Jim Dine, la mia vita in mostra in 80 opere

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Roma. Fino al 2 giugno 2020 al Palazzo delle Esposizioni la personale del gigante della pop art americana Jim Dine.


Abbiamo lavorato tre anni per mettere insieme questa ‘storia’. Racconta cosa significhi essere me per tutto questo tempo e credo dica molto su ciò che sono come artista e come uomo. Come americano che vive in Europa”. Ruvido, come solo i grandi possono, Jim Dine, il gigante della pop art americana e del Neo-Dada, 85 primavere a giugno e una collezione infinita di happening, creazioni, mostre, omaggi, arriva a Roma con la grande personale a cura di Daniela Lancioni, ospite di Palazzo delle Esposizioni che gli dedica anche un calendario di eventi fino al 2 giugno 2020.

In mostra più di 80 opere, dal 1959 al 2018, provenienti da collezioni pubbliche e private, al di qua e al di là dell’oceano, più immagini dei suoi celebri happening, con ricordi dalla voce dello stesso Dine, e una selezione di video interviste, oltre alle sue sculture in alluminio, i celebri Cuori, la sala tutta dedicata ai Pinocchio (con due poemi composti appositamente), la Black Venus del 2001 e due autoritratti: la testa di Head del 1959 e il dittico Two Large Voices Against Everything del 2016.

Cosa è cambiato tra l’uno e l’altro? “Nulla, sono sempre io. Sono solo cresciuto e migliorato, come uomo e come artista”, risponde Dine, che vive ormai da tempo a Parigi e che sta già lavorando a una nuova mostra per l’autunno nella capitale francese. “Vivo qui, in Europa – racconta – non perché costretto, ma perché è una fonte di ispirazione e perché mi sento a mio agio, cosa che non sono negli Stati Uniti. Non so il motivo – mette le mani avanti – Oggi sono più libero, posso fare quello che voglio. No, non perché sono un grande artista, ma perché sono anziano. Anche perché – sorride – io non lo so se sono davvero un grande artista. Sono invece assolutamente certo di avere 85 anni”. Dine tornerà a Palazzo delle Esposizioni, il 18/3, per il reading House of Words con Fabrizio Ottaviucci al pianoforte e Daniele Roccato al contrabasso.

 

Fonte: Ansa

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