Roma, eterna bellezza: la mostra di Canova e un giro per la città segreta

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Dove andare per un week end d’arte tra novembre e dicembre? A Roma, naturalmente! Gli amanti della scultura non potranno perdere la mostra Canova. Eterna Bellezza, al Museo di Roma in Palazzo Braschi fino al 15 marzo 2020: oltre 170 opere che ripercorrono il rapporto tra il maestro dell’arte neoclassica e la Città Eterna. A seguire, ovviamente, un giro per la città: ecco due itinerari per scoprire (o riscoprire) la Roma segreta.


Non tutti i viaggiatori che fanno le valigie tra novembre e dicembre sono affascinati dai borghi e dai mercatini di Natale. Dove andare, allora, in questi freddi mesi invernali?

Una risposta potrebbe essere: Roma. Sembra una meta banale? Non è così, se si pensa alla vastità della Capitale e alla varietà di attrazioni che può offrire. Che la si visiti per la prima o centesima volta, a Roma si può sempre scovare qualche angolo nascosto che non si era scoperto prima. Qualche particolare sfuggito. Oppure si può ripassare qualcuno dei luoghi tradizionali inserendoli in itinerari nuovi e sorprendenti.

Se si sceglie di visitare Roma, questo è il momento perfetto per dedicarsi a un week end d’arte: il tempo cupo e piovoso invita a trovare uno spazio protetto tra capolavori senza tempo, come quelli esposti  nelle diverse mostre che animano la città. Ce n’è per tutti i gusti, dalla pittura nervosa e spiazzante di Bacon e Freud ai colori rasserenanti dell’Impressionismo. Chi invece preferisce la scultura e le forme armoniose, non può perdere la mostra Canova. Eterna Bellezza, al Museo di Roma in Palazzo Braschi fino al 15 marzo 2020.

Oltre 170 opere del maestro dell’arte neoclassica che raccontano il suo rapporto con la Città Eterna, fonte di ispirazione per lui da quando vi arrivò per la prima volta nel 1779. Opere provenienti dai grandi musei italiani e stranieri, tra cui i Musei Vaticani, l’Ermitage di San Pietroburgo, il Musèe des Augustuns di Tolosa e il Museo archeologico di Napoli.

Un percorso suggestivo in 13 sezioni che si snoda a lume di torcia, per richiamare l’atmosfera che doveva dominare nell’atelier di Canova in via delle Colonnette. A Roma Canova trovò il suo ambiente ideale, dove assorbire l’arte del mondo classico e farne una chiave per reinterpretare il presente. “L’Antico bisogna mandarselo in sangue, sino a farlo diventare naturale come la vita stessa” affermava lo scultore: non un modello da ricalcare passivamente, ma un ideale con cui confrontarsi e gareggiare, verso la perfezione.

La mostra rispecchia i percorsi di Canova alla scoperta di Roma, il contesto politico e letterario in cui si trovò a operare (una sezione è dedicata alla relazione tra Canova e Alfieri) e gli artisti con cui entrò in contatto: le loro opere esposte dialogano con quelle di Canova e contribuiscono a creare una mappa della Roma settecentesca, centro dell’arte moderna.

L’esposizione è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, prodotta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, organizzata da Zètema Progetto Cultura ed è realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

Il Museo Romano che la ospita si trova nel cuore di Roma, accanto a Piazza Navona: un’occasione perfetta per avventurarsi alla scoperta (o riscoperta) del centro storico della città.

Itinerario breve

Il nostro percorso inizia a due passi dal Museo Romano e da Piazza Navona, dove si trova Palazzo Madama, sede del Senato dal 1871. La “Madama” da cui prende il nome era Margherita d’Austria, moglie di Alessandro de’ Medici, che vi si stabilì dopo la morte del marito. Da questo palazzo del potere ci spostiamo al tempio del diritto: il Palazzo di Giustizia, noto a tutti i romani come il “Palazzaccio“, oggi sede della Corte Suprema di Cassazione e del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Roma. Il nomignolo spregiativo è dovuto all’architettura sovrabbondante che lo contraddistingue: un rettangolo gigantesco arricchito da decorazioni di gusto barocco. Ma forse si può attribuire anche alla storia sfortunata del Palazzo: 22 anni di costruzione e la minaccia continua di cedimento, per la sua posizione sulle sponde del Tevere.

Da non perdere accanto a Palazzo Madama la Chiesa di San Luigi dei Francesi, scrigno barocco che custodisce al suo interno, nella cappella Contarelli, tre tele di Caravaggio, famose in tutto il mondo: la Vocazione di S. Matteo, S. Matteo e l’Angelo e il Martirio di S.Matteo.

Procediamo sul lungofiume fino ad incontrare una delle chiese più curiose di Roma: è la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, una delle poche chiese neogotiche di Roma. Un Duomo di Milano in miniatura, che sembra poggiato per sbaglio tra le normali abitazioni. Ma le stranezze del “Piccolo Duomo” non finiscono qui: al suo interno è custodito il Museo delle anime del Purgatorio, un luogo misterioso e unico al mondo. Alle spalle ha una storia inquietante: alla fine di un incendio divampato nella chiesa, su una parete il fuoco aveva prodotto l’immagine di un volto sofferente. Il parroco la interpretò come un tentativo di un’anima oppressa di comunicare con il mondo dei vivi: e così fondò il Museo, che da allora raccoglie testimonianze provenienti dall’oltretomba.

Riattraversando il Tevere su ponte Cavour incontriamo la Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio risalente al XVI secolo: all’interno si possono ammirare capolavori come la  Madonna del Parto di Jacopo Sansovino, miracolosa secondo la tradizione popolare, l’affresco di Raffaello dedicato al Profeta Isaia,  la pala raffigurante Sant’Agostino, Giovanni Evangelista e Girolamo del Guercino e soprattutto la Madonna del Loreto di Caravaggio, detta anche Madonna del Pellegrini. Caravaggio si sarebbe ispirato, per rappresentare la Vergine, a una ragazza da lui sedotta: leggenda vuole che il pittore, per scampare alle grinfie del padre di lei, si rifugiò proprio in questa chiesa, a cui poi donò l’opera.

 

Arriviamo al Pantheon, il monumento più celebre dell’antica Roma, “il più bel resto dell’antichità romana” secondo lo scrittore Stendhal. L’iscrizione sul frontone ci ricorda chi lo costruì: “Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta”. Era il 27 d.C. e dopo allora il tempio andò incontro a diversi incendi, fin quando l’imperatore Adriano lo ricostruì così come lo vediamo oggi. All’interno troviamo le tombe di vari personaggi illustri, tra cui Raffaello, il re Umberto I e la moglie Margherita… proprio lei, la destinataria della prima pizza! La particolarità più suggestiva del Pantheon è l’oculus, l’apertura circolare in cima alla cupola. Nel giorno di Pentecoste, attraverso questo grande occhio viene lanciata sui fedeli una una pioggia di petali di rose rosse, simbolo dello Spirito Santo e del sacrificio di Gesù Cristo: uno spettacolo da non perdere. Pausa a due passi dal Pantheon al caffè Sant’Estauchio, storico bar di Roma in una delle piazze più belle della città.

Più avanti ci imbattiamo nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva, che deve il suo nome all’antico tempio dedicato a Minerva su cui venne eretta. Una facciata semplice e spoglia che potrebbe passare inosservata, ma che nasconde al suo interno delle opere d’arte straordinarie: a partire dalla volta, blu cobalto e oro, che richiama il cielo stellato, fino alla cappella affrescata da Filippino Lippi. Senza dimenticare l’opera più importante: la statua del Cristo portacroce scolpita da Michelangelo.

Per una sosta rigenerante è d’obbligo fermarsi alla Casa del Caffè Tazza d’Oro, tra le più antiche torrefazioni di Roma: in un’atmosfera retrò si possono gustare diverse miscele e svariati abbinamenti. Da provare la Monachella, un caffè in tazza grande ricoperto di panna montata.

Itinerario lungo

Se avete un po’ più di tempo a disposizione, potete sperimentare un itinerario più lungo ma più lineare, che parte dai celebri Mercati di Traiano. I Mercati, oggi sede del Museo dei Fori Imperiali, erano il centro commerciale dell’antichità: un grande complesso su più piani che, oltre ai negozi che vendevano merce di ogni genere, ospitava anche i thermopolia, paragonabili ai moderni fast food, e i magazzini imperiali. Un vero centro polifunzionale!

 

Passando per via IV Novembre e via della Pilotta arriviamo alla Fontana di Trevi, la fontana più grande di Roma, capolavoro settecentesco di Nicola Salvi e tra le icone indiscusse della città. Forse non tutti sanno che il suo nome deriva da “Tre Vie”, quelle che conducono alla piazza della fontana. Se desideri tornare a Roma, non dimenticare di lanciare una moneta! Districandoci tra i vicoli del centro storico troviamo Piazza di Spagna, con la famosa scalinata di Trinità dei Monti e la fontana della Barcaccia di Pietro e Gian Lorenzo Bernini. Passeggiamo per via Margutta, una stradina del Campo Marzio nascosta agli occhi dei turisti frenetici. La via è stata a lungo il rifugio dell’arte romana: qui avevano vissuto, tra gli altri, Federico Fellini, Anna Magnani, Giorgio de Chirico e Novella Parigini. Anche Antonio Canova vi aprì un suo atelier! Ancora oggi è la strada più amata dagli artisti, che periodicamente la omaggiano con la mostra dei Cento Pittori. Dopo una puntata dedicata allo shopping in via di Ripetta, arriviamo in Piazza del Popolo e di qui al Pincio, il giardino sistemato dall’architetto Valadier, che sorge dove in epoca romana c’erano le lussuose ville patrizie. La terrazza panoramica è perfetta per godere di una romantica vista sulla città. 

Orari di apertura Canova. Eterna bellezza

  • Tutti i giorni dal lunedì alla domenica ore 10.00-19.00. La biglietteria chiude alle ore 18.00.
  • Tutti i sabati e le domeniche di novembre orario di apertura prolungato fino alle ore 22.00 (la biglietteria chiude alle 21.00).
  • 24 e 31 dicembre ore 10.00 – 14.00
  • Giorni di chiusura: 25 dicembre, 1 gennaio

Per i biglietti, visita la pagina: Biglietti e audioguide

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