Turista italiano ucciso da una caduta di massi in Giordania

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Alessandro Ghisoni, 32enne di Piacenza, in vacanza con la moglie Sonia e i genitori in Giordania, è rimasto ucciso da una caduta di massi a Petra. L’incidente è avvenuto a causa delle forti piogge che hanno investito la zona della Giordania che ospita il sito patrimonio dell’Unesco.


Un turista italiano è stato ucciso dalla caduta di massi a Petra, in Giordania, avvenuta in seguito di forti piogge. La vittima dell’incidente è Alessandro Ghisoni, ingegnere di 32enne originario del piacentino. Lo rendono noto i media locali. L’uomo, da quanto si apprende, era in vacanza con la moglie Sonia e i genitori.

Le autorità che indagano sull’incidente hanno supervisionato le immagini a circuito chiuso nella zona ed è emerso che non erano presenti altre persone al momento dell’accaduto. Il crollo sarebbe stato causato dalle precipitazioni abbondanti che avrebbero indebolito il terreno.

Il giovane, colpito dalle pietre, si è accasciato ed è stato soccorso da due medici che facevano parte di una comitiva di escursionisti: il suo cuore ha smesso di battere sull’ambulanza che lo stava trasportando al più vicino ospedale.

Il giovane è stato ricordato dai colleghi di Bolzoni, l’azienda in cui lavorava con queste parole: “È con profondo dolore che informiamo che il nostro amato collega, ingegnere all’interno del team di Progettazione e Innovazione ufficio tecnico, ha avuto un incidente mortale durante una vacanza a Petra con la moglie e i cognati. Era un ingegnere brillante e appassionato e stimato da tutto il gruppo nel mondo per il suo talento e la sua umanità: era davvero un ragazzo straordinario, una persona meravigliosa, un faro per l’azienda. Il gruppo – si conclude – è in stretto contatto con i genitori e la sua famiglia”.

Una meta turistica molto amata

Petra, la “città rosa” in pietra arenaria della Giordania, è Patrimonio dell’Umanità, proclamato dall’Unesco il 6 dicembre 1985, gemellata con Matera. È un sito archeologico circa 250 chilometri a sud della capitale Amman, in un bacino tra le montagne. Nel 2019 per la prima volta ha festeggiato il milione di visitatori.

La maggior parte arriva dal continente americano, mentre i principali visitatori europei sono i tedeschi, seguiti dagli spagnoli. A ottobre 2019 i visitatori italiani (in tutta la Giordania) sono stati circa 60 mila, più del doppio rispetto al 2018.

Il sito, proprio perché in una zona pressoché desertica presenta il problema di periodiche alluvioni che inondano la vallata. Per preservarlo sono stati creati dei canali di scolo atti a limitare i pericoli.

Tuttavia la zona rimane sempre piuttosto pericolosa durante le stagioni più piovose. Un team di ingegneri italiani lavora da tempo per trovare delle soluzioni per limitare i rischi.

Nell’antichità fu città semitica e poi capitale dei Nabatei, popolo di commercianti dell’Arabia antica. Due forti terremoti ne decretarono una lenta agonia, fino a trasformarla quasi in una città dimenticata.

Molte le facciate intagliate nella roccia, in genere tombe, sono la caratteristica che la rende unica. La zona circostante è parco nazionale archeologico dal 1993 ed è considerata, dal 2007, una delle sette meraviglie del mondo moderno. I monumenti più imponenti sono il Khazneh, o Tesoro, il monastero e l’anfiteatro.

Con poche vie d’accesso, uno stretto sentiero da nord-ovest e la principale strada in un canyon da est, godeva di un’eccellente protezione naturale. Le sorgenti erano però rare e i Nabatei realizzarono un complicato sistema di raccolta di acqua piovana e applicarono strette regole per la distribuzione dell’acqua.

Le condotte erano fatte con canali di pietra e tubi di terracotta, che subirono ingenti danni dai terremoti, tanto da portare all’abbandono della città.

Petra fu conosciuta dal 1812 grazie al viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt ed è stata usata come set di numerosi film, tra i quali Indiana Jones e l’ultima crociata, e ambientazione di videogiochi.

 

Fonte: Agi

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