Luoghi misteriosi d’Italia: i Monti Sibillini

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Tra Umbria, Marche e Lazio si estendono maestosi i Monti sibillini. Nel 1993 questa vasta zona di 70.000 ettari è diventata Parco Nazionale, i monti Sibillini di origine calcarea abbracciano un territorio più volte martoriato dalla potenza del terremoto. In questi luoghi, dai paesaggi naturali incantevoli, si tramandano leggende millenarie che si perdono nella notte dei tempi.

Un luogo magico che attrae da secoli figure illuminate e spiriti eletti, grazie al suo ancestrale e perturbante magnetismo. Fate, spiriti dei boschi e demoni trovarono qui la loro dimora. Sempre qui all’interno di una grotta, si trovava il punto d’accesso al regno sotterraneo della potente Sibilla, sacerdotessa in grado di predire il futuro.

In epoca medievale, i Monti Sibillini vennero visitati da negromanti, streghe, fattucchiere e cavalieri erranti in cerca della Sibilla.

Grotta della Sibilla – Marche

Questa figura, secondo la leggenda, era una fata buona che viveva insieme alle sue ancelle. Veggente, incantatrice e conoscitrice delle arti mediche e dell’astronomia, rilasciava oracoli molto difficili da interpretare. Scrittori e letterati, poi durante il medioevo, ne hanno trasformato la figura in una forza diabolica, in grado di sedurre gli uomini. 

Le fate appenniniche, a differenza di quelle della tradizione germanica, erano delle figure sì affascinanti e giovanili, ma dal grande temperamento. Inoltre, possedevano una caratteristica particolare: i piedi caprini. La capra, prima dell’avvento del cristianesimo, rappresentava lo spirito di adattamento, la pace e la benevolenza.

I luoghi da loro frequentati erano il lago di Pilato (dove secondo la tradizione si recavano per il pediluvio) e i paesi di Foce, Montemonaco, Montegallo, tra il Pian Grande, il Pian Piccolo ed il Pian Perduto di Castelluccio di Norcia e Pretare.

Su questi alti monti si sarebbe recato anche Mago Merlino in cerca del Libro del comando, trovato però Cecco d’Ascoli, alchimista e indovino bruciato a Firenze in Santa Croce nel 1327. 

Monumento di Cecco D’Ascoli – Ascoli

Con l’arrivo del cristianesimo le immagini spirituali e magiche pagane che popolavano questi boschi sono state combattute con figure di santi e sante: così lo Scoglio di Santa Rita, la patrona delle cause impossibili, che da Cascia protegge i devoti con il suo lungo mantello, si oppose al Monte della Sibilla.

Scoglio di Santa Rita

C‘è poi Sant’Emidio, il vero nemico dei terremoti, sin dal 1703, quando un terremoto devastò l’area compresa tra Norcia, Amatrice, Accumoli e L’Aquila. Da allora la sua reputazione crebbe così tanto che cinquant’anni dopo, quando un terremoto fortissimo e uno tsunami rasero al suolo Lisbona, Papa Benedetto XIV inviò ai re di Spagna e Portogallo delle immagini del santo insieme al testo di una preghiera “para refugio de terremotos”.

Sant’ Emidio è venerato in tutti i luoghi dove la terra trema: da Los Angeles a Monterey, da Alameda a San Francisco, fino alle Filippine. 

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