Cibiana di Cadore in Veneto, il borgo dei murales

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Cibiana di Cadore, borgo veneto circondato dalle Dolomiti bellunesi, non è un borgo come gli altri: la sua storia è raccontata a colori sulle pareti delle case, nei murales che lo rendono una meta d’arte unica nel suo genere.


Nel cuore delle Dolomiti bellunesi, non lontano da Cortina d’Ampezzo, Cibiana di Cadore è un minuscolo borgo immerso in una verde vallata, attorniato dalle cime delle alte montagne venete. Da lontano il luogo ha tutte le caratteristiche di un borgo montanaro, con le case in pietra e il campanile che svetta alto tra i tetti rossi. Eppure avvicinandosi ci si accorge subito che Cibiana è un paese diverso dagli altri, per certi versi, unico: ogni angolo, ogni abitazione e ogni locale del centro riportano sulle pareti un dipinto che racconta a colori la storia del borgo o di ogni famiglia che lo abita. I murales raffigurano gli antichi mestieri, le tradizioni della zona e le scene di vita quotidiana; raccontano la storia della casa del fabbro, del casaro, del mugnaio e del carbonaio. Alcuni sono semplici affreschi a muro, altri invece sono opere pregevoli realizzate da artisti locali e di altre regioni, ma anche stranieri, che dal 1980 hanno contribuito a trasformare il borgo in una destinazione d’arte. Appassionati di pittura, di fotografia e di tradizioni di montagna si ritrovano a passeggiare per le strette vie di Cibiana e a conoscere la sua storia attraverso una cinquantina di affreschi inseriti con cura nell’architettura rustica del borgo antico.

Non solo arte: gli artigiani di Cibiana hanno conservato la lavorazione tradizionale di due oggetti d’uso quotidiano: le “scarpete”, pantofole di corda e velluto, e i “zestoi”, gerle in legno dai molteplici usi. Nelle botteghe del borgo è possibile osservare il lavoro degli artigiani e acquistare gli oggetti che si aggiungono a bambole di stoffa e paglia, trapunte e scialli in lana e decorazioni in legno.

Oltre agli itinerari tra i murales, Cibiana regala altre passeggiate, come la “via del ferro”, che sale dalle vecchie miniere di Vallinferna, Ronzei e Ciarsies all’alta via – la numero 3 – delle Dolomiti, con panorami mozzafiato che spaziano dal Rite al Sassolungo e alle Tovanelle fino al rifugio Ciampestrin. Per gli amanti dell’arte il monte Rite rappresenta un gioiello unico: il museo tra le nuvole, realizzato da Reinhold Messner. Allestito in un forte della prima guerra mondiale e dedicato alla roccia, il museo racconta la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dolomitico. Nella galleria della navata centrale sono esposti dipinti e opere provenienti dalla collezione privata di Reinhold Messner che rappresentano le amate Dolomiti; interessante è l’alternarsi tra le opere e gli scorci panoramici che si aprono dalle finestre del museo sulle vette circostanti. Imperdibili sono anche le passeggiate tra i boschi in mezzo al foliage autunnale, prima che la neve ricopra vette e valli.

 

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