Il tempo di Caravaggio, la collezione di Roberto Longhi in mostra a Roma

Print Friendly, PDF & Email

Roma, Musei Capitolini. Dal 16 giugno al 13 settembre 2020 nelle sale di Palazzo Caffarelli la mostra Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi a cura di Maria Cristina Bandera. Oltre 40 opere che presentano Michelangelo Merisi e la sua “cerchia”, attraverso lo sguardo di un collezionista e storico dell’arte tra i più rivoluzionari del suo tempo.


Il pubblico guardi bene, osservi come Caravaggio non sia l’ultimo pittore del Rinascimento ma piuttosto il primo artista dell’età moderna. Il pubblico guardi come Caravaggio si sia imposto di essere naturale, comprensibile, umano, piuttosto che umanistico, in una parola popolare.
Roberto Longhi

I Musei Capitolini di Roma riaprono finalmente al pubblico e lo fanno con una mostra di grande spessore: Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi, nelle sale di Palazzo Caffarelli dal 16 giugno al 13 settembre 2020, a cura di Maria Cristina Bandera. Una mostra che parla tanto del pittore a cui è dedicata quanto dello storico dell’arte che ha contribuito a rivalutarne la figura.

Roberto Longhi è stato il più innovativo storico dell’arte del suo secolo e grande collezionista. Il suo amore per Caravaggio nasce nel 1911, quando dedica la tesi di laurea proprio a questo pittore. Il maestro della luce, oggi universalmente noto per la sua vita avventurosa oltre che che per la sua abilità artistica, era all’epoca tra i pittori meno conosciuti dell’arte italiana. Roberto Longhi, critico d’arte pioneristico comprende subito la portata rivoluzionaria dell’arte caravaggesca e consacra gran parte della sua vita al suo studio e alla sua diffusione. E nell’evidenziare l’importanza del “primo pittore della modernità”, precursore del naturalismo moderno, Longhi comincia anche a collezionarne le opere.

La più famosa è senza dubbio il Ragazzo morso da un ramarro, cuore della raccolta di Longhi e pezzo forte della mostra romana. La sorpresa e il disgusto nello sguardo del ragazzo, il dinamismo impresso nel corpo che bruscamente si ritrae dalla fonte del dolore attestano la maestria di Caravaggio nel dipingere i moti dell’animo. Il dipinto, acquistato da Longhi nel 1928, occupa nel percorso espositivo una sala tutta per sé. Ma non meno significative sono le opere della “cerchia” di Caravaggio, “spiriti liberi”, come li definisce Longhi, che del Maestro condividono l’atteggiamento più che la poetica, non avendo Caravaggio definito una regola fissa e incontrovertibile. Tra di loro Carlo Saraceni, Domenico Fetti, Guglielmo Caccia (detto il Moncalvo),  Angelo Caroselli, ma anche Mattia Preti, secondo Longhi “il terzo dei geni del Seicento” dopo Caravaggio e Battistello Caracciolo. Quest’ultimo anche è presente in mostra con la sua Deposizione di Cristo.

Al MANN quegli Etruschi misteriosi e un po’ cowboy

Ma il capolavoro della raccolta, dopo il Ragazzo morso da un ramarro, è la Negazione di Pietro di Valentin de Boulogne, che richiama la celebre Vocazione di San Matteo di Caravaggio esposta nella chiesa di San Luigi dei Francesi. Dipinto di importanza capitale nel percorso del pittore francese presente a Roma dal secondo decennio del Seicento, e desiderato da Longhi a tal punto da rinunciare, per ottenerlo, al grande quadro con Mosè e le figlie di Jetro di Giuseppe Maria Crespi.

La mostra non dimentica il clima artistico del manierismo lombardo e veneto dove si formò il giovane Caravaggio, rappresentato da quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti di Battista del Moro Bartolomeo Passarotti.

La mostra da Roma proseguirà verso la Francia e la Polonia, seguendo le orme dei “caravaggeschi” che dalla Città Eterna si erano diramati in tutta Europa, rendendo universale il linguaggio del loro Maestro.

Informazioni

Dove: Musei Capitolini, Sale espositive di Palazzo Caffarelli

Quando: Dal 16 giugno al 13 settembre 2020. Tutti i giorni ore 9.30-19.30

Turni di ingresso contingentati tramite acquisto on line o 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
I possessori MIC card e gli aventi diritto alla gratuità, anche nella prima domenica di ogni mese, devono prenotare solo tramite 060608. Solamente i possessori MIC card possono anche presentarsi direttamente in biglietteria e accedere al primo turno d’ingresso libero.

Biglietto d’ingresso: Consultare la pagina: Biglietti e videoguide

Ingresso gratuito al museo con la MIC card, acquistabile nei musei e online all’indirizzo museiincomuneroma.vivaticket.it

Print Friendly, PDF & Email

copyright Riproduzione riservata.

Vai alla barra degli strumenti