Destinazione Italia, cosa visitare a Modena

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#andràtuttobene. Prosegue l’itinerario alla “riscoperta” delle destinazioni italiane. Ecco 5 luoghi da visitare nella patria dell’aceto balsamico, Modena.


Sono diventato grande… Mi avete dato le chiavi di casa.

Le chiavi di Modena.

(Vasco Rossi)

Nel periodo storico di pandemia da Coronavirus che l’intero pianeta sta vivendo, proseguono le tappe nelle destinazioni italiane per scoprire le bellezze che possiede la nostra penisola. Modena, in Emilia Romagna, è una città a misura d’uomo dove la tradizione enogastronomica e l’arte si incontrano. Sono tanti i luoghi da scoprire in questa città, famosa per il suo aceto balsamico, che viene esportato in tutto il mondo, per la sede della Ferrari e per il patrimonio artistico. Ecco 5 luoghi da visitare a Modena.

 

Duomo di Modena

fonte: Pixabay

Le origini risalgono al 1099, quando venne posata, per iniziativa dei cittadini e del clero, la prima pietra del Duomo di Modena, per custodire il sepolcro del patrono San Geminiano. L’attività di costruzione del Duomo venne realizzata dall’architetto Lanfranco, che progettò la facciata, dallo scultore Wiligelmo, che realizzò le lastre scolpite della facciata, e proseguita infine dai maestri Campionesi. L’interno è diviso in tre navate e si trovano opere come l’Altare delle Statuine, il Pulpito di Enrico di Campione, la Cappella Bellincini e la Madonna della Pappa. Sintesi di cultura classica e arte lombarda, il Duomo ha ottenuto nel 1997 il riconoscimento di Patrimonio Unesco assieme alla sua Torre Ghirlandina e alla Piazza Grande in cui è situato.

 

Acetaia Comunale

fonte: Visit Modena

La città di Modena è senza dubbio riconosciuta in tutto il mondo per l’aceto balsamico. Una delle tappe immancabili è sicuramente l’Acetaia Comunale, situata in Piazza Grande. Al suo interno si trovano tre batterie di botti: due più piccole comprendenti sei botti ciascuna e che hanno preso i dai fiumi Secchia e Planato, e una terza comprendente dieci botti intitolata alla Torre Ghirlanda. L’Acetaia ospita al suo interno anche torri bassique e oggetti legati alla storia e alla cultura dell’aceto balsamico.

 

Museo Ferrari

fonte: Pixabay

L’aceto balsamico rappresenta il simbolo principale della città, ma Modena è conosciuta anche per essere la sede storica della Ferrari. A Maranello, in provincia di Modena, si trova infatti il Museo Ferrari, con un allestimento che rappresenta la storia e gli attori principali dell’automobilismo modenese. Il Museo Ferrari racchiude al suo interno la casa natale di Enzo Ferrari, fondatore della omonima casa automobilistica, e la galleria espositiva che racconta la storia del pilota imprenditore e il percorso della sua scuderia automobilistica. La struttura del Museo è in chiave futurista ed è stata progettata dall’architetto Jan Kaplicky.

 

Galleria Estense

Francesco Bianchi Ferrari, Pala delle Tre Croci.

La Galleria Estense di Modena venne aperta nel 1854 da Francesco V d’Austria, dapprima all’interno del Palazzo Ducale per poi essere trasferita nel 1894 in Palazzo dei Musei. La Galleria comprende venti sale espositive, con apparati didascalici e guide-itinerari per i visitatori. Al suo interno si trovano disegni, dipinti, oggetti, xilografie, strumenti musicali, monete, bronzi, stampe e medaglie appartenenti alla famiglia ducale d’Este. Tra i dipinti da non perdere all’interno della Galleria: ritratto di Francesco I d’Este, Altarolo portatile, Pala delle tre croci, Assunzione della VergineMadonna con il bambino, Sant’Antonio da Padova.

 

Orto Botanico Universitario

Fonte: ig @mymodenadiary   https://www.mymodenadiary.it

L’Orto Botanico venne fondato nel 1758 per volontà del duca Francesco III d’Este, che concesse una porzione del proprio giardino da destinare alla coltura di piante medicinali. Con l’introduzione della cattedra Pubblica di Botanica e la riforma universitaria del 1772, l’Orto Botanico passò sotto la giurisdizione dell’Università di Modena. Con un’estensione di circa 1 ettari, l’orto Botanico possiede al suo interno collezioni di vegetali viventi e non viventi ed è destinato alla didattica e alla ricerca universitaria focalizzata sulle discipline botaniche. I principali settori espositivi che possiede sono: le Serre Ducali ottocentesche, la Serra delle Piante Succulente, la “Serretta” a cima caldo/umido, l’antico Parterre-Scuola e l’Arboreto.

 

 

Curiosità: l’aceto balsamico di Modena

Le origini dell’aceto balsamico risalgono ai romani, che utilizzavano il sapum, ovvero il mosto d’uva cotto, come medicinale o condimento per gli alimenti. Enrico III, in viaggio verso Roma per essere incoronato imperatore, chiese a Bonifacio di Canossa «quell’aceto tanto lodato» che il marchese di Toscana gli aveva donato e che veniva prodotto nella Rocca di Canossa. Nel XIII secolo iniziò la produzione di aceto balsamico presso le cantine modenesi della Corte Estense e, nel 1747, apparve per la prima volta l’aggettivo “balsamico”.

L’Aceto balsamico di Modena viene prodotto dai mosti d’uva fermentati (o cotti/concentrati), in cui vengono aggiunti aceto di vino e aceto vecchio di almeno 10 anni. Ha ottenuto dalla Commissione Europea nel 2009 l’iscrizione nel registro delle indicazioni geografiche protette (IGP).

Si possono realizzare tanti piatti con l’aceto balsamico IGP, come risotti, budini, tartufi all’aceto balsamico e al cioccolato, ravioli, insalate e carni.

 

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