UN MISTERO DI NOME BANKSY

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Banksy, A Visual Portest è il titolo della mostra dedicata al re della Street Art a Roma al Chiostro del Bramante fino all’11 aprile 2020
Al momento la mostra è sospesa. Mi fa piacere  presentarla, perchè è una delle mostre più interessanti e complete sull’artista.
In attesa della riapertura dei musei, delle mostre e della cultura in generale vi propongo un viaggio ‘virtuale’ nel mondo di Banksy.


Il mio nome è nessuno. Si potrebbe dire di Banksy, il maggiore esponente della Street Art contemporanea la cui identità è uno dei misteri più gelosamente custoditi nel settore dell’arte.

E quando l’identità è segreta, il velo che avvolge l’artista fa da detonatore alla sua fama.
Ad ammetterlo è lui stesso “L’invisibilità è un superpotere
Come non dargli ragione.
Nel 2019 ArtReview lo ha inserito al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel campo dell’arte.

Se sia lo pseudonimo di un uomo, di una donna, di un gruppo di artisti non è dato sapere

Le ipotesi su chi sia Banksy non sono mancate.
Dal Mail on Sunday che ha supposto si tratti di Robin Gunningham artista di Bristol, a chi è convinto sia Robert del Naja dei “Massive Attack” fino all’ultima teoria uscita su Twitter a settembre che lo ha identificato in Neil Buchanan, musicista e presentatore del programma “Art Attack”, teoria subito smentita dallo stesso Neil.

Finora nessuno è riuscito a scoprirlo, nonostante le sue provocatorie incursioni in musei e gallerie.
La prima alla Tate Britain di Londra nel 2003.
In divisa d’ordinanza stile Pantera Rosa appende la sua opera alla parete senza che nessuno se ne accorga e lì l’opera rimane per diverse ore.

Un amico ritrae la scena che farà il giro del mondo.
Seguiranno il Louvre, il British Museum, il MOMA, il Metropolitan Museum of art, il Museum of Natural History

L’Arte che ammiriamo è il prodotto di una casta. Un manipolo di pochi che creano, promuovono, acquistano, espongono e decretano il successo dell’Arte.
Quelli che hanno voce in capitolo saranno non più di qualche centinaio.
Quando si visita una galleria d’arte si è solo dei turisti che osservano la vetrinetta dei trofei di qualche milionario.

Del mercato dell’arte si è preso gioco nel 2018 durante un’asta da Sotheby’s a Londra

Una collezionista europea si era appena aggiudicata una versione di Girl with Balloon per più di un milione di sterline, quando l’opera ha iniziato a scivolare dentro la cornice in cui Banksy aveva inserito un trita carta telecomandato. Girl with Balloon si era autodistrutta.
Passati i primi attimi di sgomento, il titolo è stato cambiato in Love is in the Bin, “la prima performance d’arte realizzata durante un’asta” (cit. Sotheby’s) e il suo valore pare sia raddoppiato

LOVE IS IN THE BIN – 2018 ©Sotheby’s (Non in Mostra)

Bristol. Inghilterra 1974. Nel cuore della notte un ragazzino scappa dalla polizia, ha in mano bombolette di acrilico con cui ‘imbratta’ muri e gallerie. Si firma Robin Banx. Ma la tecnica richiede tempo, mentre lui deve sbrigarsi, la polizia è sempre dietro l’angolo. La soluzione è negli stencil che si preparano prima, una sorta di cartoni da appoggiare alla parete e dipingere.
Nel giro di poco tempo cambia anche il tag in Banksy.
Nasce così l’artista amato dalle giovani generazioni, che sfida istituzioni e sistema dell’arte.

LA MOSTRA

Il re della Street Art è il protagonista della stagione romana 2020-2021 con l’esposizione “Banksy, A visual Protest” al Chiostro del Bramante fino all’11 aprile 2021.

La mostra fa seguito a quella di Milano del 2018-2019 “A Visual Protest. The Art of Banksy” in occasione della quale uscì un gelato a lui dedicato, prodotto con ingredienti segreti come la sua identità. E a quella di Ferrara conclusasi a settembre 2020, che ha registrato un successo di pubblico inaspettato in tempo di Covid.

Il percorso espositivo non ha un’introduzione, immerge subito nel mondo dell’artista fatto di provocazioni, profondità di pensiero, denuncia.

Una bambina guarda in alto verso il palloncino rosso a forma di cuore che le è volato in cielo.

Volato o lasciato volare? L’interpretazione è bivalente, un cuore di bambina vola nel cielo o nel mondo contemporaneo non c’è spazio per un cuore di bambina.

Apparso a Londra per la prima volta nel 2002, lo stencil della bambina col palloncino Girl with Balloon usato per la campagna “Stand with Sirya” a sostegno della popolazione siriana travolta dalla guerra, è forse l’opera più amata da Banksy ed è considerata un’icona della società contemporanea.

GIRL WITH RED BALLOON – 2004 Collezione Privata

Tra le 90 opere in mostra provenienti da collezioni private, tutte autenticate dalla Pest Control la società di Banksy che certifica i pezzi prodotti per la vendita, sfilano quelle che hanno fatto di Banksy l’artista più famoso del momento, lo street artist che usa l’arte come “arma” di protesta politica, critica sociale, riflessione, etica e impegno per i più deboli e gli emarginati.

Ecco allora le scimmie e i topi, in una ripetizione quasi compulsiva dei soggetti a rappresentare la società occidentale omologata in un sistema che ne azzera l’identità.

Esistono senza il consenso di nessuno. Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in silenziosa disperazione tra il sudiciume. E tuttavia sono in grado di mettere in ginocchio intere civiltà.
Se sei sporco, insignificante e senza amore, allora i ratti saranno il tuo modello.

Forse tra le righe di questi testi visivi si nasconde il motivo della scelta dell’anonimato.
Banksy è un’identità senza un volto, questo lo distingue dalla massa dei senza volto fatta di scimmie e di topi tutti uguali.

L’opera che rappresenta per eccellenza l’impegno sociale caro all’artista è Love is in the air, conosciuta come Flower Thrower (Lanciatore di Fiori), stencil apparso nel 2003 a Gerusalemme sul muro alto 8 metri eretto nel 2002 per separare Israele e Cisgiordania, muro illegale per l’ONU, in cui il tema della violenza si ribalta nel mazzo di fiori che sostituisce la molotov.

Flower Thrower può considerarsi la rappresentazione grafica del suo pensiero.

Ci vuole del fegato, e anche tanto, per alzarsi, da perfetti sconosciuti in una democrazia occidentale e invocare cose in cui nessun altro crede, come la pace, la giustizia e la libertà

Di quest’opera Banksy ha perso di recente il copyright a seguito di una sentenza dell’EUIPO (Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale) che non ha riconosciuto all’artista la validità della registrazione del marchio

LOVE IS IN THE AIR (FLOWER THROWER) – 2003 Collezione Pirvata

Il punto forza di Banksy è l’accessibilità semantica delle sue realizzazioni.

Attinge all’immaginario collettivo, alle immagini che appartengono alla memoria comune e le stravolge, ne modifica il significato e rende comprensibile a chiunque il livello interpretativo.

Nel gioco dei contrasti si esprime la sua poetica
Ecco allora due bambini, Jack and Gill, che corrono dandosi la mano, felici e ignari come sanno esserlo solo i bambini.

Ma guardandoli bene, sopra la magliettina bianca indossano giubbotti antiproiettile a denuncia di una società inconsapevole di essere militarizzata

JACK AND GILL(POLICE KIDS) – 2005
Collezione privata

Al tema della militarizzazione s’ispirano le serie con i poliziotti in tenuta antisommossa dal volto a forma di smile giallo.

Sono tutti uguali, armati fino ai denti, sorridenti di un sorriso inquietante come in Have a nice day, che ritrae militari schierati a destra e sinistra di un carro armato, armi in pugno, pronti ad aprire il fuoco, nonostante il loro smile giallo

HAVE A NICE DAY – 2003
Collezione privata

HAVE A NICE DAY – 2003 Dettaglio
Collezione privata

La denuncia dell’atrocità della guerra divenuta sistema in una società spietata e consumista si esplicita in Napalm. La bambina ustionata eretta a simbolo dell’orrore della guerra in Vietnam è condotta per mano da Mickey Mouse e McDonald, il mondo contemporaneo è un crudele parco giochi che si nutre di hamburger e patatine.

NAPALM – 2004
Galleria Deodato Arte

Banksy non risparmia nessuno

Gioca con simboli inviolabili nella serigrafia Queen Vic dove la Regina Vittoria, la conservatrice per eccellenza, la sovrana intransigente che aveva emanato norme contro l’omosessualità, è ritratta in versione saffica.

QUEEN VIC – 2003
Galleria Deodato Arte


Si appropria delle immagini della religione cristiana toccando i limiti della blasfemia in Toxic Mary, l’opera in cui l’assetto iconografico della Madonna con bambino, tipico dell’arte medievale e rinascimentale, è usato per richiamare la tossicità di una nutrizione genitoriale fatta d’imposizioni e costrizioni. Questa l’accreditata interpretazione non blasfema di Toxic Mary. Tutto sembrerebbe normale se non ci fosse il simbolo del veleno sul biberon a emblema di un’educazione tossica che si tramanda e che sembrerebbe aver logorato anche la madre, il cui mantello si sta sciogliendo come corroso da un acido.

Ancora contrasti in Grannies. Due nonnette dall’aspetto dolce siedono in poltrona. Lavorano a maglia davanti a una tazza di tea. Tutto sembrerebbe tranquillo, se non fosse per le scritte riportate sui loro pullover “Punks not dead” (I punks non sono morti) “Thug For Life” (Fuorilegge a vita).

GRANNIES – 2006
Collezione privata

Presenti alla mostra anche alcune opere realizzate per “Barely Legal” l’unica esposizione autorizzata da Banksy nel 2006 a Los Angeles, in cui denunciava la povertà nel mondo e criticava aspramente il consumismo della società contemporanea.

A questa serie appartengono Festival (Destroy Capitalism) dove l’artista tocca il vertice del paradosso.
Gli anticapitalisti si sono arresi al sistema del mercato e attendono disciplinati il loro turno davanti a una bancarella per acquistare la maglietta con la scritta ‘Distruggere il capitalismo’

La serigrafia Sale ends today, in cui l’iconografia del ‘Pianto sul Cristo morto’ si trasforma in satira e cruda rappresentazione di una società che ha perso il senso dei valori. Gli astanti si disperano sotto il cartello che annuncia la fine dei saldi.

FESTIVAL (DESTROY CAPITALISM) – 2005
Galleria Deodato Arte

E Morons, aspro giudizio sul mercato dell’arte che si ispira alla sensazionale vendita all’asta per 22 milioni e mezzo di sterline dei Girasoli di Van Gogh nel 1987.

 

Non solo critiche e proteste

Con Choose your Weapon, omaggia Keith Haring di cui richiama l’opera Barking Dog e con Pulp Fiction rende onore a Quentin Tarantino.

Lo stencil era apparso nel 2002 nella metro di Londra ed è stato distrutto dall’amministrazione nel 2007 perché comprometteva il decoro della metropolitana londinese.

Chi è Banksy?

Non ho il minimo interesse a rivelare la mia identità. Ci sono già abbastanza stronzi pieni di sé che cercano di schiaffarvi il loro brutto muso davanti

Banksy – A visual Protest- Chiostro del Bramante ROMA

 

BANKSY – A VISUAL PROTEST

8 settembre 2020 – 11 aprile 2021

Chiostro del Bramante – via della Pace  – Roma

INFORMAZIONI

Tel: + 39 06 68 80 90 35

Email: infomostra@chiostrodelbramante.it

www.chiostrodelbramante.it

ORARIO DI APERTURA

Da lunedì a giovedì 10.00 – 20.00

venerdì e sabato 10.00 – 22.00

domenica 10.00 – 21.00

(la biglietteria chiude un’ora prima)

Aperture straordinarie:
1 novembre, 8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio, 6 gennaio, 4 aprile, 5 aprile dalle 10 alle 21, 24 dicembre dalle 10 alle 17, 25 dicembre dalle 17 alle 22, 31 dicembre dalle 10 alle 18.30

Biglietti:

Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 15 € 13

Dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 19 € 15

Sabato e domenica, dalle 10alle 13 € 15

Sabato e domenica, dalle 13 alle 20 € 18

La  mostra  è organizzata da DART – Chiostro del Bramante in collaborazione con 24 ORE Cultura e ideata da Madeinart con il patrocinio di Regione Lazio Assessorato Crescita Culturale Roma Capitale

EMERGENZA SANITARIA

Informazioni dal sito ufficiale

[DPCM, 6 novembre 2020]

In ottemperanza all’ultimo DPCM la mostra BANKSY A VISUAL PROTEST è temporaneamente sospesa.

I biglietti acquistati per il periodo di chiusura non andranno perduti.

Il Chiostro del Bramante garantisce il riposizionamento dei biglietti acquistati a parità di fascia oraria in nuove date, a partire dal primo giorno di riapertura ufficiale da parte delle autorità.

Per ottenere nuovi ingressi è necessario inviare una mail a infomostra@chiostrodelbramante.it contenente una copia dei biglietti non utilizzabili, il documento del referente dell’acquisto e una proposta di nuova data e orario.

Per motivi di sicurezza non sarà possibile aver accesso alla mostra con un biglietto non utilizzato senza prima aver concordato un nuovo accesso con il Dipartimento educativo via mail.

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