Cosa vedere a Volterra, Citta toscana della Cultura nel 2022

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Dagli etruschi ai vampiri, con qualche tocco di contemporaneo. Volterra è un borgo ricco di storia, proteso verso il futuro e aperto all’immaginazione. Nel 2022 sarà Citta toscana della Cultura: vi diamo qualche spunto prima di partire.


Pace dicono al cuor le tue colline

con le nebbie sfumanti e il verde piano

ridente ne le pioggie mattutine.

Giosuè Carducci, Traversando la Maremma toscana

Lo sapeva bene Giosuè Carducci, figlio di una volterrana e cresciuto in Maremma: la bellezza del paesaggio maremmano mitiga qualsiasi dolore.
Anche quando il paesaggio non è più un susseguirsi confortante di colline dalle linee sinuose, ma si spacca in strapiombi spaventosi, le famose “balze” che caratterizzano il territorio tra la Val d’Era e la Val di Cecina. È al centro di questo scenario tanto pauroso quanto spettacolare che si erge la cittadina di Volterra, in provincia di Pisa. Un borgo noto non solo per le bellezze naturali, ma anche per il suo carico straordinario di storia e di arte, di tradizioni e cultura, che lo rendono uno dei più importanti centri della Toscana, a dispetto delle dimensioni modeste.

L’importanza storica di Volterra risale all’epoca etrusca, quando col nome di Velàthri diventò una delle più potenti città della confederazione etrusca. Il borgo custodisce molte tracce delle sue origini, a partire dalla cinta muraria con la Porta all’Arco del IV secolo fino all’Acropoli. Ma molti sono anche i resti delle epoche successive: alla dominazione romana risalgono il teatro, di età augustea, gli edifici termali e la grande cisterna d’acqua.

È nota per il suo aspetto medievale, che investe case, piazze, chiese e torri architettando l’illusione di tornare indietro nel tempo. Una sensazione che trova conferma nei ritmi lenti della vita che tuttora procede tra le stradine volterrane, nei mestieri antichi che continuano a praticarsi come se la modernità non potesse toccarli. Tra questi c’è la lavorazione dell’alabastro, fiore all’occhiello dell’artigianato toscano.

Se avete intenzione di visitare Volterra, il 2021 e il 2022 saranno gli anni migliori per farlo. La cittadina sarà protagonista di numerosi eventi grazie alla nomina a Città Toscana della Cultura 2022, titolo appena istituito dalla Regione dopo che il borgo aveva perso la competizione per diventare Capitale italiana della Cultura. Fino al 30 settembre 2021, con un biglietto unico di 7 € valido 7 giorni sarà possibile visitare Palazzo dei Priori, Pinacoteca Civica, Ecomuseo dell’Alabastro, Acropoli e Teatro Romano.

Ecco una guida per orientarsi tra le molte attrazioni di Volterra, scrigno d’arte e di storia.

Le antiche mura e le porte

Volterra è protetta da una doppia cinta di mura, una etrusca e una medievale. Le mura etrusche, ancora oggi in gran parte visibili, vennero erette nel IV secolo a.C. e si snodavano per circa 7 chilometri. Quattro delle antiche porte di Volterra sono sopravvissute: tra queste la più interessante è la Porta all’Arco, avvolta dal mistero per via delle tre teste che la adornano di cui non è ancora chiaro il significato. Secondo le ipotesi più attendibili potrebbero raprpesentare i numi protettori della città, non meglio identificati.

Il Teatro e l’Anfiteatro romano

Tutti conoscono il teatro romano di Volterra, con le scalinate a semicerchio e parte della scena perfettamente conservate. Fu scoperto da Enrico Fiumi negli anni ’50 del Novecento nell’area archeologica di Vallebuona, nei pressi delle mura medievali. Non tutti però conoscono l’anfiteatro romano di Volterra (no, non sono la stessa cosa!): un’arena del I secolo d.C. tornata alla luce nel 2015, praticamente intatta, dopo essere rimasta sepolta per due millenni. “La scoperta del secolo” (così alcuni esperti l’hanno subito definita) è avvenuta per caso, durante i lavori alla fognatura alle pendici del cimitero comunale. Il piccolo Colosseo, capace di contenere dalle ottomila alle diecimila persone, porta a riconsiderare il ruolo di Volterra in epoca romana, molto più importante di quanto si sia creduto finora. Qui gli scavi sono ancora in corso, e rivelano ogni giorno nuovi tesori: gallerie, canali, colonne, reperti archeologici.

Tra i volterrani è noto come “l’anfiteatro che non c’era” ed è questo anche il nome della pagina Facebook che quotidianamente aggiorna i follower sullo stato dei lavori e i nuovi ritrovamenti.

Il Palazzo dei Priori

Piazza dei Priori è tra le più belle piazze medievali italiane ed il è centro nevralgico di Volterra. È tuttora intatta, proprio come nel 1208, quando iniziò la costruzione del Palazzo dei Priori, sede del potere comunale fin dal Medioevo. La costruzione del Palazzo diede inizio al potere civile di Volterra, che era in contrapposizione con quello della chiesa: non a caso, il Palazzo venne costruito proprio accanto al Duomo e al Battistero, per ribadire il predominio del Comune nei confronti del potere religioso.

La Fortezza Medicea

Tra i luoghi-simbolo di Volterra c’è la Fortezza Medicea, che sorge nella parte alta del colle come una sentinella a guardia della città. Comprende la Rocca Antica, risalente alla prima metà del Trecento e la Rocca Nuova con la grande torre circolare, eretta da Lorenzo de’ Medici nel Quattrocento per controllare il territorio.

Oggi la Fortezza Medicea è un carcere di massima sicurezza, perciò non è visitabile. Il modo migliore per ammirare l’imponenza della Fortezza è dal Parco Fiumi, a due passi da Piazza dei Priori. Il Parco offre una bella visuale sulle storia prigione di Volterra.

I musei

Volterra può vantare 3000 anni di storia, segnati dall’avvicendarsi di diverse civiltà. Qui i musei non potevano quindi mancare: se volete scoprire qualcosa in più su cosa rende questo borgo tanto speciale, mettete in programma almeno una visita.

Gli appassionati di archeologia non possono non fare una tappa al Museo Etrusco di Volterra, o Museo Guarnacci, tra i più antichi musei d’Europa. La statuetta dell’Ombra della sera, sublime e misteriosa, potrebbe essere un motivo sufficiente per visitarlo. Ma il museo vanta anche la più grande collezione di urne etrusche d’Italia, tra cui la celebre Urna degli sposi.

Da non perdere l’Ecomuseo dell’Alabastro, che racconta la storia di questa preziosa pietra e della comunità che per secoli l’ha lavorata e commercializzata. Punto di riferimento per l’arte pittorica è invece la Pinacoteca, con sede nel quattrocentesco Palazzo Minucci-Solaini, che espone quadri e sculture di altissimo pregio tra cui la famosa Deposizione dalla Croce del Rosso Fiorentino.

Per i più temerari c’è il Museo della tortura, che ripercorre le efferatezze delle punizioni del passato attraverso armi e strumenti di tortura, ma anche stampe e dipinti, risalenti anche al XVI secolo.

Vampiri a Volterra

Se Volterra è ormai nota in tutto il mondo il merito non è degli etruschi, ma dei vampiri. La cittadina infatti è diventata meta del turismo internazionale grazie alla saga Twilight di Stephanie Meyer, diventata di culto soprattutto tra gli adolescenti.

L‘interesse verso l’ex capitale etrusca è salito alle stelle dopo l’uscita del terzo libro della saga, New Moon, che assegna a Volterra un ruolo cruciale nella storia: qui abiterebbero infatti i Volturi, il clan di vampiri più potente al mondo.

Non tutti i fan della saga sanno però che il film diretto da Chris Weitz non è stato girato a Volterra ma a Montepulciano, in provincia di Siena. Gli amanti di Twilight potranno comunque ripercorrere i passi di Edward e Bella con il tour organizzato dal Consorzio Turistico di Volterra, che ripercorre tutti i luoghi menzionati nel romanzo.

I luoghi del contemporaneo

Volterra non è solo uno scrigno di capolavori d’arte antica, ma anche contemporanea. Il merito è il lavoro di artisti nativi come Mauro Staccioli, che ha interpretato il paesaggio volterrano integrandolo con installazioni geometriche, essenziali, in grado di proiettarsi armoniosamente nello spazio circostante, avvicinando la sensibilità etrusca a quella moderna.

Le mie sculture sono idee, forme costruite, edificate secondo criteri edilizi, artigianali, stati critico-emozionali prodotti su di me da specifiche contestualità” ha dichiarato l’artista. “Prima di selezionare possibili idee ho bisogno di visitare, risiedere, vivere il luogo sino a percepirne interamente dimensioni, forme, fisicità.”

 

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