Brera, via libera al progetto di Bradburne per palazzo Citterio

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Parere positivo al progetto del direttore di Brera per l’allestimento delle collezioni moderne e la costruzione della nuova scala a Palazzo Citterio.


E’ finito il tempo dell’attesa per Palazzo Citterio, destinato a ospitare Brera Modern: i Comitati tecnico scientifici coinvolti dalla Direzione Generale Belle Arti e Paesaggio hanno infatti dato parere positivo al progetto di allestimento delle collezioni moderne e alla costruzione della nuova scala presentati dal direttore di Brera James Bradburne e dal suo team.

“Il 2021 inizia con una bella notizia – dice Bradburne all’ANSA – La lettera è arrivata nel tardo pomeriggio del 30 dicembre, come fosse il perfetto inizio dell’anno nuovo. Adesso possiamo portare a termine il progetto che Milano aspetta da quasi 50 anni”. L’idea è quella di poter aprire Palazzo Citterio al pubblico alla fine del 2022, cioè a mezzo secolo dalla sua acquisizione. Nell’agosto 2019 il Mibac aveva annunciato di aver approvato il progetto proposto da Bradburne per palazzo Citterio, ma cambiato il ministro, con il passaggio da Bonisoli a Franceschini, si è scoperto che non vi era traccia di quanto annunciato. Per il direttore di Brera il restauro del palazzo gestito dalla soprintendenza non aveva tenuto conto della funzione museale e aveva quindi proposto la sua idea di progetto per renderlo “museabile” che, tra cambi di ministri e covid, è arrivata oggi all’approvazione.

Quella della nuova destinazione del palazzo costruito nel 1764 è una lunga storia, iniziata con Franco Russoli nel 1972, quando venne acquistato dallo Stato per ampliare gli spazi a disposizione della Pinacoteca di Brera. Partiti i lavori di restauro, sembrava dovesse essere pronto per la consegna nel 2017. Nell’aprile 2018 il palazzo era stato aperto per tre giorni dalla soprintendenza, ma poi delle infiltrazioni solo pochi mesi dopo avevano portato al ritiro della consegna provvisoria, avvenuta nel maggio 2018. A marzo 2019, finalmente, la consegna. Una volta entrato nel palazzo, Bradburne aveva notato che a suo avviso il restauro era stato fatto senza pensare alla funzione museale. Per esempio il montacarichi troppo piccolo per spostare alcune tele di grandi dimensioni, entrata e ingresso non all’altezza del prestigio del museo, e soprattutto condizioni climatiche non idonee a ospitare quadri.

Ed ecco le controproposte del direttore: ingresso dal 14 di via Brera e non dal 12 e soprattutto una nuova scala. Secondo il restyling pensato dal direttore e il progetto di allestimento illustrati nel maggio 2019, il palazzo dovrebbe avere all’ingresso Fiumana di Giuseppe Pellizza, in dialogo con le opere di Giovanni Segantini e di Gaetano Previati. Al primo piano 23 dipinti della serie Le Fantasie di Mario Mafai eseguiti tra il 1940 e il 1944 e le collezioni Jesi, Vitali e Mattioli. Nel piano ammezzato i 152 dipinti provenienti dalla “Raccolta 8 x 10” di Cesare Zavattini, acquisiti da Brera nel 2008. A Palazzo Citterio dovrebbero infine trovare posto “I funerali dell’anarchico Pinelli” di Enrico Baj, di proprietà della Fondazione Marconi. Ora che c’è l’ok manca solo la data di inizio lavori, ma la speranza è quella di riuscire finalmente ad aprire entro il 2022.

Fonte: Ansa

 

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