Destinazione Italia, perché riscoprire la Puglia da Polignano a Mare a Ostuni

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Destinazione Italia, mettiamo da parte il coronavirus e torniamo a viaggiare nel Bel Paese in attesa dell’estate, quando (si spera) tutto sarà finito. Riscopriamo la Puglia, in un itinerario breve tra Polignano a Mare e Ostuni, perfetto per un week end di sole e leggerezza.


Penso che un sogno così non ritorni mai più…

Ora che siamo costretti in casa dall’epidemia del coronavirus, il bisogno di viaggiare si fa sempre più insistente. Gli ottimisti si fanno forza pensando che verremo fuori dall’emergenza prima dell’estate, e avremo il tempo di goderci a pieno la stagione più bella dell’anno. Anche se il mare, il sole e la libertà sembrano una lontana promessa, noi la avviciniamo portando in casa un po’ di quel buonumore e di quella spensieratezza.

Se si parla di sole e di mare, non si può non parlare di Puglia. E no, non c’è solo il Salento tra le bellezze da scoprire al sapore di salsedine: la Puglia riserva molte sorprese agli amanti della bella stagione. Quali sono? Vediamole insieme, in un itinerario da fare in macchina in un week end da sogno.

1. Polignano a Mare

Chissà se stava ammirando il panorama della sua città natale, Domenico Modugno, mentre scriveva la canzone che avrebbe rappresentato l’Italia nel mondo: “Nel blu dipinto di blu”. A giudicare dai colori della bellissima Polignano a Mare, in provincia di Bari, diremmo proprio di sì.

Ed è proprio dalla statua del suo cittadino più celebre che può iniziare il nostro viaggio a Polignano a Mare: un Mr Volare in bronzo che ci accoglie a braccia spalancate, perfetto simbolo dell’accoglienza che distingue gli abitanti di queste terre.

Il centro storico di Polignano è un fitto reticolo di strade bianche a picco sul mare, che si snodano tra botteghe e osterie, balconi fioriti e poesie. Le citazioni poetiche hanno reso famosa questa cittadina: si scovano negli angoli più impensabili (sui gradini, sulle porte, per terra) e rendono l’atmosfera ancora più sognante. Tra i molti locali del centro, il Serafini Apulian Bistrot è quello che vi farà provare il vero spritz “made in Puglia”: il Negramaro Spritz. Poco distante si trova uno dei ristoranti più suggestivi al mondo, Grotta Palazzese, ricavato in una grotta naturale che affaccia sul blu del mare. Ma attenzione: non è per tutte le tasche!

Ci sono molte spiagge a Polignano, ma la più famosa è senza dubbio Lama Monachile, una lingua sabbiosa stretta tra due alte scogliere, immancabile nelle foto dei turisti. Per arrivarci dal centro storico si attraversa il Ponte Monachile, di epoca romana, tracciato su quella che un tempo era la via Traiana. D’estate troverete Lama Monachile molto affollata: è consigliabile perciò scattare una foto di rito e procedere verso altre spiagge. La costa di Polignano a Mare è lunga ben 14 km!

Da non perdere anche la chiesa di Santa Maria Assunta e, per finire con l’arte, la Fondazione Museo d’Arte Contemporanea Pino Pascali, l’unico museo stabile di arte contemporanea in Puglia che negli spazi di un ex mattatoio presenta l’opera di uno dei padri dell’Arte Povera italiana.

2. Castellana Grotte

Situata nel mezzo della Terra dei Trulli, Castellana nasce nell’alto Medioevo, ma rinasce una seconda volta nel 1938: l’anno della scoperta delle grotte. 3 chilometri di cavità sotterranee che raggiungono i 122 metri di profondità, plasmate dalla natura in circa 90 milioni di anni. Una rivelazione speleologica importantissima, tanto da ribattezzare Castellana in Castellana Grotte, punto di riferimento per il turismo di tutto il mondo.

Come visitare le grotte? Ci sono due itinerari diversi: il più agevole è lungo un chilometro e dura 50 minuti; il secondo, per più temerari, copre il percorso completo da 3 chilometri e ha la durata di circa due ore. Entrambi consentono di accedere a un mondo sommerso che ci riporta agli albori della storia del mondo, al cospetto di una natura artista che trasformato la roccia in un ricamo immortale.

Il percorso è tutto fuorché noioso, perché i colori e le forme che vi circondano cambiano in continuazione, tra stalattiti e stalagmiti che ricreano scenari danteschi. Dall’oscurità infernale della Grave, l’unica caverna collegata con l’esterno, si passa alla Grotta Nera e al “Cavernone dei Monumenti”, ambiente reso solenne dalle stalagmiti imponenti. Nel “Passaggio del Presepio” si può scorgere la “Madonnina delle Grotte“, una stalagmite straordinariamente somigliante alla Vergine, che anticipa l’arrivo al Paradiso: la “Grotta Bianca“, formata dalle concrezioni splendenti dell’alabastro.

Cosa vedere a Castellana oltre le grotte? La sede comunale, un tempo dimora dei frati francescani, con all’interno il chiostro seicentesco, e annesso al Palazzo comunale la chiesa di San Francesco. Su una collina sorge il tempio di Santa maria dell’Avetrana, costruito nel 1691, a ringraziamento della Madonna che si riteneva avesse liberato la cittadina dalla peste.

Castellana è anche la porta d’ingresso per la Valle d’Itria, una zona della Puglia tutta da scoprire.

3. Alberobello

 

Vicinissimo alle grotte di Castellana si trova Alberobello, tra i paesi più iconici della regione. Ciò che lo rendono tanto riconoscibile sono i trulli, piccole casupole circolari imbiancate sormontate da curiosi tetti a forma di cono. Le origini di queste abitazioni affondano in un passato millenario che si confonde con la leggenda. A renderli ancora più misteriosi sono i simboli esoterici dipinti in bianco sulla cupola: secondo alcuni non erano altro che la “firma” del mastro trullaro artefice del tetto, ma c’è chi sostiene che servissero a tenere lontani dalla casa gli spiriti maligni. Se ne possono contare più di duecento!

Ad Alberobello la maggior parte dei trulli sono concentrati nel rione storico Monti e nel rione Aja piccola. Passeggiando per il rione Monti potrete trovare anche una chiesa a forma di trullo: è la chiesa di Sant’Antonio, costruita nel 1927. L’unico trullo a due piani è il “Trullo Sovrano”, oggi adibito a casa museo, che si può visitare con un biglietto di 1,50 €.

I trulli sono stati a lungo abitazioni contadine semplici, ma oggi molte di queste strutture hanno sposato i comfort moderni, tramutandosi in funzionali case vacanze o alberghi di charme. Che sia per rivivere un passato rustico ormai perduto o per provare il relax di lusso a contatto con la natura, dormire in un trullo è un’esperienza che non può mancare nella “to-do-list” di curiosi e viaggiatori.

4. Ostuni

Dall’alto dei tre colli su cui è adagiata, la città di Ostuni sorveglia la costa e il mare. Nelle giornate di sole, si riconosce da lontano per il suo candore accecante: è chiamata “la città bianca” per il colore delle abitazioni del borgo antico, dipinte a calce.

Ostuni ha alle spalle una storia antichissima, che affonda persino nel Paleolitico, come si è scoperto grazie alla “donna di Ostuni”: lo scheletro di una ragazza incinta risalente a circa 28.000 anni fa, che è stata probabilmente tra le prime abitanti del posto. Oggi è conservato nel Museo archeologico di Ostuni,  il Museo di civiltà preclassiche della Murgia meridionale.

L’unica nota cromatica che sfida il bianco delle case è il grigio degli edifici del centro storico, consumati dal tempo. Il cuore pulsante del centro storico è Piazza della Libertà, un tempo crocevia dei commerci e della vita cittadina, oggi contornata da osterie e bar dove la sera si anima la vita notturna. Sulla piazza domina il municipio, che in passato era un convento francescano. Di fronte, si innalza la colonna barocca sormontata dalla statua di Santo Oronzo, patrono della città, intorno alla quale si affollano i turisti intenti a gustare crêpes e gelati. La piazza si popola di gente fino a tarda notte.

Da Piazza della Libertà si dipartono stradine e vicoli che si susseguono e si intrecciano, punteggiati di locali e negozi di artigianato. Fino ad arrivare al punto più alto del centro storico, dove sorge la quattrocentesca Cattedrale di Santa Maria Assunta, con la maestosa facciata tardo-gotica e il superbo rosone, il più grande d’Europa.

 

 

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