A Roma Galleria Borghese guarda avanti, in aprile Caravaggio

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Galleria Borghese a Roma guarda oltre l’emergenza coronavirus: prevista una grande mostra su Caravaggio per il 29 aprile. La direttrice Anna Coliva: “Chiusi per virus, ma è nostro dovere programmare”.


Ad oggi, come tutti i musei d’Italia è chiusa per effetto del decreto coronavirus. Ma la Galleria Borghese a Roma, celeberrimo e raffinato museo con la più grande collezione di Caravaggio al mondo, allestita  nelle superbe sale del villino di delizie che fu del cardinale Scipione Borghese, non si ferma e lavora a una super mostra in programma per il 29 aprile. “Un nostro dovere continuare a lavorare e programmare”, dice all’ANSA la battagliera direttrice Anna Coliva, “speriamo che l’annuncio di questa mostra per la tarda primavera ci porti fortuna, il nostro vuole essere anche un messaggio di speranza”.

Il tema d’altronde è affascinante e nello stesso tempo importante, perché servirà anche a presentare al pubblico e alla platea degli studiosi la struttura metodologica che è alla base del progetto Caravaggio Research Institute, lanciato dalla Galleria che ha ottenuto per questo da Fendi un sostegno di 900mila euro. Si tratta di un progetto internazionale – il primo di questo genere in Italia dedicato ad un grande nome della storia dell’arte – rivolto essenzialmente a studiosi, conoscitori, esperti, e che ha il fondamentale obiettivo di elaborare una piattaforma digitale integrata nella quale saranno riversati tutti i dati documentari noti sulla intera opera caravaggesca, con l’obiettivo di diventare punto di riferimento primario per gli studi sull’artista. “Ci auguriamo di riuscire a partire al più presto – sottolinea Coliva – è un progetto che dovrebbe dare lavoro a venti ricercatori l’anno, con il budget attuale, ma che noi speriamo di poter espandere”.

Dedicata al tema del Suonatore di liuto di Caravaggio, l’esposizione in programma dal 29 aprile dovrebbe poi avere una seconda tappa all’Ermitage di San Pietroburgo da settembre, e potrebbe essere la penultima mostra organizzata sotto la direzione di Coliva, che dopo l’estate andrà in pensione (il concorso per sostituirla si è già aperto al Mibact).

Una mostra importante, illustra la direttrice, che porterà per la prima volta in confronto diretto due versioni del soggetto, concepito da Caravaggio negli anni giovanili e romani:  Il Suonatore di liuto dipinto per il cardinale Benedetto e il marchese Vincenzo Giustiniani – proveniente dal Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo e recentemente restaurato – sarà esposto accanto al Suonatore di liuto già in Badminton House, Gloucestershire, realizzato da Caravaggio per un altro importantissimo committente e mecenate, il cardinale Francesco Maria Del Monte.

Le due versioni del Suonatore di liuto saranno allestite nel Salone d’ingresso insieme alle altre sei opere di Caravaggio che fanno parte della collezione permanente del museo. Obiettivo, spiega ancora Coliva, “proporre un percorso davvero eccezionale della sua carriera pittorica, che va dalla prima opera eseguita dal Caravaggio fino all’ultima, che l’artista aveva con sé al momento della morte”. E proprio grazie alla completezza di questo percorso, dice, “sarà possibile definire al meglio la cronologia dei due Suonatori”. Non solo: la presenza contigua e ravvicinata dei due suonatori “consentirà di esaminare il metodo pittorico rivoluzionario adottato da Caravaggio nel periodo romano oltre che di riflettere sulla sua produzione di repliche del medesimo soggetto”.Perché la Galleria Borghese, ricorda la direttrice, “possiede non soltanto il più alto numero di opere di Caravaggio al mondo, ma ha nella sua collezione sia la prima che l’ultima, in pratica il paradigma completo”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, curato dal museo, “previsto in italiano e in inglese oltre che in russo per la tappa di San Pietroburgo, che includerà un confronto fra gli esiti delle indagini diagnostiche condotte recentemente su entrambi i dipinti oltre che un testo analitico di taglio musicologico che insisterà sui brani musicali raffigurati nelle due versioni”. E non solo: in programma anche una serie di concerti per liuto antico e voce, impegnati a eseguire gli spartiti “dipinti” nei due esemplari dei Suonatori.

 

Fonte: Ansa

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