Consegnato a Chiusi un bronzetto di epoca etrusca recuperato dai Carabinieri

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I Carabinieri hanno sequestrato un bronzetto del II secolo a.C. che veniva commercializzato da alcuni esercenti. Ora è stato consegnato al Museo Nazionale Etrusco di Chiusi.


I miti narrano che Cluso, figlio di Tirreno o di Telemaco, fondò l’antica città di Chiusi, centro molto popolato sin dall’età della pietra. Il re Porsenna e la sua tomba labirintica raccontata da Plinio il Vecchio, il coinvolgimento con i Romani nella guerra contro Annibale, la colonia militare di Silla, sono solo alcune delle soste che la Storia ha fatto in questo territorio, che vede oggi il ritorno di un bronzetto di II secolo a.C., opera di un artigiano locale dell’epoca, rubato in epoca imprecisata nel corso dell’ennesimo scavo clandestino.

La Figura maschile orante con patera, dell’altezza di 15 cm., è stata consegnata il 1° ottobre al Museo Nazionale Etrusco di Chiusi dal Comandante del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Udine.

 

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Il bronzetto, di eccezionale pregio e rarità, fa parte di una serie di esemplari limitati che derivano da una matrice a fusione unica, alcuni dei quali esposti nei musei d’Oltreoceano.

Le indagini hanno accertato che il prezioso manufatto, del valore di mercato di 80.000 euro, è stato prima commercializzato in Friuli e poi, dal 1998, da un antiquario in Veneto. Nel corso degli anni, l’opera passa tra le mani di proprietari diversi, dal Friuli al Veneto e viceversa. Nel febbraio del 2019 viene infine individuata dai Carabinieri del Nucleo TPC di Udine sul sito web di un’attività antiquariale friulana. In seguito alle verifiche effettuate in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, la Procura della Repubblica di Udine emette decreto di sequestro dell’opera. La collaborazione tra i militari e il museo continua a rivelarsi fruttuosa: le analisi tecnico-scientifiche riconducono la produzione del bronzetto al territorio di Chiusi in epoca etrusca. Le indagini condotte dai Carabinieri, tuttora in corso, portano alla denuncia di due esercenti per ricettazione e mirano a risalire alla filiera criminale.

 

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