Dpcm su coprifuoco alle 22 a Natale, il Codacons: “Si rischia crollo dei consumi legati al cenone”

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Il Codacons lancia l’allarme sui rischi legati alla possibilità di un coprifuoco alle ore 22 anche a Natale col nuovo dpcm e conferma lo studio condotto da Confcommercio sul calo della spesa complessiva degli italiani durante le festività. 


Negli ultimi giorni circola l’indiscrezione di un possibile dpcm che disponga un coprifuoco alle ore 22 durante le festività natalizie. Indiscrezione che, se venisse confermata, comporterebbe rischi per l’industria agroalimentare e ripercussioni sulla spesa degli italiani legate alle festività natalizie, come ad esempio quella per il Cenone di Natale.

Il Codacons è intervenuto e lancia l’allarme sui rischi che si ripercuoterebbero sul tessuto economico nazionale, in particolare quello del settore alimentare. Un coprifuoco alle 22 durante le festività, con restrizioni tra regioni e impossibilità di spostamento, impedirebbe eventi tradizionali come il classico cenone in famiglia, che ridurrebbe la spesa complessiva legata ai generi alimentari, che si aggiunge a quella sui regali di Natale, che potrebbe raggiungere quota ad un calo del 10% rispetto agli scorsi anni e ad una minore spesa complessiva per 500 milioni di euro.

Gravi possibili ripercussioni sul tessuto economico nazionale che vengono confermate dagli stessi commercianti, come spiega il presidente dell’associazione Carlo Rienzi: “I commercianti confermano in pieno le stime del Codacons circa gli effetti del Covid sul Natale. Quest’anno, tuttavia, non ci saranno solo meno regali sotto l’albero, ma per la prima sono a forte rischio anche i consumi legati alle festività, che potrebbero calare di oltre 500 milioni di euro rispetto al 2019”.

Il Codacons ha infine sottolineato che quest’anno solo l’11% delle tredicesime degli italiani sarà destinato ai consumi, mentre il 77% verrà utilizzato per coprire spese come mutui, bollette, affitti, rate, bollette e tasse.

 

L’allarme del Codacons conferma lo studio di Confcommercio 

L’allarme lanciato dal Codacons sui rischi per l’economia italiana derivanti da un possibile coprifuoco alle 22 durante le festività conferma lo studio condotto da Confcommercio che rileva un calo del 12% rispetto allo scorso anno per la spesa complessiva degli italiani per i regali di Natale. La spesa per i consumi legati alle festività natalizie è passata infatti dall’87% con 8,9 miliardi del 2019 a poco più del 74% con 7,3 miliardi di quest’anno. Nonostante il clima di incertezza e di paura per l’emergenza sanitaria ancora in corso si attesta però una voglia di reagire alla crisi da parte delle famiglie italiane, già dal mese di novembre durante il blackfriday.

Nel dettaglio, l’ufficio studi Confcommercio rileva che a fronte dei 110-115 miliardi di euro per le spese legate ai consumi a dicembre 2019, di cui 81 miliardi per le spese commercializzabili, come generi alimentari, abbigliamento, elettrodomestici, estetica e alberghi, quest’anno la spesa è scesa a 73 miliardi di euro correnti. Per quanto riguarda la spesa pro capite invece, chi non rinuncerà ai regali di Natale quest’anno spenderà a testa 164 euro, contro i 170 euro del 2019.

Si osservano infine, a fronte del calo della spesa pro capite e dei consumi da parte degli italiani, una tenuta del reddito e una crescita del risparmio, soprattutto negli ultimi 6 mesi, che potrebbero configurarsi come indici per incrementi di spesa futuri.

 

Studio Confcommercio regali di Natale: cala del 18% la spesa degli italiani
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