Emergenza Monte Bianco, il ghiacciaio a rischio crollo è ora sorvegliato dai radar

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È stato installato un radar per monitorare lo scivolamento del ghiacciaio di Planpincieux sul Monte Bianco, che procede alla velocità choc di decine di cm al giorno. Chiusa la strada della Val Ferret, evacuate le zone a rischio.


Una massa di ghiaccio di 250mila metri cubi minaccia di crollare proprio sopra la Val Ferret in Valle d’Aosta. Il maxi-blocco in questione fa parte del ghiacciaio di Planpincieux, uno dei più importanti del versante italiano del Monte Bianco, che scende dai 4208 metri delle vette Grandes Jorasses fino ai 2600 metri di quota. Il distacco del Planpincieux è avvenuto a quota tremila: la massa di ghiaccio ha iniziato a scivolare a una velocità record, che ha subito indotto la Regione Valle d’Aosta e la Fondazione Montagna Sicura a lanciare l’allarme, nella giornata di martedì 24 agosto.

Il sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, ha predisposto immediatamente la chiusura al traffico della strada della Val Ferret, ai piedi del massiccio, e l’evacuazione di alcune baite in quota nella frazione Rochefort, per salvaguardare l’incolumità di residenti e turisti. L’abitato di Planpincieux e il paese di Courmayeur, invece, risultano fuori pericolo.

Dal giorno dell’allarme, secondo quanto riportato dal glaciologo Fabrizio Grillo della Fondazione Montagna sicura di Courmayeur, si sono registrati due piccoli crolli, per un totale di 2.500 metri cubi di ghiaccio. A destare preoccupazione è soprattutto il crepaccio che continua ad allargarsi nella parte terminale del Planpincieux, che sfiora ormai i 15 metri: se si staccasse, questa lingua di ghiaccio potrebbe riversarsi sulla Val Ferret sottostante.

Per monitorare la situazione 24 ore su 24, è stato allestito ieri un radar interferometrico a due chilometri di distanza dal ghiacciaio di Planpincieux, in modo da seguire i movimenti del blocco di ghiaccio. Una tecnologia raffinata a produzione italiana, fornita dal Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio della Regione Valle d’Aosta, capace di rilevare in tempo reale frane e smottamenti, anche in condizioni di scarsa visibilità. Le prime osservazioni hanno ridimensionato le stime della velocità di scivolamento del ghiacciaio, calcolate tramite il monitoraggio fotografico: dai 50-60 cm al giorno sono stati rilevati 35 cm al giorno, un valore comunque altissimo e preoccupante.

Negli stessi giorni in cui in tutto il mondo fervono le manifestazioni per lo Sciopero globale per il clima, sollecitate a gran voce dalla giovane attivista Greta Thunberg, la notizia del possibile crollo del ghiacciaio di Planpincieux arriva lampante come la prova a corredo di un’accusa.

C‘è una situazione preoccupante dei ghiacciai che ci parlano di un’emergenza climatica” ha ammesso il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulla vicenda del ghiacciaio del Monte Bianco, in occasione della presentazione del rapporto Anci Conai. Il ministro prospetta un decreto legge sul clima per correre ai ripari prima che sia troppo tardi: “se c’è un’emergenza climatica c’è anche un’emergenza legislativa”. Quando l’emergenza bussa alla porta di casa, del resto, è difficile ignorarla.

 

 

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