Natale senza sprechi, 5 consigli per pranzi e cenoni

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Festeggiare non fa più rima con sprecare: ecco i 5 consigli del fondatore di Last Minute Market per evitare gli sprechi nei pranzi e nei cenoni di Natale e durante le feste.


Natale e festività: dal 24 dicembre al 6 gennaio sono numerosi gli appuntamenti in famiglia a tavola. C’è il piacere di ritrovarsi, di stare insieme, mangiare i piatti della tradizione. C’è anche la consapevolezza della necessità di non esagerare con il cibo, le “abbuffate” non sono certo di moda, né tanto meno gli sprechi. Ecco 5 regole semplici regole consigliate dal fondatore di Last Minute Market, Andrea Segrè, perché festeggiare in casa non faccia rima con sprecare: un agile ripasso da rinnovare prima dei cenoni!

1° Check-in

Fai la lista della spesa passando in rassegna frigorifero e dispensa basandoti sul numero dei commensali. Ricorda che in cucina il detto “quanto basta” funziona sempre.

2° Chek-out

Evita le sirene del marketing: le offerte 3×2 e il sottocosto non servono se ti metti in viaggio per le feste. Se proprio non riesci a resistere acquista solo alimenti che puoi conservare.

3° Weight & Waste Watchers: ovvero, pesa e osserva

Pesa gli alimenti e soppesa i tuoi invitati prima di cucinare quantità che si adattano meglio a una caserma. L’eccesso a tavola fa male alla salute e all’ambiente se poi finisce nella spazzatura.

4° The Day After

Recupera tutto ciò che rimane di pranzi e cene della festa e crea un super pasto del giorno dopo da condividere con gli amici. Ciò che avanza congelalo, mangiandolo qualche mese dopo ti ricorderai con piacere delle feste.

5° #sprecozero

Differenzia nei bidoni e nei sacchi dedicati della spazzatura tutto ciò che resta a tavola e sotto l’albero, dal cibo agli imballaggi. Dagli una seconda chance: gli alimenti nell’umido per il compost delle piante, il packaging per un nuovo ciclo.  Sono, dice Segrè, obiettivi di sostenibilità alla portata di tutti, ogni giorno. Nelle nostre case sprechiamo ogni anno cibo per un valore di 12 miliardi di euro, ovvero 700,7 grammi che ci costano 3,75 € ogni settimana (dati Diari di Famiglia / Oss. Waste Watcher), mala buona notizia è che la svolta siamo noi: un cambiamento culturale può aiutarci a invertire la direzione e a dimezzare lo spreco pro capite entro il 2030, come fissato negli obiettivi delle Nazioni Unite.

Solo in Italia lo smaltimento dei rifiuti impropri (sprechi) produce 9,5 milioni di tonnellate CO2 e impoverisce 7920 ettari di terreno, consuma inoltre 105 milioni di metri cubo d’acqua. Ogni tonnellata di rifiuti alimentari genera 4,2 tonnellate di CO2, in un anno se ne generano quindi oltre 8 milioni. Senza sprechi nel nostro Paese le emissioni CO2 potrebbero calare del 15% (Libro Nero degli Sprechi).

 

Fonte: Ansa

 

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