Erutta vulcano in Nuova Zelanda, aperta inchiesta per morte turisti

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Erutta vulcano in Nuova Zelanda a White Island, aperta inchiesta per morte turisti.  Cinque i morti confermati mentre altre otto persone sono date per disperse.


La polizia della Nuova Zelanda ha aperto una inchiesta sulla morte dei turisti su un’isola vulcanica in cui si è verificata una potente eruzione di cenere e vapore bollente. Cinque i morti confermati mentre altre otto persone sono date per disperse. Le condizioni instabili stanno ostacolando le ricerche. In molte si chiedono perché i turisti siano stati autorizzati a sbarcare sull’isola dopo che gli esperti avevano alzato il livello di allarme del vulcano il mese scorso. Il Primo Ministro Jacinda Ardern ha dichiarato in Parlamento che “queste domande meritano riposte”. Al momento dell’esplosione sull’isola c’erano 47 persone, alcune evacuate con gravi ustioni.

Sono almeno 5 i morti e diversi i dispersi sull’isola neozelandese di White Island, terra dominata da un vulcano attivo che si è risvegliato e ha fatto strage. Le immagini scattate da un turista mostrano la violenza dell’eruzione, con l’isola improvvisamente avvolta da un’enorme colonna di fumo e cenere arrivata fino all’altezza di 3,6 chilometri. Il giovane, Michael Schade, aveva appena finito il tour del cratere che domina l’isolotto. Mentre si trovava a bordo di un battello per rientrare sulla terraferma il boato devastante dell’eruzione. “E’ così incredibile. Tutto il nostro gruppo si trovava letteralmente sul bordo del cratere solo trenta minuti fa – ha scritto in diretta pubblicando le foto su Twitter -. Il mio pensiero va a quelli dispersi”. Sull’isola, hanno reso noto le autorità, al momento dell’eruzione c’erano fino ad una cinquantina persone. Un fermo immagine di una telecamera sul cratere mostra un gruppetto di turisti proprio al centro del vulcano pochi secondi prima della strage. Le persone soccorse sono state 31, molte con ferite da ustione. Per i dispersi, che la polizia ha stimato da ultimo in 8, non c’è più nulla da fare. “Non ci sono segni di vita” sull’isola, ha riferito la polizia neozelandese: le persone che potevano essere recuperate ancora in vita sono già state messe in salvo. Un elicottero della polizia e un aereo militare hanno effettuato voli di ricognizione sull’isola. “In base alle informazioni che abbiamo, non crediamo ci sia alcun sopravvissuto”, è stato il comunicato finale. Poi è sceso il buio.

 

Le ricerche continueranno all’alba, mentre autorità e tour operator lavorano per avere un quadro esatto delle presenze sull’isola. Un sito destinato alle famiglie per avere notizie sui propri cari ha raccolto numerose segnalazioni. Intanto, sui media locali infuria la polemica: “Perché c’erano i turisti sull’isola?”, titolano in molti, ricordando che quello di White Island è considerato il vulcano più pericoloso della Nuova Zelanda. Lo scorso 18 novembre infatti l’agenzia geologica nazionale (GeoNet) aveva innalzato a due il livello di allerta per l’isola, segnalando l’inizio di una possibile nuova fase eruttiva. Addirittura, la scorsa settimana GeoNet aveva reso noto di poter certificare l’avvio di una fase ad alta attività eruttiva. “Compete ai tour operator decidere come e se interrompere le escursioni sull’isola”, si è difeso un vulcanologo di GeoNet. White Hall, chiamata Whakaari ovvero “il drammatico vulcano” dai locali, attira ogni anno 10.000 turisti. L’escursione costa 229 dollari e il volantino pubblicitario è chiaro: “I visitatori devono essere consapevoli che c’è sempre un rischio di eruzione a prescindere dal livello di allerta”.

 

 

Fonte: ANSA

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