Nuova scoperta a Pompei: emerge dagli scavi un carro da parata intatto

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Gli scavi di Civita Giuliana a Pompei non smettono di stupire: emerge un carro da parata intatto, scampato per miracolo ai tombaroli. Franceschini: “Una nuova, importante scoperta di grande valore scientifico”.


Gli scavi di Civita Giuliana continuano a sorprendere. Dopo la scoperta di due corpi integri e perfettamente conservati, la grande villa suburbana a nord di Pompei restituisce adesso un reperto archeologico di inestimabile valore: un grande carro da parata intatto, completo dei suoi elementi in ferro, con bellissime decorazioni in bronzo e stagno, i resti mineralizzati delle parti in legno e persino le impronte delle corte e delle antiche decorazioni vegetali.

È una scoperta straordinaria per l’avanzamento della conoscenza del mondo antico” ha dichiarato Massimo Osanna, direttore del Parco archeologico di Pompei e responsabile scientifico dello scavo. “A Pompei sono stati ritrovati in passato veicoli per il trasporto, ma niente di simile al carro di Civita Giuliana.”

L’importanza del reperto archeologico appena tornato alla luce sta nella sua unicità: il tipo di carro in questione, anche se ampiamente noto nelle fonti antiche, non è mai emerso dal suolo italiano. A livello internazionale trova confronto solo con i carri traci rinvenuti una quindicina di anni fa nella Grecia settentrionale, che però non presentavano le straordinarie decorazioni che contraddistinguono il reperto pompeiano.

Si tratta probabilmente di un pilentum, un carro cerimoniale, non utilizzato cioè per gli spostamenti quotidiani o i trasporti agricoli ma per accompagnare parate e processioni nei momenti di festa della comunità. I medaglioni sul retro del carro, raffiguranti scene erotiche con satire e ninfe, fanno pensare che il carro venisse usato durante le cerimonie nuziali:  “Per condurre la sposa nel nuovo focolare domestico”, ipotizza Osanna.

Un pezzo di importanza straordinaria, emerso in circostanze altrettanto miracolose. Dal 7 gennaio, data del ritrovamento dei primi pezzi in ferro, sono state necessarie settimane di lavoro e il coinvolgimento di un intero gruppo di esperti: archeologi, architetti, ingegneri, restauratori, vulcanologi, operai specializzati, archeobotanici e antropologi, tutti hanno contribuito a liberare il fragile carro a quattro ruote dalle concrezioni di cenere che lo coprivano. Sopravvissuto ai crolli delle murature che lo circondavano, il carro è scampato anche al saccheggio dei tombaroli, che da anni in questa zona vanno a caccia di reperti archeologici da trafugare e vendere illegalmente. Lo dimostrano i due cunicoli, scavati ad oltre 5 metri di profondità, che hanno sfiorato il reperto senza, per fortuna, danneggiarlo.

Proprio per fermare gli scavi clandestini dei tombaroli era stata avviata nel 2017 la collaborazione tra il Parco archeologico di Pompei e la Procura di Torre Annunziata, che da allora hanno riportato alla luce e messo in sicurezza numerosi pezzi unici del nostro patrimonio archeologico. Tra questi anche i resti di tre cavalli, ritrovati nel 2018 in una stalla a pochi passi dal portico dove è stato recuperato il carro, che erano forse addetti alla guida del pilentum.

Saranno gli studi a chiarire la funzione del carro e forse l’identità suoi proprietari. Intanto, il ministro Franceschini commenta la scoperta con entusiasmo: “Quella che viene annunciata oggi è una scoperta di grande valore scientifico. Pompei dimostra che si possono attrarre turisti da tutto il mondo e contemporaneamente si può fare ricerca, formazione e studi. Un giovane direttore come Zuchtriegel valorizzerà questo impegno”.

 

 

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