Vacanze degli italiani: la spesa media è di 1.022 euro a famiglia

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Panorama di incertezze per il turismo in Italia. Ancora il 20% degli italiani non prenota per problemi economici e disponibilità di ferie. Assenti i turisti stranieri. 


1.022 euro a famiglia con circa 680 euro a persona. È la spesa che gli italiani spenderebbero a famiglia per trascorrere una vacanza estiva che emerge secondo uno studio condotto da Confcommercio.

L’estate 2020 è quella del turismo di prossimità, con destinazioni nazionali non lontane da casa preferibilmente all’aria aperta a contatto con la natura, per evitare assembramenti e il rischio di contagio da covid-19.

Secondo lo studio, il 20% degli italiani ancora non ha prenotato a causa di problemi economici e disponibilità di ferie, mentre si registra una perdita del 75% della domanda straniera, con circa 25 milioni in meno rispetto allo scorso anno solo dei turisti provenienti da paesi appartenenti all’Unione Europea. A mancare quasi in maniera totale sono i turisti intercontinentali americani e asiatici.

Saranno le vacanze dedicate al “non fare”, legate al riposo e al ritrovo con amici, parenti e persone più care con le quali si sono interrotti i contatti a causa del lockdown primaverile. Agli ultimi posti delle preferenze degli italiani in vacanza spiccano musei e città d’arte, i meno ambiti dai viaggiatori: i musei scendono per la stagione estiva dal 33% dello scorso anno al 15%, lo shopping dal 21% al 5%, la pratica del wellness dal 12% al 9%.

Un calo drastico mai così registrato negli ultimi anni e per il quale si auspica perlomeno che questa stagione estiva, anche nel mese di settembre, possa risollevare il turismo, crollato nel secondo trimestre del 2020, come sostiene il presidente di Confturismo-Confcommercio Luca Patanè: “In epoca normale  – commenta il presidente – il quadrimestre giugno-settembre valeva il 60% delle presenze turistiche e della spesa di tutto l’anno in Italia: senza contare l’outgoing, dove gli Italiani spendevano, nello stesso periodo, 11,5 miliardi. Di tutto questo, l’estate 2020 salverà – forse – il 25%. Questo mentre l’andamento degli indici epidemiologici ed i focolai individuati a macchia di leopardo sul territorio nazionale, fanno notizia molto più dell’egregio lavoro che operatori del settore e comunità locali compiono ogni giorno per garantire ai turisti una fruizione serena delle loro vacanze. Basta con questo approccio autolesionistico – continua Patanè – e al via da subito una serie di misure importanti e con forti stanziamenti dedicati al settore. Si prenda atto, una volta per tutte, che il turismo è già da tempo colonna portante dell’economia italiana, non una vaga chance per il futuro. Sono concretamente a rischio 1 milione di posti di lavoro.

Dati sconfortanti che si sommano al panorama di incertezza: ben il 34% degli intervistati è incerto sulla possibilità di intraprendere un viaggio nel mese di settembre, e risulta davvero difficile che tale “incertezza” possa realizzarsi concretamente.

 

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