di Venezia.

Fonte: ANSA

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