7 motivi per mettersi in cammino sulla via Francigena in Emilia-Romagna

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La Via Francigena è uno dei più famosi pellegrinaggi d’Europa, lungo più di 1600 chilometri: il tratto che attraversa l’Emilia-Romagna, lungo 150 chilometri, può essere percorso in una settimana. L’itinerario perfetto gli amanti del turismo lento, al di fuori degli itinerari più battuti. Non siete ancora convinti? Ecco 7 motivi per mettersi in cammino sulla via Francigena in Emilia-Romagna.


Insieme al Cammino di Santiago, la Via Francigena è uno dei più famosi pellegrinaggi d’Europa, una via millenaria che attraversa il Vecchio Continente da nord a sud, collegando Canterbury a Roma.

La Via Francigena è lunga più di 1600 chilometri, e percorrerla nella sua interezza è un impegno che richiede mesi di tempo. Da Canterbury ci si dirige verso Dover, per poi attraversare la Manica ed entrare in Francia.
Il tratto francese termina al valico alpino del Gran San Bernardo, dove inizia il tratto italiano, che attraversa la nostra regione e termina in Piazza San Pietro, dove il pellegrinaggio tradizionalmente si concludeva al cospetto del Papa.

L’ingresso in Emilia Romagna avviene tramite il Transitum Padi, il guado del fiume Po alle porte di Piacenza, per poi concludersi sul Passo della Cisa, dove il cammino prosegue in terra toscana – e Roma si fa sempre più vicina.

Il tratto Emiliano della via Francigena è lungo circa 150 km, e può essere percorso in una settimana o poco più. È l’itinerario perfetto per chi desidera una vacanza ai di fuori dai soliti itinerari, attraversando la regione lentamente e osservando il territorio che cambia giorno dopo giorno, dalla Pianura agli Appennini.

In questo articolo abbiamo elencato 7 ragioni per scegliere la Via Francigena in Emilia Romagna per la vostra prossima vacanza slow, preferibilmente in primavera o autunno!

1. Sulle orme della storia

La via Francigena è uno dei cammini più antichi d’Europa, e il primo ad essere documentato dall’inizio alla fine. Nell’anno 900, l’arcivescovo di Canterbury Sigerico attraversò l’Europa fino a Roma per ricevere il pallium (investitura) dal Papa.
Sigerico prese meticolosamente nota di ogni dettaglio dei suoi viaggi, e il diario del suo ritorno a Canterbury è sopravvissuto nel corso dei secoli. La Via Francigena di oggi sostanzialmente segue i passi di Sigerico, e quelli di tanti altri Pellegrini che la percorsero dal Medioevo all’epoca moderna.
Alcuni tratti sono stati cambiati per evitare strade trafficate, ma molti luoghi di sosta sono gli stessi di più di mille anni fa.

2. Un viaggio sostenibile

Camminare è il modo più sostenibile che ci sia di viaggiare, e in un mondo dove l’evidenza del cambiamento climatico è oramai ovunque, viaggiare a piedi è una scelta che fa bene sia a noi sia al nostro pianeta.
La Via Francigena in Emilia Romagna non presenta grandi difficoltà, ed è anche adatta a camminatori alle prime armi. Il percorso è ben segnalato, i dislivelli non sono quasi mai eccessivi ed è sempre possibile fermarsi a metà strada per una sosta o per mangiare qualcosa.
Consigliamo solo di evitare di intraprendere la Via Francigena nei mesi più caldi – alcuni tratti, soprattutto quelli in pianura, hanno pochissima ombra.

3. Luoghi poco conosciuti

La via Francigena attraversa città come Piacenza, Fiorenzuola e Fidenza, ma anche luoghi meno conosciuti come il castello di Paderna e l’Abbazia di Chiaravalle della Colomba, famosa per la spettacolare infiorata del Corpus Domini.
Per chi non ama le folle, il tratto emiliano della via Francigena è il percorso ideale, perché la maggior parte dei pellegrini diretti a Roma inizia il proprio cammino in Toscana.
In bassa stagione non è necessario prenotare i propri pernottamenti con anticipo, ma durante la stagione estiva è
meglio prenotare con qualche giorno di anticipo.

4. In mezzo alla natura

La via Francigena in a Emilia Romagna è anche interessante dal punto di vista naturalistico. Si inizia con il Transitum Padi, attraversando il Po in barca grazie a Danilo, un signore piacentino che da una decina d’anni a questa parte riveste il ruolo di ‘Caronte del Po’, trasportando i pellegrini dalla riva lombarda a quella emiliana nella sua barca. Il guado del Po dura circa mezz’ora, ed è una rara opportunità per osservare il nostro grande fiume da vicino.
Per i successivi tre giorni la Via Francigena attraversa il paesaggio agricolo della Pianura Padana, tra castelli, chiese medievali e cascine secolari. Dopo Fidenza iniziano le colline, che piano piano conducono il pellegrino verso gli Appennini, con i loro boschi e le viste panoramiche, fino al passo della Cisa, il secondo punto più alto del percorso dopo il Gran San Bernardo.

5. Un po’ di relax

Le località termali di Salsomaggiore e Tabiano si trovano a poca distanza da Fidenza, circa a metà del tratto emiliano della via Francigena. Per chiunque volesse fermarsi un paio di giorni in più per dedicarsi al relax, Salsomaggiore con le sue sontuose terme Berzieri e la vicina Tabiano sono la scelta ideale.

6. Un’esperienza low cost

La Via Francigena in Emilia Romagna offre sistemazioni per tutte le tasche, da hotel di alto livello nelle città principali a ostelli per pellegrini che vanno bene anche per chi ha un budget limitato.
Fermarsi qualche notte in un ostello per pellegrini è un esperienza da non perdere. In alcuni casi, gli ostelli sono stati ricavati da case cantoniere, come a Cassio o al Passo della Cisa. Spesso si cena tutti insieme, per dare la possibilità ai pellegrini di conoscersi e di condividere le proprie esperienze.

7. Ovviamente… il cibo!

La nostra regione è conosciuta in tutto il mondo per la tradizione gastronomica, e la Via Francigena non è da meno. Ogni tappa offre specialità locali sempre diverse, dai pisarei e fasò e la picula di cavallo di Piacenza, ai tortelli di erbetta del parmense e agli ottimi bomboloni alla crema di Berceto, perfetti per spezzare la fame di metà mattina.
E visto che si cammina tutto il giorno, è permesso anche prendersi una pausa dalla dieta!

Fonte: Travel Emilia-Romagna

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