Coronavirus. Da inizio emergenza elevate in totale 449.352 multe

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Secondo i dati forniti dal Codacons, tra la fase 1 e la fase 2 sono state elevate un totale di 449.352 sanzioni amministrative a cittadini ed esercizi commerciali.


449.352 le multe elevate in totale in Italia a cittadini e titolari di attività per il mancato rispetto dei divieti legati al coronavirus. A fornire i dati il Codacons, che ha elaborato i numeri resi noti dal Ministero dell’Interno e relativi alla fase 1 e 2 nell’emergenza Covid.

Dall’11 marzo al 13 maggio sono state controllate 14.202.840 persone attraverso posti di blocco e controlli delle forze dell’ordine, mentre gli esercizi commerciali sottoposti a verifiche, nello stesso periodo, sono stati 5.493.673.

Tra fase 1 e fase 2 sono state elevate 439.992 sanzioni ai cittadini per violazione dei divieti di spostamento, e 9.360 multe a titolari di attività per il mancato rispetto delle disposizioni sulla chiusura degli esercizi, per un totale di 449.352 sanzioni amministrative.

Non tutte le multe elevate, però, appaiono legittime: numerose segnalazioni giunte al Codacons negli ultimi mesi denunciano la mancata possibilità per i cittadini di giustificare il motivo del proprio spostamento, e diverse inchieste giornalistiche hanno evidenziato l’irragionevolezza delle sanzioni da parte delle forze dell’ordine. Multe che ora possono essere impugnate dinanzi le autorità competenti, allegando la documentazione che attesta la legittimità degli spostamenti o le ragioni che determinano l’illegittimità delle contravvenzioni.

Proprio per venire incontro alle esigenze di cittadini ed esercizi commerciali il Codacons lancia oggi un apposito servizio per fornire aiuto legale nella contestazione delle sanzioni amministrative e nella presentazione dei relativi ricorsi, nei casi in cui i verbali risultino palesemente ingiusti o illegittimi. Tutti gli interessati possono avvalersi di un team di legali specializzati in materia, che risponderà al numero 89349966 attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 17.

Fonte: Codacons Ufficio Stampa

 

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