Tre itinerari naturali nel cuore verde dell’Emilia Romagna

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Da Visit Emilia, tre itinerari naturali nel cuore verde dell’Emilia Romagna, tra fiumi, boschi e rocche per respirare l’aria di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.


Lingue d’acqua che riflettono lo scorrere della storia e tagliano paesaggi compositi e variegati, dove l’uomo ha rivaleggiato – o meglio, cooperato – con la natura, lasciando testimonianze fortificate che ancora oggi ci parlano di un passato di gloriosa convivenza: queste e altre sono le suggestioni di parchi, riserve e sentieri della macchia verde compresa tra Parma, Piacenza e Reggio EmiliaVisit Emilia propone di godere di queste aree verdi, perché vivendole ci si sente bene. Anche più di quanto si possa pensare: è un forte stimolo per i sensi, potenzia il pensiero creativo, quello che ci aiuta a risolvere i problemi e ci infonde tranquillità. Il richiamo alla dimensione naturale è sempre latente in noi. I giapponesi lo considerano una terapia, lo shinrin-yoku, o bagno nella foresta. Per praticarlo non serve andare chissà dove. Ecco 3 luoghi incantevoli dove provare i portentosi benefici del contatto con la natura.

1. Riserva Naturale dei Ghirardi (PR)
Dei 600 ettari dell’omonima Oasi del WWF, la Riserva Naturale dei Ghirardi in Emilia Romagna ne occupa 370: uno spazio sufficiente per sfoderare un campionario di boschi, radure e corsi d’acqua che fa di quest’area della provincia di Parma, tra i comuni di Albareto e Borgo Val di Taro, un trionfo della diversità ecologica. Querce, castagni e faggi si alternano a prati fioriti, dai quali contemplare il volo dei rapaci e osservare a bocca aperta le corse di daini e caprioli. La flora e gli habitat dell’Appennino settentrionale sono il cuore del Percorso Natura che parte dal Centro Visite di Predelle ma anche gli altri sentieri, liberamente accessibili e identificati da quattro colori, offrono l’opportunità unica di addentrarsi in un universo di giganti verdi e calanchi, tra roverelle e sorbi, cerri, salici e tigli selvatici, con una colonna sonora liquida gentilmente prodotta dal torrente Remolà.
2. Parco Fluviale del Trebbia (PC)
Col suo incessante fluire, è ancora l’acqua a scandire il tempo nel Parco Regionale Fluviale del Trebbia, esteso da Rivergaro alla confluenza nel Po e arrivando a ricomprendere circa 5 Km della riva piacentina del Grande Fiume. Il greto e i terrazzi sono luoghi amatissimi dagli appassionati di birdwatching, ai quali non sfugge l’occhione che il Parco ha scelto come simbolo. Il rarissimo volatile è però solo una delle meraviglie che si possono osservare in un’area colorata dalla fioritura di orchidee. Qui il castello di Rivalta, in particolare, ancora animato dall’antico spirito di conquista, sembra volersi appropriare del corso d’acqua del quale sorveglia il movimento. Dai pressi della rocca, si lanciano alcuni dei sentieri che permettono di toccare da vicino la golena, camminando per strade campestri o immergendosi in un ambiente selvaggio.
3. Riserva naturale di Campotrera (RE)
La Riserva naturale Rupe di Campotrera in Emilia Romagna tutela un imponente e alto affioramento ofiolitico che emerge sul versante settentrionale del rio Cerezzola, un affluente dell’Enza, nei pressi del castello di Rossena e non lontano dalle vestigia del famoso castello Canossa, sorti su rupi di analoga natura in epoca matildica, così come la vicina torre di Rossenella. Una dolce passeggiata tra la torre di Rossenella, il castello di Rossena permette di osservare l’aspetto rupestre e selvaggio, i rari minerali, le piante tipiche degli ambienti rupicoli e l’interessante avifauna che trova rifugio sulle pareti del rilievo sono gli elementi di maggiore attrazione dell’area protetta. I castelli della donna più importante del suo tempo diventano lo spunto per scoprire paesaggi naturali aspri e incantevoli, tra orizzonti lunari di calanchi e affreschi boschivi che incorniciano mulattiere, borghi e affascinanti rocche incastonati nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

 

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