Cinque luoghi immersi nella natura da scoprire in Trentino

Print Friendly, PDF & Email

Ci sono piccole gemme nascoste nel Trentino, al di fuori dei sentieri più battuti, che probabilmente non si trovano sulle guide classiche. Luoghi ben custoditi dalla gente del luogo, immersi nella spettacolare natura del Trentino, che vi sapranno stupire. 

1. Giardino dei Ciucioi

Il Giardino dei Ciucioi, chiamato anche Giardino Bortolotti, è un giardino pensile unico nel suo genere, dove rovine e vegetazione giocano insieme per creare un’atmosfera sospesa a metà, tra sogno e realtà. Si tratta di un esempio di architettura di tipo romantico, tramite il quale si è cercato di far rivivere un paesaggio fantastico e pittoresco, un complesso monumentale molto particolare, disposto su una serie di terrazzi artificiali, cinti da suggestive strutture architettoniche, che rientra nelle creazioni dettate dal gusto eclettico della prima metà dell’Ottocento. Nel periodo di massimo splendore, una grande serra, simile alle limonaie del lago di Garda, ospitava magnifiche piante rare: palme, limoni, magnolie, aranci, ulivi. Per molti decenni il giardino attirò l’interesse dei forestieri, che sostavano a Lavis per visitarlo. La Prima Guerra Mondiale danneggiò gravemente il giardino, le cui piante furono poi vittima di una terribile siccità nel 1921.

2. Nagià Grom

Sul Monte Nagià Grom un articolato itinerario permette di immaginare come i soldati tentavano di sopravvivere alla Grande Guerra. Una visita alle trincee Nagià Grom restituisce l’atmosfera della durissima – e spesso breve – vita quotidiana dei soldati della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario sul monte Nagià Grom permette di scoprire i diversi ambienti: la trincea ad anello, le postazioni d’artiglieria e gli osservatori erano stati realizzati in modo tale da essere autonomi. Dalle zone di combattimento era possibile raggiungere tramite dei camminamenti protetti il centro vitale del campo, dove c’erano i servizi principali: bagni, cucine e alloggi per la truppa. È possibile visitare il campo Nagià Grom grazie al Gruppo Alpini di Mori che, a partire dai primi anni 2000, si è adoperato per recuperare e rendere agibile questo capitolo di storia. 

3. Forra del Lupo – Wolfsschlucht

È uno dei percorsi tematici dedicati alla Grande Guerra (1914-1918) tra i più belli ed emozionanti del Trentino. Ciò che lo rende unico  è il tracciato, che porta l’escursionista in una gola, tra alte pareti di roccia, dove gli austro-ungarici scavarono trincee e profondi ricoveri. Poi i panorami, bellissimi, sull’alta valle di Terragnolo, sul passo della Borcola e sull’imponente massiccio montuoso del Pasubio. Dalla sella di Serrada (loc. Cogola), il percorso (SAT137) sale gradualmente il versante destro della vale di Terragnolo  e raggiunge Forte Dosso delle Somme. Spettacolari i passaggi tra alte pareti di roccia, in particolare la Forra del Lupo – Wolfsschlucht, così come spettacolari sono i panorami che si aprono sul massiccio montuoso del Pasubio, teatro di aspri combattimenti. È consigliato un caschetto protettivo.

4. Castel Belfort

Castel Belfort, anche se in parte diroccato, è ancora imponente e chiaramente visibile. Presenta l’antica torre merlata, circondata dalle vaste mura perimetrali di forma rettangolare. Mentre piani e soffitti sono purtroppo ormai da tempo crollati. Il castello risale al 1311, quando Enrico conte di Tirolo concesse l’autorizzazione ad erigere una torre con edifici adiacenti a Tissone, figlio di Geremia I ed eredi, con concessione in feudo perpetuo. Una caratteristica che contraddistingue Castel Belfort, e che ne ha influenzato la storia, è il fatto che esso sorga vicino a Spormaggiore, nella giurisdizione del preesistente castello di Sporo-Rovina, come rocca per il distretto di Andalo e Molveno. Questo spiega perchè nel corso dei secoli abbia subito tanti cambi di proprietà, dovuti ad accordi e scambi politici. L’edificio non ha caratteristiche medievali, assomiglia più ad una fortezza moderna: un’anomalia dovuta alla ricostruzione effettuata dai Conti Saracini dopo l’incendio che nel 1670 devastò il castello originale. L’occupazione napoleonica e i successivi passaggi di proprietà contribuirono al suo declino.

5. Sentiero dell’Acqua

Una passeggiata nella quale protagonista assoluta è l’acqua, l’acqua del torrente Astico (Astach in cimbro). Dalla piazza di Carbonare  si seguono le segnaletiche e ci si  avvia per il comodo sentiero che ci accompagna al torrente, che lo costeggia e che infine ci porta al piccolo e caratteristico abitato di Cùeli. Bacheche illustrative, collocate in prossimità dei punti di interesse, raccontano della secolare attività che ha visto intrecciarsi la vita del torrente con le vicende dell’uomo. C’è l’illustrazione del sito archeologico della Cógola, che racconta degli antichissimi cacciatori del Paleolitico che nell’Astico si dissetavano e pescavano; poi la descrizione del misterioso mulino della Porta del Leon, munito anche di officina, di cui sono rimasti i ruderi, così della segheria idraulica de l’Erardo e della la «Calchèra», la fornace un tempo utilizzata per la produzione della calce. Infine, a Cùeli, il bellissimo Mulino Cuel, con annesso forno del pane. Il Mulino è visitabile il sabato e la domenica, nella bella stagione.

Fonte: https://www.visittrentino.info

Potrebbe interessarti:

Sulle tracce della storia in Molise
Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti