Gubbio: fino al 6 gennaio in mostra “Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica”

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Fino al 6 gennaio 2021 presso Logge dei Tiratori della Lana di Gubbio la mostra sulla maiolica lustrata che rappresentò l’eccellenza dei maestri vasai italiani. 


Raffaello, genio del Rinascimento e uno dei più grandi artisti di ogni tempo, fu soprattutto un pittore, ma forse non tutti sanno che la bellezza e la grazia delle sue opere, così come avvenuto anche per il suo grande maestro Perugino, sono state una grandissima fonte di ispirazione per l’arte della ceramica, arte che ebbe ed ha ancora in Umbria uno dei territori di massima elezione.

Dall’ultimo quarto del XV secolo e fino ai primi decenni del secolo successivo la maiolica lustrata rappresentò infatti l’eccellenza dei maestri vasai italiani, in particolare di quelli delle due cittadine umbre di Deruta e di Gubbio. Rapidamente, a partire dagli anni Venti del XVI secolo, si affermò una nuova tipologia che la letteratura ceramologica moderna comprende negli istoriati.

Verso il secondo decennio del XVI secolo, la nuova moda della ceramica “figurata” con scene evocative di miti, imprese o di episodi biblici, spesso tratti dalle opere di pittori coevi, soppiantò quella del lustro, o maiolica secondo la antica denominazione. Testimoni del passaggio furono le officine di Gubbio, in particolare quella di Mastro Giorgio Andreoli.

A Gubbio, perciò, in occasione delle celebrazioni raffaellesche per i 500 anni dalla morte dell’artista, la Fondazione CariPerugia Arte organizza la mostra “Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica” allestita dall’11 settembre 2020 al 6 gennaio2021 presso le Logge dei Tiratori della Lana. La mostra documenta attraverso circa centoquaranta opere, altri materiali e supporti multimediali le caratteristiche e il rapido passaggio dalla produzione a lustro a quella istoriata – con particolare riferimento alla riproduzione dalle incisioni e stampe delle opere di Raffaelo e altri pittori dell’epoca – nonché l’evoluzione del gusto nel collezionismo e alle riproduzioni di marca storicista tra Otto e Novecento.

 

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Il progetto espositivo si articola in quattro sezioni: “Deruta, Perugino, Pinturicchio e i vasi che paion dorati”, che documenta la produzione derutese dalla seconda metà del Quattrocento e il rapporto con la pittura umbra coeva; “Mastro Giorgio finì de maiolica”, incentrata sull’attività di Mastro Giorgio Andreoli, divenuto celebre per l’applicazione dei lustri in oro e rubino sulle maioliche, e della sua bottega fra Quattro e Cinquecento; “Raffaello e l’istoriato”, che documenta l’influenza di Raffaello sul cambiamento della ceramica e dell’affermarsi dello stile istoriato nella prima metà del Cinquecento.

Un vero coup de théâtre è rappresentato dalla sezione “Il gabinetto delle curiosità e delle meraviglie” che ricrea idealmente una camera di collezioni d’arte e curiosità ceramiche.

Il percorso si completa con la proiezioni di alcuni video, tra cui quello della mostra “MAIOLICA – Lustri oro e rubino dal Rinascimento ad oggi” allestita sempre dalla Fondazione CariPerugia Arte ad Assisi nel 2019, con la quale “Dal lustro all’istoriato: Raffaello e la nuova maiolica” si pone in continuità.

L’iniziativa sarà anche occasione di approfondimento attraverso un programma di webinar, collaterale alla mostra, con la presenza di esperti a confronto sul tema dell’influenza di Raffaello sulla ceramica italiana ed europea.

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