Caravaggio-Bernini, l’Olanda celebra il Barocco italiano

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Il Rijksmuseum di Amsterdam omaggia il Barocco romano con la mostra Caravaggio-Bernini. Barok in Rome, aperta fino al 7 giugno 2020.


Chi pensa che l’emozione, il dinamismo e la tensione drammatica siano gli elementi dominanti in un’opera d’arte non può perdersi una visita alla grande mostra con cui il Rijksmuseum di Amsterdam rende omaggio a due tra le più grandi personalità artistiche italiane: Caravaggio-Bernini. Barok in Rome, primo progetto all’estero dedicato alla nascita del Barocco italiano. Realizzata in stretta collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna l’esposizione è stata progettata dall’agenzia Formafantasma di Amsterdam, composta dagli italiani Simone Farresin e Andrea Trimarchi, e resterà allestita fino al 7 giugno.

Dai sublimi giochi di luce di Caravaggio, con capolavori come il Narciso, il Ragazzo morso da un ramarro e l’Incoronazione di spine, alla potenza del marmo di Bernini, con il giovanile Bacco, il commovente San Sebastiano, il busto di Medusa, ma anche rari ritratti marmorei di Thomas Baker, del cardinale Richelieu e un autoritratto: non mancano nel percorso opere straordinarie per virtuosismo tecnico e intensità emotiva, che continuano a colpire occhi e cuore di chi le guarda in virtù di un linguaggio ancora oggi rivoluzionario. Del resto, grazie alla genialità di Caravaggio e Bernini, Roma divenne nei primi decenni del XVII secolo la culla di un nuovo, sorprendente linguaggio, che riuscì a fondere in un unico insieme pittura, scultura e architettura e che poi ha influenzato l’arte di tutta Europa.

Ed è proprio sul fermento artistico di quegli anni romani che la mostra si focalizza, presentando al pubblico un corpus di oltre 70 opere barocche provenienti da musei internazionali e collezioni private – non solo i maestri Caravaggio e Bernini, ma anche dipinti di Ludovico e Annibale Carracci, Guido Reni, Giovanni Baglione, dei Gentileschi, di Nicolas Poussin, Simon Vouet e dell’eccentrico Tanzio da Varallo e sculture di Alessandro Algardi, tra cui Sonno (Slaap) di marmo nero, la statua danzante del Fauno Rondinini del fiammingo François du Quesnoy, massimo esponente del Barocco romano, e una statua equestre in bronzo di Francesco Mochi: in tutti questi lavori si trovano tracce dei termini principali del vocabolario artistico dell’epoca, concetti come “meraviglia”, “vivezza”, “moto”, “scherzo” oppure “terribilità”, espressi alla perfezione sulla tela o sulla materia scolpita in un’arte che punta a una visione reale della vita, esaltando la dimensione drammatica e la perfezione tecnica.

Un’idea di allestimento chiara ed elegante anima il progetto di Formafantasma, nella convinzione che niente deve turbare il predominio dell’emozione e della drammaticità che permea ogni opera esposta: ecco perché Farresin e Trimarchi hanno scelto uno stile che punta sulla sobrietà, optando anche per i tessuti Kvadrat in tonalità calde capaci di abbinarsi alle atmosfere del XVII secolo.

Fonte: Ansa

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