Federturismo al Senato chiede un “Programma ponte” per far sopravvivere il turismo

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Federturismo in audizione al Senato chiede un “Programma ponte” per il turismo fino al 2021.


Con i numeri dei contagi che tornano a preoccupare e il ritorno di misure restrittive se non si interverrà adeguatamente rischieremo di vedere definitivamente travolto questo settore – ha dichiarato la Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli – intervenendo oggi all’audizione presso la X Commissione del Senato sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e delle filiere produttive.

In questo periodo intere filiere si sono totalmente fermate, si pensi al mondo dell’intrattenimento, a quello dei congressi o al business travel. Segmenti come quello delle AdV o dei TO sono crollati fino al 90%; il trasporto aereo stima una percentuale di perdite tra il 60% e il 70% rispetto all’anno scorso. Le imprese che sono riuscite a lavorare nei mesi di luglio e agosto, come hotel, stabilimenti balneari e termali, hanno solo minimamente recuperato, grazie al turismo domestico, riportando in ogni caso perdite complessive per il 2020 di circa il 70%. Città d’arte e destinazioni business oriented, come Milano, sono al tracollo con un tasso di mortalità per le PMI turistiche che temiamo possa raggiungere il 40% dell’offerta complessiva, con punte dell’80% in  settori come le Agenzie di viaggio e i Tour Operator o del 60% per quelle della cultura, della ristorazione e dell’intrattenimento.

Di fronte a questo scenario è quanto mai urgente un vero “programma ponte” che ci faccia sopravvivere fino al 2021. Se si vuole tenere in vita l’offerta, occorrerà da un lato ristorare adeguatamente le imprese tenute chiuse per decreto, dall’altro accordare finanziamenti a fondo perduto a tutte le filiere coinvolte più pesantemente. Infine introdurre sgravi fiscali e contributivi significativi.

Avremo certamente bisogno di veder confermate nei prossimi mesi tutte le misure più apprezzate, che hanno contribuito a mantenere in vita le imprese del settore fino ad ora, come: l’esenzione dell’IMU, il tax credit per le locazioni, il sostegno al lavoro mediante la proroga della cassa integrazione oltre fine anno e la decontribuzione al rientro dalla cassa o per le nuove assunzioni.

Particolarmente interessante, anche nell’ottica della Green Transition indicata dalla Commissione europea, è il tax credit per la riqualificazione delle strutture alberghiere e termali, che dovrebbe essere esteso e potenziato, superando anche il meccanismo surreale del click day, passando invece a una valutazione del merito progettuale, per essere al passo con le esigenze di una clientela consapevole e altospendente.

Auspichiamo poi che nei prossimi provvedimenti, per tutelare la corretta e leale concorrenza fra operatori, venga finalmente regolamentato il fenomeno delle locazioni brevi.

Infine, ci lascia davvero perplessi la decisione, presente nell’ultimo DPCM, di sospendere congressi e convegni fino al 13 novembre. Così facendo si rischia di portare al collasso definitivo un segmento centrale per il turismo, già in forte sofferenza, che ha investito per adeguarsi e che svolge le sue attività in sicurezza. I centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera connessa hanno investito in sistemi di sanificazione e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle “Linee guida per la riapertura delle Attività Economiche, Produttive e Ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Auspichiamo, pertanto, un ripensamento  e confidiamo in un cambiamento di rotta del Governo su questo punto.

Fonte: Federturismo Confindustria

 

 

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