Sulle tracce delle comunità indigene lungo La Maya Route 2019

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In poche regioni al mondo come il Centroamerica vivono ancora comunità indigene che conservano tradizioni, antiche usanze e lingue arcaiche cercando di tramandarle – e farle conoscere a un turista attento e rispettoso – alle generazioni future. E proprio nel 2019, proclamato Anno Internazionale delle lingue indigene dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU), il promotore culturale peruviano Rubén de la Torre Venezuela, ha deciso di scoprirle attraverso l’itinerario Maya Route 2019. Un tour realizzato per sviluppare un incontro interculturale con le comunità locali che parlano ancora in lingua antica.


In Centroamerica c’è una grande varietà di idiomi, tra i quali il Lenca, Chortí, Tolupán, Misquita, Paya, Garífuna e Maya, tutti a rischio di estinzione. Alla Maya Route 2019, hanno preso parte duecento persone, tra cui volontari delle Nazioni Unite, scrittori, professori e studenti provenienti da tutto il mondo, che hanno avuto la possibilità e il privilegio di entrare in contatto diretto con la storia Maya. La spedizione è iniziata in Guatemala e terminata in Messico, con il motto “La rinascita delle nostre lingue indigene”.

Un itinerario che tuttavia è fruibile anche dai veri viaggiatori, naturalmente nel rispetto delle usanze e dell’ambiente, in modo da preservarne l’autenticità e per scoprire radici e tradizioni centroamericane. E che non può non comprendere anche i tanti siti della grande civiltà Maya, uno più interessante dell’altro e tutti diversi tra loro. Ecco di seguito, qualche tappa effettuata dalla spedizione Maya Route 2019, per un viaggio davvero emozionante e ricco di suggestioni.

Non si può non partire da Tikal, il sito archeologico culla della civiltà Maya a Petén, il più grande dipartimento del Guatemala, che confina geograficamente con Messico e Belize, e tappa obbligata di un percorso in Centroamerica. Un luogo magico, dove le punte delle piramidi maya spuntano da un mare verde smeraldo. Qui archeologi di tutto il mondo operano incessantemente da decenni per portare alla luce reperti ed edifici di questa immensa città.

In Honduras, invece, non può mancare la Ruta Lenca (l’itinerario Lenca) considerata molto importante dal punto di vista ecologico, naturale e culturale, che si sviluppa tra i villaggi di Gracias, Santa Rosa de Copán e Copán Ruinas, nella parte occidentale Paese. I Lenca sono molto abili nel realizzare oggetti d’argilla, soprattutto vasellame. Qui vivono anche altre comunità indigene, come quelle di Maya-Chortí. Meritano una sosta le rovine di Quiriguá, uno dei più belli e antichi siti del Guatemala, per via delle numerose statue e stele, alcune delle quali considerate tra le più preziose dal punto di vista archeologico del mesoamerica. Il sito è protetto dalla Costituzione della Repubblica del Guatemala e Patrimonio culturale per legge nazionale. E naturalmente anche il sito archeologico di Copán, in Honduras, dove si può osservare anche uno splendido campo per il gioco della pelota e la scala dei geroglifici, una scalinata con glifi scolpiti su ogni gradino.

Passando a El Salvador, visita di Santiago Nonualco, la città natale del leader indigeno Anastasio Aquino, che a capo dei Nonualcos, condusse la ribellione contadina contro il governo centrale nel 1833; e poi le città di Nahuizalco e Panchimalco, due delle comunità in cui si parla ancora Nahuatl, antica lingua sviluppatasi in Messico e nell’America Centrale dalla quale derivano tantissimi dialetti. Nahuizalco è il primo comune sulla Ruta de las Flores, l’Itinerario dei Fiori, e un centro indigeno noto per la sua industria di tele, tessitura e artigianato. Il sito archeologico di Tazumal, nel dipartimento di Santa Ana, è da visitare perché le sue rovine sono tra le meglio conservate del Paese; qui si possono vedere, piramidi, palazzi e tombe con i loro oggetti rituali che accompagnavano la sepoltura.

Sempre in Guatemala, visita alla città coloniale di Antigua, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1979 non solo per le sue chiese e conventi con oltre 500 anni di storia, ma anche per la bellezza della valle di Panchoy, che si trova tra i vulcani di Agua, Fuego e Acatenango che incorniciano la città. Da non perdere Panajachel, un’affascinante città situata sulle rive del lago Atitlán, nel dipartimento di Sololà e che offre una vista spettacolare sui vulcani di San Pedro, Tolimán e Atitlán, ed è punto di partenza, in barca, per visitare i diversi comuni di Santiago Atitlán, San Lucas Tolimán, San Antonio Palopó, Santa Catarina Palopó e San Pedro La Laguna, tra gli altri. Molti degli abitanti di queste città sono discendenti dei gruppi Cakchiquel e Tzutuhil.

Come la spedizione Maya Route 2019, si può terminare il viaggio in Messico, negli stati di Chiapas, Tabasco e Yucatan, dove oltre al contatto con le popolazioni locali, si visitano i principali siti archeologici come Palenque, Chichen Itza, tra molti altri. Maya Route 2019 è un progetto evolutosi da precedenti esperienze analoghe nel 2010 e 2011, sempre con obiettivi di carattere culturale ma anche di promozione di nuove rotte turistiche.

Informazioni: www.visitcentroamerica.com

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