Roma, torna l’Incontro con gli artigiani di Kyoto dal 24 al 27 ottobre

Print Friendly, PDF & Email
Kyoto

 


Roma, torna l’Incontro con gli artigiani di Kyoto organizzata da Masako Tominaga e ospitata negli spazi di Doozo – Art Books and Sushi (via Palermo, 51) dal 24 al 27 ottobre.   Un viaggio nelle tradizioni giapponesi: dall’arte del bambù all’incisione della pietra, dalla decorazione del kimono alla ceramica, fino alla gastronomia in compagnia di cinque maestri artigiani arrivati direttamente da Kyōto.


È stata la capitale del Giappone per più di un millennio (dal 794 al 1868) ed è conosciuta come la Città dei mille templi: il più grande reliquiario della cultura giapponese inserito nell’elenco dei siti protetti dall’Unesco.

Ma oggi la città di Kyōto è anche la preziosa custode di alcune tra le più antiche tradizioni artigianali giapponesi, che dal 24 al 27 ottobre saranno eccezionalmente in trasferta a Roma per la terza edizione dell’Incontro con gli artigiani di Kyōto organizzata da Masako Tominaga e ospitata negli spazi di Doozo – Art Books and Sushi, il centro culturale polifunzionale che racchiude in un’unica sede (via Palermo, 51) un ristorante gourmet, una libreria specializzata e una galleria espositiva, in collaborazione con Meet Traditional Art in Rome.

Un’edizione che si annuncia più ricca che mai, dando spazio a diversi ambiti della produzione artigianale dell’antica civiltà giapponese – dall’arte botanica e manuale del bambù alla paziente e potente incisione della pietra, dalla particolare lavorazione della ceramica alla sofisticata decorazione del kimono, fino all’elaborata gastronomia tradizionale – guidati da cinque maestri artigiani arrivati nella Capitale direttamente da Kyōto per offrire un’occasione unica di incontro con esperti, appassionati e semplici curiosi.

In programma quattro giorni tra cross-talk dedicati alla cultura nipponica, laboratori, dimostrazioni, mostre, degustazioni (compresa l’esperienza del cha kaiseki, ovvero la preparazione del pasto tradizionale con le ricette attente all’armonia tra colori, sapori e materie prime paragonabile all’alta cucina occidentale) e infine workshop pratici aperti al pubblico (alcuni su prenotazione) per poter toccare con mano e sperimentare in prima persona il lavoro senza tempo di questi eccezionali professionisti.

 

Ecco i protagonisti dell’Incontro con gli artigiani di Kyōto 2019:

 

 

Akihiro Mashimo (arte del bambù e della siepe) – 25 ottobre, ore 17.30 e domenica 27 ottobre, ore 10.30

 

Akihiro Mashimo è nato nel 1977 a Yokohama ma è cresciuto a Kyōto, a contatto con le distese di bambù, pianta considerata mistica nella quale si ritiene abiti Dio. Per questo nell’antichità veniva utilizzato per costruire tantissimi strumenti (dagli utensili di vita quotidiana, fino alle siepi). Akihiro Mashimo ne ha studiato le tecniche di lavorazione perfezionandosi alla Scuola di Arti tradizionali di Kyōto e nel 1998 è entrato nella prestigiosa società Nagaokameichiku, subito dopo la laurea. I suoi studi sono poi proseguiti al seguito del maestro Ichiro Mishima (uno degli artigiani più stimati del settore) imparando a realizzare anche le caratteristiche recinzioni in bambù. I suoi lavori più famosi sono ospitati, tra gli altri, al Katsurarikyū (la villa imperiale di Katsura), al Kyōto geihinkan (la casa degli invitati di Stato di Kyōto), al Tempio di Heian e al giardino Shokadoteien.

A Roma il giovane artigiano giapponese darà prova della sua arte dimostrando come tagliare e manipolare il bambù, creando dal vivo recinti tradizionali e oggetti di uso comune: dalla realizzazione di cestini (take kago) a quella delle bacchette di bambù (take hashi). Domenica si terrà un suo workshop per la realizzazione di un cestino di bambù chiamato “shikainamikago”: cestino delle quattro onde, per via delle curve che richiamano appunto le onde del mare.

 

Sachi Manabe (arti decorative del kimono yūzen) – 26 ottobre, ore 15

 

La giovane età di Sachi Manabe non deve trarre in inganno, perché lei è invece tra le artiste più quotate nella sofisticata pratica della decorazione del kimono yūzen. Ad insegnarle la tecnica è stato Kihachirō Yoshida, artigiano tradizionale e suo maestro, dando il via alla produzione di pregiatissimi kimono, obi (le cinture tradizionali per il kimono) e sorprendenti accessori frutto della creatività di Sachi Manabe. Il suo approccio contemporaneo non solo non ha tradito il mestiere antico della decoratrice di tessuti yūzen ma al contrario ne ha determinato la riscoperta e la valorizzazione nei mercati odierni, affascinati dal suo nobile lavoro artigianale.

A Roma porterà in mostra i suoi kimono, e in vendita gli accessori. Inoltre offrirà un laboratorio in cui condurrà i partecipanti nel disegno e nella pittura del tenugui nassen (l’asciugamano tipico giapponese), aiutandoli ad inoltrarsi nell’estetica giapponese, tra spazi pieni e vuoti, seguendo il metodo katanasen: si tratta di un disegno a mano con l’uso della tintura, attraverso la quale il colorante viene mescolato con una pasta e poi passata attraverso uno stampo che permette al colore di penetrare a fondo nel tessuto. Un appuntamento al quale potranno partecipare anche i bambini (si consiglia di almeno 7/8 anni) accompagnati dai genitori.

 

Madoka Wakunami (ceramista di Soryūgama) – 26 ottobre, ore 17

 

Nella vita di Madoka Wakunami la ceramica è un’autentica questione di destino: è nata in una famiglia di ceramisti di Fukuoka, produttori di ceramiche Koishiwara-yaki, e una volta cresciuta ha spostato Soryu Wakunami, collega e artista specializzato nella ceramica smaltata Kiyomizu-yaki. Insieme hanno dato vita a un’innovativa e felice partnership sia sentimentale che professionale, fondendo le due tradizioni e i rispettivi stili (totalmente differenti) per creare una maniera unica e speciale di realizzare la ceramica. Il loro laboratorio, situato in Higashiyama (sempre a Kyōto), si chiama Soryūgama e produce ceramica mescolando l’eredità delle tecniche di lavorazione Kiyomizu-yaki e Koishiwara-yaki. La loro Seradon è conosciuta come la “porcellana impastata”, poiché il pigmento viene impastato nell’argilla e successivamente viene applicata la glassa, ottenendo una ricca finitura blu. Su questa base viene applicata la tecnica Tobikanna del Koishiwara, ottenuta radendo la superficie e permettendo allo smalto di riunirsi nelle scanalature. Presso Doozo Madoka Wakunami farà una dimostrazione di questa tecnica Tobikanna e ci sarà anche la possibilità di acquistare le ceramiche utilizzate per la dimostrazione.

 

Takaaki Saida (mastro della pietra) – 27 ottobre, ore 17.30

 

Lo scultore Takaaki Saida, classe 1978, è il primogenito della quinta generazione di artigiani del negozio di materiali lapidei Saida (fondata a Kameoka, vicino Kyōto, nel 35º anno dell’era Meiji, ovvero nel 1903). A vent’anni si specializza come scultore di lanterne di Kyōto e inizia un’inarrestabile carriera, diventando un ishiku, maestro assoluto nella lavorazione e incisione della pietra tradizionale. Nella sua bottega (che ha ottenuto anche il riconoscimento shinise al valore storico) con scalpello e martello dà forma a suggestive lanterne (ishidōro) e altri prodotti tradizionali. Ma non disdegna le collaborazioni con l’arte contemporanea e la sua creatività è sempre in cerca di nuovi sviluppi e incroci con altri artigiani, artisti e designer. Negli ultimi anni è diventato celebre anche all’estero grazie all’esposizione delle sue sculture tōrō anche in Italia ed in America. Durante l’evento romano Takaaki Saida farà un intervento di presentazione e spiegazione del lavoro dei mastri della pietra (a ingresso libero) e successivamente darà vita ad una dimostrazione di macinazione del tè giapponese con una macina tè da lui realizzata artigianalmente.

 

 

Masayoshi Ozasa (chef della cucina Matsushō) – 27 ottobre, ore 18.30

 

Masayoshi Ozasa, chef classe 1982, dopo essersi laureato al Kyoto Culinary College ha fondato giovanissimo il suo ristorante “Matsumasa” di Kameoka, Kyōto. Esperto di sake giapponese e raffinato sommelier, è riconosciuto come uno tra i pochi palati capaci di proporre i piatti della cucina tradizionale in abbinamento con gli spirits più rari e pregiati. È inoltre un illustre docente della Kyōto Cooking School e lavora in un’azienda di educazione alimentare. In questa edizione della Settimana dell’Artigianato di Kyōto offrirà al pubblico romano l’occasione unica di partecipare alla preparazione del piatto tipico tenshin e del cha-kaiseki: il pasto che anticipa la cerimonia del tè tra zuppe, contorni e riso. Poi delizierà gli ospiti con una cena-degustazione, a sua volta preceduta da un breve seminario sul cha-kaiseki durante il quale lo chef spiegherà il concetto di wabisabi, le regole della cerimonia del tè e la preparazione del pasto (su prenotazione).

 

“Questa nuova generazione di artigiani, rispetto a quelle dei loro antenati, ha il desiderio di diffondere la loro opera anche al di fuori dal Giappone.
Non solo per far conoscere il risultato dei loro lavori, ma anche per intessere rapporti professionali e commerciali
– dichiarano infine gli organizzatori – perché l’obiettivo dell’iniziativa è sia di poter ammirare da vicino questi eccezionali talenti che di offrire un contributo alla creazione e alla diffusione di questi prodotti artigianali in ambito internazionale. Partendo da Roma, città ideale in virtù del suo indiscutibile e profondo legame con la storia e l’arte, pronta a un incontro culturale così raffinato ed intenso”. dichiarano infine l’organizzatrice Masako Tominaga insieme a Giada Zaccardi (co-organizzatrice) e al coordinatore Takaaki Saida.

 

 

 

Potrebbe interessarti anche:

L’ente per il turismo in Giappone lancia un’offerta per scoprirne i luoghi meno conosciuti
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti