Canova, 5 soggetti femminili da scoprire alla mostra “Canova. Eterna bellezza” a Roma

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Canova

 


Roma, Palazzo Braschi. Alla mostra Canova. Eterna bellezza, è possibile ammirare alcuni interessanti soggetti femminili scolpiti dall’artista. Dal mito alla storia, passando per l’allegoria e il sacro, ecco la Danzatrice con le mani sui fianchi, la Maddalena penitente, la Religione, Paolina Borghese ed Ebe.


La mostra “Canova. Eterna bellezza”, allestita al Museo di Roma a Palazzo Braschi fino al 15 marzo 2020, sta riscuotendo un grande successo. Nel ripercorrere il legame tra l’artista simbolo del neoclassicismo e la città di Roma, il pubblico può incontrare una grande varietà di soggetti scolpiti. Dal mito alla storia, passando per l’allegoria e il sacro, ecco cinque soggetti femminili da scoprire visitando la mostra.

 

  1. La danzatrice con le mani sui fianchi

 

La danzatrice con le mani sui fianchi è una statua del 1811 in cui il marmo prende vita. Ritrae una fanciulla con i fiori tra i capelli nell’atto di eseguire un passo di danza. Con le mani sui fianchi tiene le vesti, mentre il piede destro si solleva sulla punta.

Conservata all’Ermitage di San Pietroburgo, alla mostra la si può ammirare in originale. È posizionata come lo stesso Canova voleva, su un piedistallo in rotazione. Lo spettatore deve poterla osservare da fermo, in tutta la sua leggiadria.

  1. La Maddalena penitente

La Maddalena penitente è un’opera dalla bellezza emozionante. È tra le poche sculture a carattere sacro realizzata da Canova. Maria Maddalena, accovacciata a terra con il volto rigato di lacrime, tiene tra le mani un crocefisso di bronzo. Al suo fianco un teschio rappresenta la morte. Il sacro si fonde con il profano nel suo corpo di donna ancora nel pieno della bellezza. Le vesti leggermente calate sul seno rappresentano con eleganza questa ambiguità.

L’opera è datata tra il 1793 e il 1796. Venne acquistata nel 1808 dal collezionista milanese Giovanni Battista Sommariva. In mostra è possibile ammirare l’originale così come era esposta presso la dimora di quest’ultimo, in un ambiente circondato da velluto nero e con uno specchio alle spalle. In questo modo, la luminosità dell’opera risalta ed è possibile ammirarne ogni particolare. Normalmente la statua si trova a Genova, a Palazzo Doria-Tursi.

Canova maddalena penitente

Canova- Maddalena penitente ©Giulia Clarizia

  1. Le religioni

Canova- bozzetto in terracotta de La religione ©Giulia Clarizia

Nel percorso della mostra è possibile ammirare due personificazioni della Religione. La prima è un bozzetto in terracotta che raffigura la Religione presente nel monumento funebre a papa Clemente XIII. Nel complesso monumentale, che può essere ammirato presso la Basilica di San Pietro, la Religione è la figura monumentale posta sulla sinistra dell’opera, opposta alla morte raffigurata da un giovane genio alato. La Religione tiene nella mano destra un crocefisso e ha un volto severo che si pensa abbia ispirato quello della Statua della Libertà americana.

 

La seconda Religione che si può ammirare nel percorso della mostra è quella che Canova avrebbe dovuto realizzare per celebrare il ritorno di papa Pio VII a Roma, dopo l’esilio del periodo napoleonico. L’obiettivo era quello di realizzare un’allegoria della religione monumentale, alta quasi otto metri. Il progetto, tuttavia, non andò in porto. Ne rimane un busto in gesso a metà grandezza, che ritrae una figura femminile severa e mistica. La parte inferiore del modello è andata distrutta.

 

  1. Paolina Borghese

 

La celebre statua di Paolina Bonaparte, sposa del principe Romano Camillo Borghese, può essere ammirata presso la Galleria Borghese a Roma. In mostra, la figura di Paolina è presente con un busto in gesso, solitamente conservato presso la Gipsoteca di Possagno.

L’attenzione dell’artista nei confronti della sorella di Napoleone derivò dalla commissione di Camillo Borghese per celebrare le loro nozze, nel 1804.

La figura di Paolina Bonaparte nelle opere di Canova segna il nesso tra il soggiorno dell’artista a Roma e il periodo napoleonico, al quale è dedicata una sala della mostra. Quando a Roma nel 1798 le truppe francesi proclamarono la repubblica, Canova lasciò temporaneamente la città, facendo ritorno a Possagno, sua città natale. Egli rifiutò infatti di giurare fedeltà ai nuovi – e temporanei – governatori.

  1. Ebe, la coppiera dell’Olimpo

Ebe, coppiera degli dei figlia di Zeus e di Era, è uno dei soggetti mitologici presenti in mostra. Canova realizzò quattro statue che la raffiguravano. Alla mostra ne si può ammirare il modello in gesso nella sala dedicata allo studio dell’artista. La fanciulla divina tiene tra le mani una coppa, che in due delle versioni definitive della statua era realizzata in bronzo. Ebe è nell’atto di compiere un lieve passo, che ricorda quello della danzatrice con le mani sui fianchi.  Ha il busto nudo, mentre la parte inferiore del corpo è coperta da un drappo.

 

 

 

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