Itinerario nel Molise, meta top del 2020

Print Friendly, PDF & Email

Itinerario in Molise, regione selezionata dal New York Times tra i luoghi da visitare nel 2020.


Il Molise è stato inserito dal New York Times al 37° posto dei 52 luoghi top da visitare nel 2020, assieme alla Sicilia e Urbino. Una regione ricca di boschi e di biodiversità, di borghi arrampicati sulle rocce, di storia e di aree archeologiche sannite, di tradizioni autentiche come quella della Transumanza (da poco riconosciuta come Patrimonio Culturale UNESCO) e della ‘Ndocciata di Agnone, il mare di Termoli e le cime appenniniche innevate, il treno storico che viaggia sulle rotaie della Transiberiana d’Italia, ma anche cultura eno-gastronomica dei suoi prodotti tipici. Ecco un itinerario per esplorare il Molise e scoprire le sue bellezze.

Castel del Giudice, il borgo rinato
L’itinerario può iniziare da Castel del Giudice (IS), borgo al confine con l’Abruzzo e simbolo della riscossa molisana. Qui si trova l’Albergo Borgotufi Diffuso, con caratteristiche casette di pietra e legno e camini che creano un ambiente accogliente in cui soggiornare. Merita una tappa al ristorante “Il Tartufo Bianco”, specializzato nella cucina del tartufo, prodotto tipico della terra molisana scelta come meta da visitare dal New York Times. Un luogo che rispecchia la sostenibilità, grazie al suo paesaggio appenninico con i filari delle mele biologiche Melise, le coltivazioni di luppolo e orzo per produrre la birra agricola Maltolento, le arnie colorate dell’Apiario di Comunità, che con la loro agricoltura e apicoltura tutelano l’ambiente e la sostenibilità.

Capracotta, il tetto del Molise
L’itinerario prosegue a Capracotta, a pochi chilometri da Castello del Giudice, un paese a 1.421 metri sul livello del mare, noto grazie alle sue nevicate da record che nel 2015 raggiunsero i 251 cm di neve, per le piste di sci di fondo di Prato gentile, le foreste dove poter fare escursioni e per il Giardino della Flora Appenninica. Non può mancare una tappa a Pescopennataro, con il Bosco degli Abeti Soprani e il Museo della Pietra.

Agnone, città delle campane e del Caciocavallo
Poco distante si trova Agnone, cittadina caratterizzata da storia e tradizioni artigianali, con il suo centro storico ricco di chiese che custodiscono preziose opere d’arte e palazzi antichi, il Museo della Campana della Pontificia Fonderia Marinelli dall’origine millenaria, il Museo del Rame, i tour gastronomici per assaporare il tipico Caciocavallo di Agnone, i confetti e le ostie ripiene di miele e noci, e il Museo di Arte Casearia e della Transumanza del Caseificio Di Nucci.

Pietrabbondante e il mondo dei Sanniti
Continuando l’itinerario in Alto Molise c’è Pietrabbondante, paesino che nasce su tipiche rocce chiamate “morge”, dove meritano visite nell’area archeologica con il santuario sannita: qui ci si può accomodare sui sedili in pietra del teatro del I secolo a. C., assistere a spettacoli teatrali durante il periodo estivo, ammirare i templi e la domus publica, o passeggiare tra i resti degli edifici.

La Riserva della Biosfera UNESCO Alto Molise
Non tutti sanno che il Molise è tra le regioni con la più alta biodiversità d’Italia e custodisce la preziosa Riserva della Biosfera Mab UNESCO Alto Molise, dove è possibile percorrere i sentieri del bosco di Collemeluccio o fermarsi sul prato per un pic nic in famiglia o con gli amici. Nella foresta protetta di Montedimezzo si trova il centro faunistico, per conoscere alcuni esemplari della fauna selvatica, di cui questa terra, che ogni tanto è visitata dall’orso bruno marsicano, è ricca.
Isernia e la Preistoria
Tra le tappe da visitare durante l’itinerario molisano c’è anche Isernia, città nota per il Museo del Paleolitico, uno dei principali siti archeologici della Preistoria. Un centro caratterizzato da affascinanti stradine che portano alla Fontana Fraterna e alla Cattedrale di San Pietro. Qui è poi possibile effettuare una visita guidata nell’Isernia sotterranea, con il criptoportico romano.
Il Tintilia, il vino molisano 
La regione del Molise è nota non solo per i borghi e i castelli, ma anche per la sua viticoltura, che risale ai Sanniti. Dalle viticolture molisane nascono vini come il Tintilia, vitigno autoctono introdotto nella seconda metà del ‘700 in Molise durante la dominazione spagnola, caratterizzato dai colori intensi, resistente al freddo e dalla buona aromaticità. L’etimologia del nome deriverebbe da Tinto, che in lingua spagnola significa rosso.
Bojano e la mozzarella 
Non può mancare durante l’itinerario una visita ai caseifici che producono la mozzarella di Bojano, cittadina nella provincia di Campobasso fondata secondo la tradizione dai Sanniti nel punto in cui si arrestò il cammino del Bue Sacro, animale dal quale deriverebbe l’etimologia del nome. La mozzarella di Bojano è uno dei prodotti tipici del Molise: viene spesso realizzata a mano e prodotta con latte vaccino pastorizzato per essere portata poi in salamoia con acqua e sale marino e immersa infine nell’acqua di Bojano.
La Transumanza
Il Molise è il parco regionale dei Tratturi, dei sentieri naturali fondati durante il percorso della Transumanza e che collegano la regione con la Puglia, l’Abruzzo ed anche il Parco regionale d’Abruzzo e il Lazio. Durante la Transumanza il bestiame raggiungeva la Puglia dall’Abruzzo e il Molise durante i periodi più freddi dell’anno in cerca di temperature più favorevoli. La Transumanza da dicembre 2019 è divenuta patrimonio culturale dell’UNESCO e viene celebrata ogni anno in Molise durante la Fiera di Ottobre a Larino, comune in provincia di Campobasso, che dal 1742 rievoca la tradizione riunendo commercianti da tutta Italia.
Potrebbe interessarti:
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti