Sulle tracce di Frozen 2, viaggio nei luoghi che hanno ispirato il film

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I paesaggi magici che fanno da sfondo a Frozen 2 – Il segreto di Arendelle non sono solo frutto di fantasia. Seguiamo le tracce di Elsa e Anna nei luoghi che hanno ispirato i creatori del film Disney, tra Norvegia, Islanda e Finlandia.


È Frozen fever nelle sale cinematografiche dal 27 novembre. L’attesissimo seguito del film Disney che ha conquistato grandi e piccini ha superato l’incasso di un miliardo di dollari al botteghino in tutto il mondo, un successo che sembra destinato a protrarsi durante le feste. Il merito non è solo della storia, dei personaggi e delle musiche, ma anche delle ambientazioni suggestive che hanno reso iconici i luoghi del film: paesaggi incantati sui toni del blu, villaggi sperduti tra i ghiacci, geyser, vulcani e cascate spettacolari. Luoghi tanto sbalorditivi che persino i più allergici alla montagna avranno voglia di avventurarsi nelle lande innevate.

La buona notizia è che potranno farlo. Le locations di Frozen 2 – Il segreto di Arendelle non sono solo il prodotto dell’ingegno di concept artist visionari, ma posti realmente esistenti, trasformati in versione cartoon nell’ultimo blockbuster targato Disney.

Ogni storia ha inizio con una ricerca. Per questo, dopo un primo viaggio realizzato per studiare le ambientazioni di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, i filmmaker sono tornati nei Paesi nordici per trovare l’ispirazione per il sequel. Un viaggio di due settimane tra Norvegia, Islanda e Finlandia dove, oltre ai luoghi, hanno riscoperto miti, leggende e folklore locali, assorbiti immediatamente nell’anima del film.

Siamo stati profondamente ispirati dalla bellezza di quei luoghi”, ha affermato il produttore Peter Del Vecho. “Per me è davvero straordinario che quasi tutte le cose che abbiamo visto nel viaggio abbiano trovato posto in Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle: i colori autunnali della Norvegia e della Finlandia, le cascate, la bellezza desolata dell’Islanda.

Ecco quindi i luoghi, tra realtà e fantasia, da visitare per seguire le tracce di Elsa, Anna, Olaf e tutta la banda!

Bergen – Il villaggio di Arendelle

 

C’è una città nel sud della Norvegia chiamata Arendal: è questa forse ad aver dato il nome ad Arendelle, dove Frozen 2 ha inizio. Ma è Bergen, città nella Norvegia occidentale dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, la vera fonte di ispirazione per il regno di Arendelle. Vicoli in legno, case colorate dai tetti spioventi, tra le montagne il fiordo. Notate le somiglianze?

Øvre Pasvik – La foresta incantata

Una misteriosa foresta avvolta dalla nebbia, dove le nostre principesse devono avventurarsi per scoprire la verità sul passato del regno. Gli artisti che l’hanno disegnata volevano che fosse vicina alla realtà, tanto da chiedere consulenza a un botanico di Oslo per rappresentare la vegetazione. Nessun albero doveva essere fuori posto! Dove vedere la foresta? La Norvegia è ricca di boschi simili, ma un esempio molto fedele è il Parco nazionale Øvre Pasvik: 119 chilometri quadrati di pini, laghi e paludi; se siete fortunati, poterete scorgere anche Sven: durante l’inverno, il parco si popola di renne!

Anche i boschi finlandesi hanno avuto il loro ruolo. I creatori li hanno percorsi per 8 km, fino a raggiungere la chiesa luterana Pielpajärvi Wilderness Church. “Ogni cosa era perfettamente immobile e c’era un silenzio assoluto” ha affermato il director of story Mark E. Smith. “Man mano che ci avventuravamo nel profondo della foresta, l’esperienza iniziava a somigliare a una meditazione. Non potevo fare a meno di pensare che qualcuno ci stesse osservando in silenzio”. Una vera foresta incantata, insomma.

Reynisfjara – La spiaggia nera

Nella spiaggia nera inizia una delle parti più difficili del viaggio di Elsa. Un luogo di transizione, sottolineato nel film dai toni drammatici del bianco e del nero. Toni che si ritrovano anche nella realtà. Questo luogo cupo e monumentale trae ispirazione da Reynisfjara, una spiaggia sulla costa meridionale dell’Islanda, a 200 chilometri a sud di Reykjavik. Elementi caratterizzanti: la sabbia nera, per l’origine vulcanica, e le scogliere di basalto. Due faraglioni imponenti emergono dall’acqua come guardiani del mare. Reynisfjara è una delle tappe imperdibili in un viaggio in Islanda.

La cascata Skógafoss

Skógafoss, nel sud dell’Islanda, è una cascata di 62 metri sulla sponda del fiume Skógá. Non c’è da meravigliarsi se questo scenario spettacolare abbia già solleticato la fantasia di molti registi: possiamo ammirarlo ad esempio in Thor: The Dark World o in alcune scene del film I sogni segreti di Walter Mitty.

C’è anche una leggenda misteriosa che riguarda questo luogo: si racconta che un navigante abbia nascosto in una grotta dietro la cascata uno scrigno con un tesoro. Del tesoro ancora non c’è traccia, ma è stato trovato un anello che potrebbe aprire lo scrigno. Ancora nessuno, però, ha avuto il coraggio di sfidare la potenza dell’acqua per recuperarlo: ora l’anello è custodito nel museo locale, e il tesoro potrebbe ancora essere nascosto dietro la cascata, in attesa di essere scoperto.

L’aurora boreale

I troll sono centrali nella mitologia islandese. In Frozen 2 il re dei troll Grand Pabbie è in grado di evocare l’aurora boreale per creare immagini e visioni. Una magia, certo: ma nella realtà l’aurora boreale è un fenomeno tanto straordinario da sembrare magico. In Islanda il periodo migliore per osservarla va da settembre a metà aprile: si può vedere anche dalla capitale Reykjavik, ma le luci saranno più intense fuori città, dove il cielo è più limpido.

Il ghiacciaio di Sólheimajökull

L’Islanda è una terra selvaggia, dove la natura si manifesta in tutta il suo fascino e la sua crudezza. È la rappresentazione perfetta dell’ignoto, un luogo iniziatico dove i protagonisti dovranno misurarsi con i propri limiti per trovare sé stessi. Tra i luoghi più rappresentativi dello spirito islandese c’è il ghiacciaio di Sólheimajökull, a breve distanza dalla spiaggia di Reynisfjara: un gigante bianco e blu che sfida i visitatori più audaci a inoltrarsi tra i suoi crepacci di cui non si vede la fine.

I creatori di Frozen 2 ci hanno provato e ne sono rimasti sconvolti: “Camminare sul Sólheimajökull  ci ha fatto comprendere pienamente tutto il potere della natura”, ha detto Mark E. Smith. Non sono stati gli unici a rimanerne colpiti: il ghiacciaio ha fatto anche da ambientazione al gelido pianeta Hoth nell’ultimo film della saga Star Wars: Il risveglio della Forza.

 

 

 

 

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