In Trentino lungo i percorsi ciclopedonali nelle zone del gusto

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I percorsi ciclopedonali lungo la Valle dell’Adige e in Valle dei laghi in Trentino attraversano i principali territori del vino del Trentino e di tante altre produzioni di eccellenza trentine: Teroldego Rotaliano, Marzemino, Nosiola, Vino Santo e Trentodoc, ed inoltre Asparagi bianchi De Co, Mele, Susine, il pregiato Olio EVO DOP del Garda Trentino, il broccolo di Torbole.
 

Lungo la Valle dell’Adige

Con uno sviluppo di 99 chilometri il percorso ciclopedonale della Valle dell’Adige è la più lunga delle ciclabili trentine che complessivamente formano una rete di più di 430 km di itinerari. Dalla Piana Rotaliana al confine con la Provincia di Bolzano raggiunge Borghetto, al confine sud con la Provincia di Verona correndo lungo l’argine del fiume Adige, tra vigneti e campi coltivati toccando le città di Trento e Rovereto. Allontanandosi dalle città principali si pedala attraversano campagne coltivate a vigneti e frutteti, zone umide e biotopi sorti sull’antico corso del fiume. A fare da corollario oltre alle montagne, le mura e le torri di diversi castelli. Lungo questa ciclabile si incontrano 4 bicigrill dove è possibile sostare, richiedere informazioni, degustare prodotti del territorio ed anche effettuare piccole riparazioni di emergenza.

 

Dalla Piana Rotaliana a Trento

Dalla località Cadino di Faedo al confine con la Provincia di Bolzano il percorso attraverso i meleti che poi diventano vigneti man mano che si entra nella Piana Rotaliana. Pochi chilometri e si incontra il primo dei 4 bicigrill dove è possibile scoprire diverse tipicità del territorio a cominciare dal prodotto locale più rappresentativo il vino Teroldego. Un incontro che merita di essere approfondito in una delle tante Cantine sul territorio. La più vicina alla ciclopista è la Cantina Endrizzi, ma con una piccola digressione si può raggiungere Mezzocorona, il borgo del Teroldego insieme al vicino Mezzolombardo. Con una piccola deviazione da Grumo San Michele è possibile andare a visitare il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina nell’antico Convento Agostiniano di San Michele all’Adige.

Una volta ripresa la ciclopista il corso del fiume Adige ci accompagna ancora per chilometri e chilometri pianeggianti verso sud insieme ai frutteti e ai meleti. Prima di raggiungere Lavis, per aggirare la foce del fiume Avisio che qui confluisce nell’Adige, il percorso si spinge quasi ai piedi dei contrafforti della Paganella con il borgo di Zambana Vecchia nel cui territorio si coltiva l’Asparago Bianco De Co. Avvicinandoci alla città di Trento si entra in una zona vitivinicola importante, quella destinata alla produzione di uve bianche per il Trentodoc, distribuita tra il fondovalle e la fascia collinare.

 

Da Trento a Borgo Sacco

All’altezza di Trento la pista ciclopedonale sfila davanti allo storico quartiere di Piedicastello ai piedi del Dos Trento, dove si trova lo spazio museale delle Gallerie, e dopo il ponte di San Lorenzo prosegue fino al moderno quartiere delle Albere, dove si trova il Muse, il nuovo Museo delle scienze, progettato da Renzo Piano. Da questo tratto in soli pochi minuti è possibile raggiungere la centrale Piazza Duomo e immergersi nel movimentato centro storico, con i suoi palazzi rinascimentali, le case affrescate, le vestigia romane di Tridentum locali e winebar per un aperitivo o un momento di ristoro. E tutto è davvero molto raccolto e vicino.

Dopo una riposante sosta nel grande parco delle Albere, da lì si riprende direttamente la ciclabile e il viaggio prosegue. Si passa dal secondo bicigrill e volendo è possibile visitare facilmente il museo Aeronautico “Gianni Caproni”, l’ingegnere trentino pioniere del volo in Italia. Si percorrono lungi tratti rettilinei sempre sulla sponda del fiume Adige, attraversando il territorio dell’antico Comun Comunale Lagarino che si estendeva da Aldeno a Mori. Tra i frutteti e le coltivazioni ora fa capolino una ulteriore, nuova presenza: i castelli, segno inconfondibile che siamo entrati nella Vallagarina, anch’essa area a elevata vocazione enologica e terra di produzione del Marzemino. Più avanti, in vista di Calliano e Nomi (e del terzo bicigrill) sulla sinistra si innalza Castel Beseno, il più grande complesso fortificato del Trentino, e poco dopo Castel Pietra. E i paesaggi vitati circondano i borghi del vino sulla fascia collinare come Castellano, Villa Lagarina, ma anche il nostro tracciato avvicinandosi a Rovereto. Raggiunto il Lungoleno è possibile seguirlo per avvicinarsi al centro storico della città, con i suoi vicoli, i campielli veneziani, impronta della lunga presenza della Repubblica di Venezia, il MART, La Casa d’arte Futurista F. Depero, il Museo storico italiano della Guerra ospitato dal Castello di Rovereto e la Campana di Caduti sul Colle di Miravalle. Dal quartiere di Borgo Sacco sorto attorno all’Antica Manifattura Asburgica, dove oggi sta sorgendo il nuovo polo dell’Innovazione disegnato da Kengo Kuma sono ben tre le possibili direzioni: verso altri noti borghi del vino come Isera con la sua Casa del Vino, verso il Garda Trentino toccando Mori e Loppio e verso la parte più meridionale della Vallagarina fino al confine con Verona.

 

PRODOTTI E PRODUTTORI

Rotaliana

Endrizzi – https://www.endrizzi.it/it/

San Michele – Fondazione Mach – https://www.fmach.it/Azienda-Agricola/Cantina

De Vescovi – http://www.devescoviulzbach.it/

Donati – https://www.cantinadonatimarco.it/

Trento e Lavis

Cantina La Vis – https://la-vis.com/

Cantine Ferrari – https://www.ferraritrento.com/it/

Cantina Sociale Trento – https://www.cantinasocialetrento.it/it/

Asparago Bianco di Zambana – Esperienza del raccolto

Vallagarina

Grigoletti – www.grigoletti.com

Isera – www.cantinaisera.it

Casa del vino – www.casadelvino.info

 

Nella Valle dei Laghi

In questa parte di Trentino viaggiare in bici, a piedi, in auto significa sfogliare le pagine di un grande trattato di geologia alpina. Fino all’ultima grande glaciazione questa valle era interamente ricoperta di ghiacci, gli stessi che hanno scavato il bacino del Lago di Garda. E anche viaggiando in bicicletta oggi possiamo osservare alcune delle morfologie più caratteristiche, dai pozzi glaciali di Vezzano e Torbole, alle Marocche di Dro, una gigantesca frana postglaciale. Questa pista ciclopedonale si sviluppa per 39 chilometri da Terlago a Vezzano (6 km), per poi riprendere da Sarche fino a Torbole sul Lago di Garda. Dalle Sarche si stacca anche il collegamento di 7 km molto spettacolare che risale la Forra del Limarò seguendo il vecchio percorso stradale fino alla periferia di Comano. Due i bicigrill lungo questo percorso a Dro e ad Arco.

Si parte da Terlago, a pochi chilometri da Trento, alle propaggini orientali della Paganella, borgo antico con case di pregio, il castello e il suo lago. Da qui ci vi muove verso sud tra i frutteti verso Vezzano e Padergnone. Siamo in vista del lago di Toblino e del borgo di Santa Massenza, famoso per una lunga tradizione di distillatori di grappa che da generazioni continua ad essere portata avanti da alcune famiglie, quella dei Poli in particolare. Cantine che aprono le porte per visite guidate e degustazioni tra gli alambicchi: www.giovannipolisantamassenza.it www.distilleriafrancesco.it.

Una visita la merita anche la Centrale Idroelettrica di Santa Massenza. Si tratta di un viaggio affascinante alla scoperta delle meraviglie custodite dall’impianto più potente del Trentino. Un’esperienza sorprendente, attraverso percorsi inediti, dove l’acqua diventa energia. Il clou della visita è la spettacolare sala turbine, con un volume di oltre 150.000 metri cubi, e interamente scavata nella roccia a 600 metri di profondità accessibile attraverso un tunnel che si addentra nella montagna. http://www.hydrotourdolomiti.it/content/it/santa-massenza .

Da Santa Massenza ora si prosegue in direzione di Toblino con il suo iconico castello, struttura privata che ospita un ristorante. In questo tratto la ciclabile è in fase di progettazione ed è meglio accompagnare a mano la bici lungo la passerella che segue la sponda. Un breve tratto sulla Statale e si raggiunge Sarche. Siamo nella di produzione tipica del vino Nosiola e del Vino Santo Trentino e la Cantina di Toblino è il riferimento per queste due produzioni locali (www.toblino.it), ma sono numerose le Cantine che si possono raggiungere con brevi deviazioni dal tracciato.

Dall’abitato di Sarche, seguendo per alcuni tratti l’argine della Sarca si attraversa la piana alluvionale della Sarca: vigneti e frutteti si susseguono fino all’abitato di Pietramurata, per interrompersi di fronte agli ammassi delle Marocche, uno straordinario e selvaggio paesaggio simile ad un deserto pietroso, rotto dalle acque del Sarca. Il tracciato si infila in questo paesaggio quasi lunare, mentre sulla destra si innalzano le grandi pareti che hanno reso popolare la Valle dei Laghi tra gli alpinisti e gli arrampicatori di tutta Europa. Si entra poi nel paese di Dro, famoso per la produzione di Susine, per raggiungere la frazione Ceniga con il suo caratteristico “ponte” sulla Sarca. Si prosegue seguendo il corso d’acqua mentre si va delineando contro il cielo la rupe del Castello di Arco. Le prime palme ci accolgono all’ingresso della località mentre si moltiplicano le aree attrezzate lungo il percorso.

All’altezza del ponte sulla Sarca sulla destra si inoltrano le stradine del suo centro storico che convergono nella piazza centrale. A piedi è possibile salire e visitare il Castello con preziosi cicli di affreschi databili tra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento. Tra i viali alberati, le ville ottocentesche, si raggiunge di nuovo la periferia e si ritorna a pedalare nella quiete del paesaggio fra campagne coltivate, ulivi e boschetti. Siamo da tempo entrati nel territorio di produzione dell’Olio EVO DOP Garda Trentino. La Cooperativa Agraria di Riva del Garda, tra Arco e Riva, propone degustazioni e visite guidate ai frantoi (www.agririva.it). Ora il percorso riprende l’argine della Sarca, si respira un’aria carica di profumi ed essenze mediterranee man mano che ci si avvicina alla sponda del lago. Sotto le pareti del Monte Brione si può visitare l’Azienda agricola Madonna delle Vittorie, per una degustazione o per assaggiare un piatto di “carne salada“ (www.madonnadellevittorie.it) o degustare il tipico broccolo di Torbole. Pochi chilometri ed ecco il Lido di Linfano, dove la ciclabile ha termine e da cui si staccano i collegamenti verso Riva del Garda – Varone e Torbole – Nago – Mori. Possiamo rinfrescare i piedi nelle acque del lago, distenderci sui prati a pochi passi dalla sponda, rilassarci in uno dei numerosi locali.

Fonte: https://www.visittrentino.info

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