A Villa Farnesina l’inaspettata ricomparsa del blu egizio nella Galatea di Raffaello

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È stato individuato in tutto il cielo, il mare e negli occhi di Galatea un pigmento conosciuto come blu egizio.


Nell’ambito delle celebrazioni per il V centenario della morte di Raffaello, l’Accademia Nazionale dei Lincei ha organizzato l’esposizione “Raffaello in Villa Farnesina: Galatea e Psiche”,dove saranno presentati i sorprendenti risultati delle indagini sui materiali dell’affresco di Raffaello il Trionfo di Galatea .

È stato individuato in tutto il cielo, il mare e persino negli occhi di Galatea, un pigmento conosciuto come blu egizio, il primo blu artificiale della storia dell’arte ed uno dei primi pigmenti in assoluto di origine non naturale. La sua manifattura risale agli egizi, da cui trae il nome, e la sua diffusione fu estremamente ampia in tutta l’antichità fino all’Impero Romano, dopodiché le sue tracce si perdono. L’ampio uso fattone da Raffaello fa escludere un impiego di materiale archeologico ritrovato occasionalmente ed indica piuttosto la precisa volontà dell’artista di ricorrere ai materiali pittorici dell’antichità, per ritrarre un soggetto mitologico. La tavolozza degli antichi era nota a quel tempo attraverso le tracce visibili negli scavi, ma anche e soprattutto attraverso le fonti scritte, in particolare Vitruvio che nel suo trattato De Architectura, riporta gli ingredienti ed il procedimento di preparazione del blu egizio, allora conosciuto come caeruleum. La passione di Raffaello per l’antico fin qui nota solo attraverso testimonianze documentali, si concretizza nei materiali che egli stesso decide di ricreare, primo fra tutti il blu egizio, per ripristinare la tavolozza degli antichi romani.

In occasione della mostra verranno esposti per la prima volta al pubblico i disegni scoperti negli anni ’70 sull’intonaco della parte inferiore delle pareti con il Polifemo di Sebastiano del Piombo e col Trionfo di Galatea di Raffaello, normalmente nascosti da “finti” tendaggi ottocenteschi. La sezione dedicata alla Loggia di Amore e Psiche ed ivi ospitata, mostrerà le fasi della realizzazione della volta affrescata attraverso lo studio delle giornate e i disegni preparatori delle scene attualmente visibili, cosiddette celesti, e di quelle mai realizzate, cosiddette terrene.

Al primo piano della Villa Farnesina, in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica, l’esposizione dal titolo “La Favola di Amore e Psiche nella traduzione grafica della Regia Calcografia. Disegni, fotografie, matrici” sintetizza in maniera emblematica l’ultima fase del percorso storico dell’incisione classica italiana che trasse dall’opera di Raffaello fonte di ispirazione.

Unitamente alla mostra sull’opera di Raffaello in Villa Farnesina è stato poi sviluppato da Gianpaolo Palma e Eliana Siotto (ISTI-CNR) un sistema interattivo dedicato che consente di navigare liberamente all’interno della “Loggia digitale”, al cui interno sarà possibile anche consultare le opere esposte dall’Istituto Centrale per la Grafica.

Fonte: villafarnesina.it

 

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