Museo della lingua italiana. La petizione al ministro Dario Franceschini

Print Friendly, PDF & Email

Un Museo della lingua italiana per celebrare ‘la storia, l’importanza, la ricchezza del nostro idioma’. Per la sua istituzione si è mobilitato il mondo della cultura con il lancio di una petizione sul sito change.org. Più di 2000 persone hanno firmato la richiesta indirizzata al ministro Dario Franceschini (MIBACT). Occorre raggiungerne 2500


L’iniziativa nasce dal gruppo di lavoro coordinato dal professor Luca Serianni, che nel 2003 aveva organizzato la mostra ‘’Dove il sì suona’ a Firenze alla Galleria degli Uffizi.

‘Promotore materiale’ della petizione – così ama definirsi – è Giuseppe Antonelli, professore ordinario di Linguistica italiana all’Università di Pavia, che già nel saggio ‘Il museo della lingua italiana’ (Mondadori, 2018) auspicava l’istituzione di un museo della lingua italiana.

“In quel libro – ha spiegato Antonelli all’AdnKronos – immaginavo molto concretamente il museo strutturandolo su tre piani, rispettivamente per l’italiano antico, l’italiano moderno e l’italiano contemporaneo.
Provavo a tradurre in oggetti concreti una memoria che è legata alla lingua letteraria, ma anche allo strutturarsi della lingua comune.

L’idea è che la ricostruzione della memoria serva a capire meglio il presente della nostra lingua e a farsi un’idea del futuro.

Il museo al quale pensiamo è un centro culturale attivo, dove ci sia un auditorium per la canzone, la musica, il teatro e l’opera lirica. Un luogo in cui ci sia una parte dedicata alla gastronomia e una parte dedicata alla moda.’’

Come sarà questo museo?
Eccolo spiegato in poche parole sulla pagina di change.org:

Quello a cui pensiamo è un grande Museo della lingua italiana – dinamico e interattivo – in cui siano esposti non solo documenti, ma oggetti di vario tipo che possano di volta in volta evocare una parola, un’idea, una questione, un’epoca.  Un allestimento multimediale e interattivo che, evidenziando i momenti salienti della storia dell’italiano, restituisca a ogni visitatore l’immagine di una grande lingua cultura. Una lingua capace di affrontare e vincere le sfide sempre nuove imposte dal progredire del sapere, del costume, della tecnica.
Perché le mode cambiano, ma l’italiano resta.

Tra i primi firmatari lo staff scientifico che ha lavorato alla mostra: Matteo Motolese, ordinario di linguistica italiana all’Università La Sapienza, Lucilla Pizzoli dell’Università degli Studi internazionale di Roma Stefano Telve e ovviamente Luca Serianni dell’Università degli studi della Tuscia.

E la petizione sembrerebbe essere in linea con i programmi del Ministro in merito ad azioni che salvaguardino la qualità del doppiaggio italiano e quindi della lingua italiana. In una recente dichiarazione rilasciata in occasione della presentazione della 11° edizione del gran premio internazionale del doppiaggio che si terrà il 21 novembre all’Auditorium di Roma, Dario Franceschini ha ribadito l’esigenza di rafforzare gli investimenti nel settore e definirne i criteri di qualità.

“Presto partirà un confronto con gli operatori del settore per definire i criteri di qualità del doppiaggio, un’esigenza fortemente sentita nel nostro Paese dove questo mestiere è una vera e propria eccellenza. La scuola di doppiaggio italiana non ha eguali nel mondo e deve poter rispondere alla crescente domanda dovuta alla moltiplicazione dell’offerta attraverso le piattaforme di video on demand senza perdere la propria originalità creativa”.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti