Archeologia in Gran Bretagna: i siti più significativi sull’Isola

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Archeologia Gran Bretagna. Terme di Bath. Via Visit Britain.

Ville romane, templi, monoliti. Vari sono i siti di interesse archeologico presenti in Gran Bretagna. Vicini e lontani dai grandi centri metropolitani.

La Storia della Gran Bretagna ci racconta quanto l’isola sia ricca di archeologia. Dai siti neolitici come Stonehenge e Avebury alle strade romana, dai tesori sassoni ai luoghi di sepoltura vichinghi.

La storia dietro le scoperte in uno di questi siti, Sutton Hoo, è ben visibile nel film di Netflix The Dig – La nave sepolta, con Ralph Fiennes, Carey Mulligan e Lily James. È basato sull’omonimo romanzo di John Preston. Fiennes interpreta Basil Brown, l’archeologo dilettante che ha scoperto un’ampia collezione di manufatti anglosassoni. I quali hanno contribuito a plasmare la comprensione mondiale dell’Europa medievale.

Ogni anno, il Council for British Archaeology ospita l’annuale Festival of Archaeology. Si tratta di una raccolta di eventi progettati per ispirare le persone ad approfondire la storia del paese. Il festival ritorna per il suo trentesimo anno nel 2021. Musei, organizzazioni per il patrimonio e altre società per la tutela storica organizzeranno una serie di eventi.

Accanto a diversi siti archeologici nel cuore delle città, molti reperti sono stati portati alla luce nelle distese della campagna britannica.

Di seguito alcuni dei siti più significativi, consigliati per quando sarà possibile viaggiare nuovamente.

Le terme romane di Bath

Situate nel centro di Bath e risalenti ai primi decenni dell’occupazione romana della Gran Bretagna intorno al 60-70 d.C. Le terme romane di Bath offrono uno sguardo sulla vita in quel periodo. Sebbene non siano stati scoperti fino alla fine del XIX secolo, i resti del vasto tempio romano e dei bagni termali facevano parte di un piccolo insediamento, noto come Aquae Sulis.

Archeologia Gran Bretagna. Termie di Bath, vasca interna. Via Wikimedia Commons.

Termie di Bath, vasca interna. Via Wikimedia Commons.

Il Great Bath è alimentato da acqua termale calda.  Gli spogliatoi invece presentano una prima versione di un sistema di riscaldamento a pavimento chiamato ipocausto. Tecnologia, questa, altamente avanzata per l’epoca. Il sito offre agli appassionati di storia la possibilità di ammirare i numerosi reperti archeologici della regione. Tra cui si segnala il Beau Street Hoard, un set di oltre 17.000 monete romane ritrovate in città.

Si può iniziare a esplorare le terme di Bath direttamente da casa, grazie a tour online, video e un modello 3D delle terme e della Pump Room.

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Sutton Hoo/British Museum

I reperti ritrovati a Sutton Hoo rappresentano il ritrovamento archeologico più impressionante della Gran Bretagna. Nel sito di sepoltura reale anglosassone di Sutton Hoo è stata riportata alla luce un’abbondanza di tesori medievali.

Nel 1939, un archeologo dilettante scoprì un tumulo funerario con ciò che restava di una barca lunga 27 metri, completa di una camera centrale contenente i beni di un re anglosassone. La cui esatta identità rimane un mistero. Accanto a spade, vasi e argenteria del lontano impero bizantino, gli archeologi hanno scoperto un insolito elmo, di soli quattro del periodo sopravvissuti fino ad oggi. Si aggiungono fibbie d’oro, monete e altri manufatti.

Molti dei tesori sono ora in mostra al British Museum di Londra ma è ancora possibile esplorare la tenuta di Sutton Hoo di 255 acri, curata dal National Trust.

Archeologia Gran Bretagna. Elmo di Sutton Hoo. Via Wikimedia Commons.

Elmo di Sutton Hoo. Via Wikimedia Commons.

Sito archeologico di Greyfriars Leicester

Un tempo fiorente monastero medievale, il sito di Greyfriars ha anche un legame reale. Qui infatti, in seguito agli scavi sotto un parcheggio a Leicester nel 2012, fu ritrovata la tomba di Riccardo III. Ovvero, l’ultimo re inglese ucciso in battaglia, morto a Bosworth Field nel 1485.

Il convento, sviluppato sorto all’inizio del XIII secolo, è ora un monumento protetto. Vi si è unito un centro visitatori per poter comprendere meglio lo scavo.

Vindolanda

Pronto a raccontare la storia della frontiera romana lungo il Vallo di Adriano, Vindolanda è sempre stata una base di guarnigione in Gran Bretagna molto vitale per tutto il tempo del suo utilizzo. Scavi regolari portano alla luce nuovi reperti anno dopo anno, contribuendo a ricostruire la storia della regione.

Visibili molti di questi reperti, esposti nel museo del sito archeologico. Situato nella suggestiva campagna del Northumberland e con i resti di terme, edifici di baracche e un tempio religioso, si ritiene che Vindolanda sia stata demolita e ricostruita nove volte.

Le reliquie scoperte nel sito includono una serie di tavolette da scrittura in legno, considerate i più antichi esempi di testi scritti a mano in Gran Bretagna. Vi si contano anche una serie di monete, ceramiche e armi.

Archeologia Gran Bretagna. Tempio nei pressi di Vindolanda. Via Wikimedia Commons.

Tempio nei pressi di Vindolanda. Via Wikimedia Commons.

La villa Romana di Bignor

Situato al centro del South Downs National Park, i resti della Villa Romana di Bignor aiutano a viaggiare con l’immaginazione.

Scoperti nel 1811 quando un aratro colpì per caso il pavimento della villa, i mosaici della villa rurale sopravvivono ancora oggi, mettendo in mostra l’artigianato dell’epoca. Risalenti al II secolo circa, gli scavi hanno portato alla luce gioielli, ceramiche e una sepoltura di bambini.

Stane Street Roman Road, un percorso che collega Londra a Chichester, si trova a breve distanza a sud-est. È uno dei tanti percorsi escursionistici a tema archeologici da seguire.

Il Mithraeum di Londra

Un tempo sede del tempio romano dedicato al dio Mitra, il London Mithraeum si trova nel cuore della città. È parte del quartier generale europeo di Bloomberg, vicino alla Cattedrale di St Paul.

Gli scavi archeologici, durante la costruzione dell’edificio nel 2012 hanno svelato una collezione di incredibili manufatti. Molti dei quali sono esposti nel London Mithraeum Bloomberg SPACE, museo e ricostruzione del tempio che si trova a soli 100 metri dal suo sito originale.

Questo spazio approfondisce la storia della Londra romana, in un periodo in cui la capitale era significativamente diversa da come è oggi.

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Il castello di Portchester

Affacciato sul porto di Portsmouth, il castello di Portchester ha fornito una straordinaria posizione difensiva sulla costa meridionale dell’Inghilterra sin dal III secolo.

Inizialmente era un forte romano utilizzato per respingere gli invasori sassoni. L’edificio difensivo si è poi sviluppato nel corso dei secoli in un castello. Poi è diventato una vasta residenza reale. È considerato una delle fortezze romane meglio conservate del nord Europa.

Archeologia Gran Bretagna. Castello di Portchester al tramonto. Via Wikimedia Commons.

Castello di Portchester al tramonto. Via Wikimedia Commons.

Il sito archeologico di Jorvik

Gli scavi negli anni ’70 a Coppergate a York hanno portato alla luce una vasta gamma di manufatti vichinghi risalenti a circa 1.000 anni prima. Il sito è ora sede del Jorvik Viking Centre.

Circa 40.000 oggetti sono stati portati alla luce durante gli scavi. Incluse scarpe e scudi, monete e ceramiche, tutte conservate dallo York Archaeological Trust. L’esperienza del centro approfondisce lo scavo stesso e presenta ricostruzioni di case, laboratori e strade della città vichinga di Jorvik, come era tanti secoli fa.

Skara Brae

Un altro monumento preistorico è il villaggio neolitico di Skara Brae, nelle isole Orcadi. Scoperto per la prima volta dalle tempeste nel 1850. Nel corso degli anni i venti e le alte maree hanno lentamente rivelato una serie di abitazioni in pietra e passaggi coperti.

Il sito è ben conservato. Fa parte del patrimonio mondiale delle Orcadi e negli anni ’70 la datazione al radiocarbonio ha scoperto che fu abitato probabilmente per un periodo di circa 600 anni. Tra il 3200 a.C. e il 2200 a.C.

Una replica di una delle case tipiche descrive in dettaglio come poteva essere la vita delle persone in quel momento. Mentre i paesaggi e la fauna delle isole offrono un suggestivo contorno.

Archeologia Gran Bretagna. Skara Brae. Via Wikimedia Commons.

Skara Brae. Via Wikimedia Commons.

Callanish

Risalenti a 5.000 anni fa, le Callanish Stones sono precedenti a Stonehenge. Hanno una grande importanza rituale e astronomica. Si trovano sull’isola di Lewis nelle Ebridi Esterne. Il sito è costituito da tredici pietre disposte ad anello, con un monolite vicino al centro.

Il tutto è contornato da cinque diverse linee di pietre erette, collegate al centro, quasi fossero la navata di una chiesa. Vicino, il Centro visitatori di Calanais, gratuito, approfondisce i misteri legati a questo sito neolitico.

Per alcuni si tratta di una tomba con camera sepolcrale di grande importanza rituale o religiosa. Invece altri hanno teorizzato che il sito potrebbe avere collegamenti con le fasi lunari.

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Petre Ifan

Sede del più grande dolmen neolitico del Galles, Petre Ifan dà forma a una tomba di pietra. Si trova nel Pembrokeshire settentrionale e risale al 3500 a.C. circa.

La struttura in pietra comprende un’enorme chiave di volta che poggia su altri tre blocchi a circa 2,5 metri dal pavimento. Fa parte di un sito che potrebbe aver formato una vasta sepoltura comune. Tuttavia, gli scavi archeologici hanno portato alla luce alcuni manufatti provenienti dal sito, facendo sorgere diverse teorie su come apparisse originariamente.

Gestito da Cadw, la Welsh Historic Monuments Agency, Petre Ifan è un sito intriso di mistero e situato all’ombra delle Preseli Hills. Ovvero, la regione che ha fornito le pietre blu trovate a Stonehenge.

Sito archeologico di Bryn Celli Ddu

Situato nel verde dell’isola di Anglesey, il punto di riferimento neolitico di Bryn Celli Ddu presenta un henge e una tomba a camera centrale sotto un grande tumulo.

Archeologia Gran Bretagna. Tumulo di Bryn Celli Du. Via Wikimedia Commons.

Tumulo di Bryn Celli Du. Via Wikimedia Commons.

Un sentiero indica uno spazio ottagonale dove sono state scoperte ossa umane, punte di freccia e incisioni. Avvolto nel mistero, il sito ha una grande importanza durante il solstizio d’estate. Questo poiché il sole nascente splende lungo il passaggio d’entrata nel giorno più lungo dell’anno, illuminando la camera sepolcrale all’interno.

L’isola di Anglesey è anche conosciuta per le sue spiagge e gli habitat naturali, che offrono abbondanza di spazi all’aperto da esplorare.

Fonte: Visit Britain

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