Coronavirus, Israele e Irlanda sconsigliano viaggi in Italia

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Turismo: Irlanda, Israele e Bosnia sconsigliano i viaggi in Italia nelle aree a rischio Coronavirus. La Croazia e la Grecia sospendono tutte le gite scolastiche in Italia.


Irlanda, Israele e Bosnia sconsigliano i viaggi in Italia nelle aree a rischio Coronavirus. Diverse altre nazioni hanno preso altri provvedimenti, come la sospensione delle gite scolastiche nella penisola.

Il governo irlandese, sul sito del ministero degli Esteri, in una mappa indica come zone a rischio, 5 regioni italiane: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Lazio. Quanto alle misure precauzionali interne, il governo sta ancora “valutando” eventuali provvedimenti per la partita del Sei Nazioni di rugby Irlanda-Italia (Dublino, 7 marzo). Mentre non ha per ora cancellato gli eventi pubblici per San Patrizio.

Le autorità sanitarie della Federazione croato-musulmana, una delle due entità che compongono la Bosnia-Erzegovina (l’altra è la Republika Srpska), ha sconsigliato alle scuole di organizzare viaggi in Italia a causa dell’epidemia di coronavirus. Secondo il portale Klix.ba, si chiede al tempo stesso ai cittadini di evitare i viaggi, oltre che in Italia anche in Cina, Corea del sud e Iran. Misure di controllo e prevenzione sono state decise anche alle frontiere per i viaggiatori provenienti da tali Paesi.

Il ministro della sanità israeliano Yaacov Litzman “ha consigliato” agli israeliani di “non recarsi in Italia”. “Stiamo controllando – ha detto alla Radio Militare – per stabilire se l’Australia e l’Italia diventeranno paesi i cui arrivi in Israele devono essere isolati al loro ingresso nel nostro territorio”. “Non abbiamo timore – ha aggiunto – di imporre l’isolamento d’autorità”.

La Croazia ha deciso di sospendere tutte le gite scolastiche in Italia per un mese per limitare al massimo il rischio di diffusione dell’epidemia. Il ministero degli Esteri ha invece consigliato ai cittadini croati di evitare viaggi in Veneto e in Lombardia, regioni che sono state dichiarate “a rischio di contagio da coronavirus”. Zagabria per ora non ha intenzione di chiudere i confini con l’Italia, ma questa opzione non può essere esclusa in caso di diffusione dell’epidemia. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità croato, Vili Beros.

Il ministero dell’Istruzione della Serbia ha indicato alle scuole superiori di rimandare i viaggi di studio in Italia. Il ministero degli Affari esteri ha raccomandato inoltre di non recarsi in aree in pericolo in Italia fino a nuove disposizioni e ha consigliato di non viaggiare fino a quando la situazione non sarà normalizzata. Il ministero della Sanità inoltre, ha chiesto una maggiore sorveglianza e un controllo speciale dei viaggiatori provenienti dall’Italia in tutti i valichi di frontiera.

La Grecia ha sospeso le gite scolastiche in Italia e sta facendo rientrare le scolaresche che già si trovano nel nostro Paese. Lo ha reso noto la ministra dell’istruzione Niki Kerameos. Intanto,La compagnia aerea greca Aegean annuncia che tutti i passeggeri in possesso di un biglietto per tutte le destinazioni del proprio network (Italia compresa), con date di partenza da oggi fino al 20 marzo, che desiderano cambiarlo per una data successiva, a causa dell’epidemia di Coronavirus, possono farlo senza alcun costo. In una nota la compagnia informa, inoltre, che il suo piano di voli sarà regolare per tutte le destinazioni, compresa l’Italia, fino a nuovo avviso.

Il Montenegro non vieta i viaggi all’estero, ma ha suggerito ai propri cittadini di non recarsi in Italia se non in caso di assoluta necessità. Lo ha affermato il direttore dell’Istituto di sanità pubblica Boban Mugossa.

La Gran Bretagna si limita per ora a un aggiornamento informativo, fra i suggerimenti di sicurezza del sito del Foreign Office ai cittadini del Regno in viaggio o residenti in Italia, in relazione all’emergenza coronavirus.

Il governo italiano ha proposto una riunione con i ministri della Salute dei paesi confinanti per “arrivare a condividere linee d’azione comuni” per fare fronte all’allarme. E’ quanto emerso nella riunione di oggi alla protezione civili con il premier Giuseppe Conte, i ministri ed alcuni governatori che oggi “hanno manifestato preoccupazione per la mobilità dei cittadini italiani pendolari transfrontalieri”.

 

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