Viaggio nella mostra ‘Raffaello 1520- 1483’ Scuderie del Quirinale di Roma

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6 aprile 1483. Urbino, venerdi santo.

Giovanni de’ Santi e Maria di Battista di Nicola Ciarla mettono al mondo un bambino, lo chiamano Raffaello. Sanzio sarà il suo cognome derivato da quello del padre.
La grandezza ricade sul suo nome, come un dono proveniente dal cielo .

6 aprile 1520. Roma, venerdi Santo.

Da 8 giorni Raffaello ha la febbre altissima, nessun salasso riesce ad abbassarla.
Il cielo si oscura, San Pietro è avvolta in una nube, alcune mura si crepano.
Raffaello, il Divin Pittore è morto.
Un silenzioso canto funebre si diffonde per Roma.
Il mondo piange, il Papa piange.

L’enfant prodige che in un decennio è diventato la star dell’arte rinascimentale muore a 37 anni.
Per malaria, avvelenato dai nemici, ‘per eccessi amorosi’’ come dice il Vasari? Non si saprà mai. 
Intorno a lui cresce la narrazione del mito, viene paragonato a Cristo, stesso giorno di morte, stessi segni prodigiosi della natura al momento della morte.
Sarà adorato come un re, sepolto al Pantheon, la tomba dei re.
Alcuni ritengono che gli eventi prodigiosi e la data della nascita rientrino nella mitografia costruita intorno al suo nome: nato e morto di venerdi santo, niente di più divino.

Ma chi era Raffaello?

Orfano di madre a 1 anno, di padre a 11 anni, figlio d’arte. Il padre aveva una bottega di pittura che gli lascerà in eredità. A 17 anni abbiamo la conferma che ne è a capo. In un contratto a suo nome è chiamato Magister, che significava titolare di una bottega.

Ambizioso, eccessivo, passionale, visionario, stratega di se stesso, ricco, famoso, uomo di potere, una star. Sapeva farsi apprezzare dai potenti e riusciva a portare dalla sua parte i nemici

Nel 1508 Papa Giulio II lo chiama a Roma.

Raffaello ha 25 anni. Il Papa Giulio II gli affida la decorazione dei suoi nuovi appartamenti.
Non vuole vivere in quelli dell’odiato rivale, Alessandro VI Borgia.
Quel Borgia che con intrighi segreti si era fatto eleggere pontefice al suo posto.

Il sogno di Raffaello si è avverato. Quando Papa Leone X succede a Giulio II gli conferma gli incarichi, anzi gliene affida altri.
Nel 1515 lo nomina Prefetto di tutti i marmi’’ per la sua strenua difesa del patrimonio artistico
‘’ Tutelare la grandezza italiana… questo è il nostro grande, immane compito, che perseguiremo con ogni severità ed energia’’ scrive al Papa in una lettera redatta a 4 mani con Baldassarre Castiglione esposta alla mostra, e conservata nell’Archivio Storico di Mantova.
Raffaello ha ormai raggiunto il massimo del successo.

La sua bottega è una macchina da guerra, tante sono le richiesta al punto che non si riesce a soddisfarle tutte. Raffaello è in piena attività, come pittore, come architetto, come Prefetto.

Ma il giorno della morte si sta avvicinando, senza preavvisi.
E lo coglie mentre è impegnato ne La Trasfigurazione, l’ultima opera che sarà messa di fronte al capezzale pochi giorni prima della morte.
Davanti agli occhi morenti Cristo mostra la sua divinità, quasi un segno per colui che aveva svelato il divino al mondo, lo spirito alla materia.

Trasfigurazione Raffaello 1518-1520, Pinacoteca Vaticana

Le parole chiave della sua pittura: armonia e bellezza, binomio per raggiungere la serenità.
Fu l’emblema della perfezione, della bellezza ideale che attinge all’arte classica.

La fortuna di Raffaello durerà fino all’Ottocento.
In seguito sarà troppo perfetto, troppo divino per far vibrare le anime di noi contemporanei che gli abbiamo preferito i tormenti di Michelangelo, la fame di conoscenza di Leonardo, le profondità di Caravaggio, più adatti alle domande urlate al cielo della nostra epoca.

I NUMERI

Oltre 70.000 i biglietti prevenduti, una cifra epocale ed epocale rimarrà questa mostra chiusa prima di aprire, viva nelle tante iniziative che si susseguono online e sui social.

204 le opere in totale, di cui 120 di Raffaello. 34 provenienti dagli Uffizi, 54 istituzioni coinvolte, tra cui il Louvre, la National Gallery di Londra, perfino la Regina Elisabetta ha concesso 16 disegni della Royal Collection. 2 milioni e 700 mila euro il costo dell’esposizione. 3 miliardi il valore delle assicurazioni.

LA MOSTRA

L’allestimento inizia il giorno della morte e prosegue a ritroso, in un racconto che conduce dalla morte, alla fama, alle origini della pittura di Raffaello, passando per Roma, Firenze, Perugia, Urbino.

Il momento della morte è fissato nell’opera di Pierre-Nolasque Bergeret.
La sepoltura nella ricostruzione a dimensione naturale della tomba monumentale situata nel Pantheon di Roma.

 

Le opere, i documenti, i disegni, i cartoni preparatori scorrono nelle sale

SCORRONO I RITRATTI

Quelli dei suoi due papi. Leone X tra i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’ Rossi, rappresentazione del potere pontificio e Giulio II assorto in un silenzio misterioso e potente.

GLI AMICI
Baldassarre Castiglione, letterato e amico

GLI AUTORITRATTI

LE DONNE

LA FORNARINA. PRIMA FRA TUTTE

E’ amore a prima vista. La sua dea, la sua modella.
Gli starà accanto fino alla morte. Poi entrerà in convento.
Nel ritratto sembra che avesse un anello poi cancellato, indice che forse si erano sposati di nascosto. Ma Raffaello non poteva renderlo pubblico. Lei era una popolana, Margherita Luti, figlia di un fornaio, FORNARINA.
Qui, per la prima volta i tratti di una bellezza imperfetta, vera e sensuale entrano nel ritratto di una donna. Margherita Luti, la figlia del fornaio, è Venere.
La cifra stilistica dell’artista trasforma le imperfezioni in perfezione, in equilibrio, in bellezza, in grazia.

LA VELATA

 DAMA CON UNICORNO

IL SOGNO DEL CAVALIERE

Raffaello, Il sogno del cavaliere, Londra, The National Gallery

 

LE MADONNE

A emblema del potere del talento divino del pittore ricordiamo quando  nel 1867 Dostoevskij vede a Dresda la Madonna Sistina (non in mostra). Ne rimane ammalliato, preso da una probabile sindrome di Stendhal.

E’ forse a lei, all’armonia, all’equilibrio dei gesti, dei colori, dei rapporti aurei che lo scrittore pensa quando nell’Idiota il principe Myškin dice La bellezza salverà il mondo’

Madonna Sistina – Gemäldegalerie, Dresda

Nato     a Urbino   il venerdi santo
Morto  a Roma     il venerdi santo

Vedere l’armonia del divino e portarla nel mondo.
Questa è la capacità soprannaturale del talento di Raffaello.
Con lui il trascendente entra nella pittura e il soprannaturale si fa visibile agli uomini

E’ la mostra dell’anno, allestita per celebrare e rendere omaggio al ‘sommo pittore’ per i 500 anni dalla sua morte.L’apertura al pubblico era stata prevista il 5 marzo, ma la pandemia aveva chiuso il pesante portone delle Scuderie del Quirinale e velato di scuro le opere.

Ora ha riaperto in sicurezza fino al 30 agosto con orari a prova di Covid-19.
8:00 – 23:00.
E’ spesso sold out. Prenotate con anticipo.

CREDITS
Curatori della Mostra Raffaello 1520-1483:
Marzia Faietti e Matteo Lafranconi con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro.
Dichiarazioni
“La mostra su Raffaello è una grande mostra europea che raccoglie capolavori mai riuniti finora. Il giusto modo per celebrare la grandezza e la fama di un artista universale a 500 anni dalla sua morte. La prestigiosa esposizione alle Scuderie del Quirinale, che come quella dedicata a Leonardo al Louvre vede la collaborazione dei più grandi musei italiani e internazionali, permetterà al pubblico di ammirare un corpus considerevole di opere di Raffaello”. Dario Franceschini, Ministro Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per  il Turismo

“La mostra di Raffaello, realizzata in collaborazione scientifica e di prestiti con gli Uffizi, è la dimostrazione di quanto sia corretta la collocazione delle Scuderie del Quirinale in stretto collegamento con il grande sistema dei musei statali. È il coronamento ideale dei vent’anni di apertura al pubblico delle Scuderie del Quirinale”. Mario Di Simoni, Presidente e AD di  Ales- Scuderie del Quirinale

“Le Gallerie degli Uffizi, dove si concentra il più grande numero di dipinti e disegni di Raffaello al mondo, partecipano con entusiasmo all’organizzazione di questa ricorrenza epocale, per offrire una nuova, approfondita visione di Raffaello, specialmente per il periodo in cui l’artista visse a Roma. La mostra, frutto di una collaborazione senza precedenti tra le Gallerie degli Uffizi e le Scuderie del Quirinale, si svolge non a caso nella capitale: Roma non è solo una tappa biografica dell’artista, ma il simbolo della dimensione nazionale della sua arte e del suo pensiero”. Eike Schmidt, Direttore delle  Gallerie degli Uffizi, Firenze.

AGGIORNAMENTO DELL’ARTICOLO PUBBLICATO IL 5 APRILE 2020

Gallerie degli Uffizi, disponibile il Magazine online
Il tempo di Caravaggio, la collezione di Roberto Longhi in mostra a Roma
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