Chiusi musei e luoghi di cultura, la stretta del governo contro il coronavirus

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Disposta la chiusura di musei, archivi, biblioteche, scavi, cinema e teatri per fronteggiare l’emergenza coronavirus: le nuove misure nel decreto firmato dal premier Giuseppe Conte nella notte di oggi 8 marzo. Saranno valide fino al 3 aprile.


È passata appena una settimana dal decreto che prevedeva la chiusura delle scuole e raccomandava ingressi contingentati a musei e istituti di cultura. Ora, la stretta delle misure per limitare il diffondersi del coronavirus si è fatta più rigorosa. Nella notte di oggi 8 marzo il premier Giuseppe Conte ha  annunciato i nuovi provvedimenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria nazionale. I più severi riguardano il divieto di mobilità in Lombardia e nelle 14 province diventate “zona arancione”: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti, Vercelli, Novara, Verbano Cusio Ossola e Alessandria. Ma il nuovo decreto, fimato alle 3.20 di questa notte e pubblicato oggi alle 13 in Gazzetta ufficiale, prende posizione anche sui musei, che finora erano stati affidati al buonsenso dei direttori, ai quali si rimetteva la responsabilità di limitare gli ingressi e di far rispettare le norme igieniche e la distanza di sicurezza tra i visitatori. In questa settimana di moderata libertà, alcuni musei si sono dimostrati propositivi e ottimisti: Milano ha lanciato l’hashtag #Milanononsiferma e Firenze ha indetto tre giorni di musei gratuiti, prima di trovarsi costretta ad annullare l’iniziativa.

Adesso lo stop però è categorico e non si può più ignorarlo: chiusi in tutta Italia musei, parchi archeologici, archivi, biblioteche, cinema e teatri, senza distinzioni. “La presidenza del consiglio ha adottato a partire dall’8 marzo 2020 nuove misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica COVID-19 nelle cosiddette zone rosse e sull’intero territorio nazionale” si legge sul sito e sui canali social del Mibact a partire da questa mattina. “In tutta Italia è prevista: la sospensione di manifestazioni, eventi e spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; la sospensione del servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’’art. 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42”.

Tra i musei e i luoghi della cultura che resteranno chiusi, il Comune di Roma ricorda che sono inclusi il sistema dei Musei civici, il Palazzo delle Esposizioni e anche la Casa del Cinema, oltre a teatri e biblioteche. Chiusi al pubblico anche i siti di Pompei, Oplontis, Stabia e Boscoreale; i visitatori che hanno avuto accesso al sito questa mattina sono stati regolarmente rimborsati. Tutte le nuove disposizioni sono valide almeno fino al 3 aprile.

Il divieto arriva accompagnato da un messaggio su Twitter del ministro dei beni culturali e del turismo, Dario Franceschini: “Da oggi in tutta Italia saranno chiusi cinema, teatri, concerti, musei. Una scelta necessaria e dolorosa. Ma la #cultura può arrivare nelle case. Chiedo alle tv di programmare musica, teatro, cinema, arte e a tutti gli operatori culturali di usare al massimo i loro social e siti.”

C’è già chi ha risposto all’invito del ministro, attrezzandosi per convertire questo disagio in un’opportunità: per fruire la cultura in maniera diversa, per sperimentare nuove forme di comunicazione, avvalendosi delle potenzialità del digitale. Come la Triennale di Milano, che mentre chiudeva le porte ai visitatori si apriva allo streaming digitale con iniziative come Triennale Decameron, che rifacendosi a Boccaccio chiama a raccolta artisti, architetti, musicisti, cantanti, scrittori, intellettuali, registi, per “abitare” gli spazi vuoti di Triennale sviluppando una narrazione da trasmettere in diretta su Instragram: per ora la programmazione arriva al 20 marzo. O come la Pinacoteca di Brera, che con il programma Appunti per una resistenza culturale coinvolge operatori museali e mediatori culturali con l’obiettivo di raccontare ogni giorno, tramite brevi video, i capolavori del patrimonio braidense. Cultura in pillole, è il caso di dirlo, per combattere il morbo senza abbandonare la speranza.

 

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