Renzo Piano e l’arte, 12 opere nel mondo

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Renzo Piano

 


Le 12 opere più celebri e spettacolari dell’architetto Renzo Piano. Musei, centri didattici, auditorium e gallerie in tutto il mondo, dal Centre Pompidou di Parigi all’Auditorium Parco della Musica di Roma.


“The Art of Making Buildings”, l’ultima mostra che la Royal Academy of Arts di Londra ha dedicato a Renzo Piano, fa emergere il ruolo sociale del famoso architetto e senatore a vita genovese. «Nella mia vita», ha commentato Piano «ho fatto solo lavori pubblici perché un luogo pubblico è uno spazio di incontro, che sia una biblioteca, un’università, un auditorium… e io sono contento di avere costruito luoghi dove la gente sta insieme”.

Renzo Piano ha sempre parlato della propria professione come di un’avventura in bilico tra architettura e design e di un impegno dove l’arte è al servizio delle persone. L’architetto genovese, che non ama essere definito un archistar, dimostrò sin dagli esordi uno stile sperimentale e visionario, progettando nel 1971 con Richard Rogers il Centre George Pompidou di Parigi, la prima opera di fama internazionale. Il progetto del Centro, noto anche come Beauborg, era audace e rivoluzionario per l’epoca, diventando presto il simbolo dell’architettura high-tech.

Da allora si susseguirono progetti di edifici, complessi residenziali, porti, uffici, stazioni, aeroporti, banche e persino di una chiesa; ma i più spettacolari e riconoscibili sono quelli che Piano rivolse al mondo dell’arte, dai musei alle gallerie, dagli auditorium alle biblioteche. Ecco un tour tra le sue opere di maggiore impatto architettonico dedicate all’arte e alla cultura.

  1. Centre Pompidou
    Inaugurato nel 1977 nel cuore di Parigi, in rue Beaubourg 19, il Centre National d’art et de culture è uno dei musei d’arte moderna e contemporanea più visitati al mondo: ospita mostre temporanee e più di 70mila opere di design, architettura e fotografia oltre a una ricchissima collezione d’arte moderna. Esternamente è un’opera avveniristica e high-tech, simile a un corpo umano che si è spogliato della sua pelle e che ha messo in mostra ciò di cui è fatto, ossia tubi e canali. All’ultimo piano si trova il ristorante “Georges” con una vista imperdibile dalla sua terrazza, soprattutto di sera, sulla capitale francese. Informazioni: www.centrepompidou.fr
  2. Fondazione Beyeler
    Realizzato tra il 1991 e il 1997, anno dell’inaugurazione, è il tempio dell’arte contemporanea a Basilea. Sorge in mezzo a un bellissimo giardino e raccoglie la collezione personale dei galleristi svizzeri Hildy e Ernst Beyeler. L’edificio stesso, che si raggiunge in venti minuti con il tram numero 6 dalla centrale Messeplatz, è un’opera d’arte: rivestito in porfido rosso, presenta un luminoso e ampio tetto orizzontale in vetro che illumina le numerose opere d’arte moderna e contemporanea delle grandi sale. Oltre ad ammirare i capolavori di Monet, Cezanne, Van Gogh, Bacon e dei più grandi artisti di questo secolo, la Fondazione ospita anche numerose mostre temporanee. Informazioni: www.fondationbeyeler.ch
  3. Nemo
    Dal 1997 sul canale Oosterdok di Amsterdam è attraccata una barca rivestita in rame ossidato che ospita Nemo, il museo scientifico e tecnologico della città olandese. E’ una delle mete culturali più popolari d’Olanda e offre tre piani di esperimenti scientifici e chimici, attrazioni interattive come l’assenza di gravità o l’esplorazione sensoriale di suoni e immagini oppure, ancora, la divertente simulazione in tempo reale delle speculazioni alla Borsa di New York. Un percorso a gradoni permette di salire sul tetto del museo da dove si gode una vista mozzafiato su Amsterdam e dove dal 2016 c’è una mostra all’aperto, intitolata Energetica, con installazioni pensate per illustrare come l’energia venga generata da vento, acqua e sole. Informazioni: nemosciencemuseum.nl
  4. Centro culturale Jean-Marie Tjibaou
    Ispirato alle tradizioni culturali e architettoniche indigene della Nuova Caledonia, al largo della costa orientale australiana, il centro culturale Jean Marie Tjibaou è una delle opere più strane e bizzarre realizzate da Renzo Piano, perché rispecchia lo spirito e l’identità dei Kanaki, la popolazione locale. Inaugurato nel 1998 a Nouméa per celebrare la memoria di Jean-Marie Tjibaou, il leader indipendentista della comunità assassinato dieci anni prima, il grande e suggestivo complesso, situato su una penisola ricca di vegetazione, è simile a un villaggio; è sede di mostre, convegni e attività creative con una serie di grandi vele che richiamano le capanne kanake, riunite in 3 gruppi: nel primo, che funge da ingresso, ci sono una mostra temporanea sulla civiltà Kanak, un auditorium e un locale di ristorazione; il secondo ospita una biblioteca, una sala conferenze e gli uffici, mentre il terzo gruppo è composto da sale per la musica e la pittura. A collegare le 10 strutture è una passerella che guarda verso l’oceano; il complesso è realizzato in iroko, legno importato dal Ghana resistente all’umidità e agli insetti, e le vele o gusci hanno tutti altezze differenti, fino a raggiungere i 28 metri. Informazioni: www.adck.nc
  5. Porto antico
    A Genova, città natale, Renzo Piano ha ricostruito e rinnovato il vecchio porto con l’obiettivo di creare uno spazio fruibile da tutti, un centro culturale e di ritrovo legato al mare. Il progetto, cominciato nel 1988 e terminato nel 2001, ha trasformato il porto antico di Genova in una nuova area aperta sul Mediterraneo: oggi sul molo si passeggia, si ascolta musica, s’incontra gente, si assiste a spettacoli teatrali, si vive la città e si apprezza ancora di più il suo legame con il mare. Sul ponte Spinola troneggiano l’enorme struttura dell’acquario che ricorda una grande nave; l’edificio lungo e rosso dei Magazzini del cotone, che ospita il centro congressi con 16 sale, un auditorium e 8500 metri quadrati per esposizioni; e, ancora, la città dei bambini, nuovo spazio museale dove i più piccoli imparano giocando, il padiglione del mare e della navigazione e una biblioteca per i giovani lettori. Per meglio apprezzare il porto nel suo insieme è bene salire sull’ascensore panoramico Bigo, una struttura metallica realizzata sempre da Piano che ricorda l’albero di un veliero, diventato assieme alla Lanterna il simbolo della città. Anche le bianche vele che coprono piazza delle Feste, cuore pulsante del porto antico, ricordano le imbarcazioni che un tempo attraccavano qui. Dietro la piazza si aprono la palazzina Millo, che ospita negozi, ristoranti, una terrazza panoramica, il museo nazionale dell’Antartide e la Bolla, una sfera che racchiude uno spicchio di foresta pluviale con piante e animali.
  6. Auditorium Parco della Musica
    Inaugurato nel 2002 è un complesso che si sviluppa su un’area di 55mila metri quadrati a Roma nel Villaggio Olimpico, vicino a Ponte Milvio e al quartiere Flaminio; ospita tre sale da concerto in edifici di diverse dimensioni e, al centro, un anfiteatro all’aperto, la cavea, per 3mila spettatori. Da qui, tra la sala Santa Cecilia e la sala Sinopoli, sono visibili i resti di una villa romana venuti alla luce durante la costruzione del complesso, i cui reperti sono esposti in un piccolo museo ricavato sotto la cavea. Oltre alle tre sale da concerto la struttura comprende anche il Teatro Studio, tre diversi studi di registrazione, bar, ristoranti e una grande libreria. Il complesso, la cui forma ricorda quella di uno scarabeo, accoglie anche gli uffici dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, di cui è la sede principale, e dal 2003 il Museo degli strumenti musicali e una ricchissima programmazione di concerti. Dal 2006 ospita anche la Festa del cinema di Roma.
  7. Lingotto
    Simbolo della rinascita postindustriale l’ex stabilimento Fiat, nato nel 1899 e chiuso nel 1982, è stato trasformato in un centro polifunzionale che ospita un’area commerciale, un centro congressi, un hotel, un cinema, una sede universitaria del Politecnico e un centro fieristico. Fiori all’occhiello sono dal 1994 l’auditorium, scavato fino a 10 metri di profondità e completamente rivestito con eleganti pannelli di ciliegio per favorirne l’acustica e, dal 2002 sul tetto della struttura dove c’è ancora la pista di collaudo delle automobili, la prestigiosa pinacoteca di Giovanni e Marella Agnelli con alcuni capolavori pittorici assoluti. Una grande cupola in cristallo e acciaio sospesa a 40 metri di altezza racchiude una piccola sala panoramica per eventi.
  8. Museo Astrup Fearnley
    Progettato nel 2012 nel quartiere Tjuvholmen di Oslo, il museo è composto da tre padiglioni che si trovano sotto lo stesso tetto in vetro, la cui forma ricorda una vela. L’edificio richiama l’ambiente marittimo anche per la presenza di colonne di cavi d’acciaio intrecciate che sembrano gli alberi delle barche a vela del porto vicino, mentre il rivestimento grigio-argento della struttura fa pensare ai colori del mare in tempesta. All’interno il museo ospita la Astrup Fearnley Collection, una collezione d’arte moderna e contemporanea tra le più innovative e prestigiose del Nord Europa con opere di artisti americani degli anni Ottanta. Ogni anno il museo ospita una decina di mostre temporanee e ne produce di itineranti. Informazioni: www.afmuseet.no
  9. Muse
    E’ il Museo della scienza di Trento, inaugurato nel 2013 in un palazzo all’interno del quartiere residenziale “Le Albere”, anch’esso progettato da Piano. Il museo, didattico e divertente e tra i più visitati d’Italia, si sviluppa su 6 piani, di cui uno interrato, che ospitano mostre permanenti e temporanee e attività di ricerca con laboratori didattici e una serra tropicale ospitata all’estremità ovest del museo. Il profilo della struttura ricorda l’andamento frastagliato delle Dolomiti trentine. L’entrata del museo è una grande sala ricoperta di vetri – la lobby – dove c’è un’area dedicata alla scienza interattiva e una ai bambini più piccoli; il primo piano accoglie sezioni e spazi che vanno dalla Preistoria al Futuro; il secondo è interamente dedicato alla Terra, dalla geologia alle miniere e al rischio ambientale. Nel terzo piano si parla di natura alpina e nel quarto di montagne e di ghiacciai. Al quinto piano si esce sulla terrazza panoramica con vista mozzafiato mentre il primo piano sotterraneo racconta la storia della vita. Informazioni: www.muse.it
  10. Centro culturale della Fondazione Stavros Niarchos
    In un parco del quartiere Kallithea, a due passi dal mare e non lontano dal cuore di Atene, sorge l’avveniristico Centro culturale Stavros Niarchos, punto di riferimento culturale e artistico del Paese. Costruito in una baia e nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, il Centro ospita la casa dell’Opera nazionale greca che prevede un teatro principale da 1400 posti e uno sperimentale più piccolo, la Biblioteca nazionale e un grande parco. La copertura è costruita con la tecnica del ferro cemento con pannelli solari, mentre la struttura è realizzata in acciaio, simile a un guscio, con uno spazio pubblico comune, l’Agorà, dove si svolgono eventi pubblici. Info: www.snfcc.org
  11. Centro Botín
    Inaugurato nel 2017 a Santander, nel nord della Spagna, il Centro Botín è uno spazio artistico e culturale situato all’interno dei giardini di Pereda, sul lungomare della città cantabrica. Il progetto, originale e ricco di luce, recupera un’area utilizzata per anni come parcheggio, ripristinando il legame tra l’oceano Atlantico e la città. La struttura è costituita da due volumi arrotondati, sollevati da pilastri e connessi da una serie di passerelle di acciaio e vetro che danno vita a una nuova piazza affacciata sull’acqua. Nell’ala est si trovano un auditorium da 300 posti e un’area didattica mentre l’ala ovest ospita gallerie espositive su due livelli molto luminosi, anche di notte.
    Informazioni: www.centrobotin.org
  12. Academy Museum of Motion Pictures
    C’è attesa per l’inaugurazione a Los Angeles dell’Academy Museum of Motion Pictures, il museo del cinema più grande del mondo: è una sfera di 40 metri rivestita di vetro e acciaio per sei piani, all’incrocio fra Wilshire boulevard e Fairfax avenue, dedicati al mondo del cinema e alla storia dell’Oscar con una ricca collezione dell’Academy. L’apertura in pompa magna, come solo nella città delle major cinematografiche sanno fare, è prevista per la fine di quest’anno con una retrospettiva sul regista-cult giapponese Hayao Miyazaki. Informazioni: www.academymuseum.org

 

Fonte: ANSA

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