Turismo, ministro Franceschini: il settore è in ginocchio

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Il ministro Dario Franceschini ha spiegato in una video audizione che il settore del turismo è in ginocchio e che si sta lavorando affinché le vacanze in Italia si possano fare.


“Un settore in ginocchio, per cui lo stato di crisi non è sufficiente, perché è in “stra-crisi”, ben oltre l’emergenza. Nel dramma generale della crisi gli va riconosciuta una sua straordinarietà. Per questo serve un intervento straordinario”. A parlare in questo modo del turismo – che in Italia vale il 13% del Pil e solo quest’estate avrebbe sfamato più di 1 milione di lavoratori – non sono né gli imprenditori né le associazioni di categoria, ma il ministro Dario Franceschini che in una video audizione in commissione Industria, commercio e turismo del Senato traccia il quadro della situazione lasciando intendere che, vista la gravità della situazione, nel prossimo dl ci sarà un pacchetto di aiuti specifico.

“Ma per rispetto al governo e al Parlamento – sottolinea – non voglio anticipare le misure di cui stiamo discutendo in queste ore, perché le misure sono certe quando diventano norme, non quando sono annunciate”. “Stiamo lavorando – spiega – perché le vacanze in Italia si possano fare, ma saranno comunque vacanze diverse. Ho chiesto al Comitato tecnico scientifico, che sta lavorando in queste ore, prescrizioni di sicurezza per tutti i settori che riguardano il mio ministero, da teatri, cinema, musei ed eventi, per consentire la loro riapertura in sicurezza e li ho chiesti anche per il turismo, quindi alberghi, stabilimenti balneari e spiagge in generale (abbiamo migliaia di chilometri di spiagge libere) termali eccetera. Credo che la risposta arriverà in tempo molto molto breve e servirà anche per chi non aprirà domani, ma ha bisogno di sapere per tempo le misure da adottare” aggiunge. “Il cosiddetto “bonus vacanze” è “in realtà è un tax credit rivolto a tutte le famiglie sotto una soglia di reddito medio basso, in base all’Isee, che varierà in base alla composizione del nucleo familiare. La somma andrà spesa entro il 2020 in tutte le strutture ricettive. Abbiamo scelto le strutture ricettive perché devono comunicare entro 24 ore i dati anagrafici dell’ospitato alla questura e pagano la tassa di soggiorno. Questo assicura l’assoluta trasparenza”, spiega ancora il ministro.

Franceschini sottolinea poi che il governo è al lavoro per tutelare gli stagionali, estendere il “credito d’imposta o un ristoro per i canoni di locazione di tutte le aziende del settore turistico, non solo quelle strutture ricettive” in proporzione all’affitto pagato e per riconoscere a “tutte le aziende del turismo una misura di ristoro a fronte del calo di fatturato oltre una certa soglia”, ma che “coprirà tutte le aziende, anche le più piccole”. Dagli operatori e dalle associazioni arriva l’invito a fare presto e a scegliere le misure su cui puntare. “Aspettiamo finalmente aiuti alle imprese del turismo. Finora abbiamo sentito parlare del bonus, che ben venga come aggiunta, ma non è un aiuto al turismo ma alle famiglie (a cui dai la possibilità di andare in vacanza). Poi la cassa integrazione, che è un aiuto sacrosanto ma è per i dipendenti e di nuovo non per le imprese” dice il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che chiede la cancellazione o il rinvio delle imposte e un contributo a fondo perduto, idea quest’ultima condivisa anche da Marina Lalli, presidente vicaria di Federturismo Confindustria. Parla di tempi supplementari Luca Patanè, presidente di Confturismo-Confcommercio che tuona: “Basta con i provvedimenti a macchia di leopardo. Il turismo si fa su scala nazionale ed internazionale e non è compatibile con i confini degli Stati chiusi e le limitazioni agli spostamenti tra Regioni”.

Vittorio Messina di Assoturismo Confesercenti mette in luce un altro problema: “Gli speculatori esteri si stanno già affacciando per rilevare a prezzi stracciati le nostre migliori strutture, sfruttando le difficoltà gravissime degli imprenditori e l’inerzia del governo nel pensare a degli aiuti concreti, mirando a lucrare il massimo dividendo da questa tragedia economica”. Nel clima di grande desolazione, con molte aziende sempre più convinte che non ce la faranno a riaprire quest’estate, si accende una debole luce. La lista dei 20 motivi stilata dal Telegraph per tornare al più presto a viaggiare in Italia: “Nessun altro Paese – dice l’autore del pezzo – ha tante ricchezze e una combinazione di arte, cultura, cibo, vino, moda, teatro, persone e paesaggi che non ha eguali e neppure una combinazione così efficace di antico e moderno, bello e seducente”.

Fonte: ANSA

 

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