Porte aperte all’Ermitage con le visite in streaming in italiano

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Il museo Ermitage di San Pietroburgo resta vicino ai visitatori italiani nei tempi bui del coronavirus con una serie di trasmissioni live in italiano: “un ponte costruito grazie alla cultura”.


Per essere vicino ai suoi visitatori italiani, anche in piena emergenza coronavirus, il museo Ermitage di San Pietroburgo ha deciso di realizzare una serie di trasmissioni live in italiano. Si tratta di un “ponte costruito grazie alla cultura” ha annunciato via social il direttore generale Mikhail Piotrovsky che ha espresso la vicinanza del museo, voluto da Caterina la Grande, e in particolare a Venezia dove si trova la sede italiana dell’Ermitage.

Gli appuntamenti saranno dedicati alla preziosa collezione di 302 opere dell’arte italiana di San Pietroburgo, collezione che include capolavori del calibro della Madonna Benois di Leonardo da Vinci, Il suonatore di liuto di Caravaggio, la Madonna Conestabile di Raffaello e le Tre grazie di Canova. “Non è la prima sciagura nella storia dell’Italia e della Russia e ce la faremo. L’arte aiuta a vivere e a sopravvivere e proprio la storia italiana lo conferma perfettamente” ha commentato Piotrovsky. Al primo appuntamento oggi dalle Sale Nobili del Palazzo d’Inverno, che è chiuso per l’emergenza, hanno assistito in diretta streaming più di 11 mila persone ma già ora sul canale youtube del museo ha superato le 70mila visualizzazione.

Le date dei prossimi appuntamenti sono in via di definizione (tutte le informazioni saranno sui social dell’Ermitage) ma il palinsesto è già stato deciso: il prossimo appuntamento sarà con la seconda parte di Passeggiando all’Ermitage; si passerà agli anni di Leonardo e di Raffaello; a Venezia nella Venezia del Nord: Canaletto, Marieschi e Guardi. Poi toccherà al restauro degli affreschi della scuola di Raffaello. Ci sarà un Dietro le quinte, per poi passare al guardaroba degli Zar, agli antichi: etruschi e romani. Quindi una passeggiata nel Palazzo della Stato Maggiore, tra Otto e Novecento e il restauro delle pietre dure nelle sale del Palazzo d’Inverno.

Fonte: Ansa

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