Federturismo: fondamentale rilancio trasporto aereo nazionale

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Federturismo difende Alitalia e il traffico aereo nazionale.

E sulle compagnie estere: «Gravissimo che si sia permesso e favorito in passato un ruolo di player principale a compagnie come Ryanair».

AIDIT, Associazione italiana distribuzione turistica, aderente a Federturismo Confindustria, esprime apprezzamento per la decisione del Governo Draghi di considerare il rilancio di tutto il sistema del trasporto aereo italiano un prerequisito per la ripartenza del turismo. In tale ottica, afferma tramite il proprio Ufficio stampa in data 5 marzo, è evidente che giochi un ruolo strategico il compito e la dimensione che si vorrà dare ad Alitalia.

Negli altri Paesi

«È noto lo stanziamento di ingenti risorse da parte di alcuni governi per sostenere le rispettive compagnie di riferimento. 10,4 miliardi di euro da parte dei governi di Francia e Olanda a favore della compagnia Air France – KLM. 9 miliardi da parte del governo tedesco a favore di Lufthansa. A livello internazionale è emblematica la funzione strategica affidata ad esempio dai Paesi del Golfo, dalla Turchia o dalla stessa Cina alle rispettive compagnie di bandiera e ai rispettivi hub aeroportuali. Allo scopo di posizionare loro stessi al centro dei traffici internazionali e intercontinentali ottenendone benefici in termini geopolitici, turistici, business e culturali».

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In Italia

«L’Italia non può permettersi di restare a guardare, nell’illusione che le compagnie aeree straniere possano davvero occuparsi di aspetti così rilevanti per gli interessi nazionali. Bene ha fatto quindi il Governo italiano ad intervenire con politiche di sostegno per gli operatori del trasporto aereo nazionale.
Il settore del turismo nel suo complesso e del turismo organizzato in particolare, infatti, potrà tornare a lavorare e a crescere solo con la ripartenza del trasporto aereo, dopo il crollo dei passeggeri registrato negli aeroporti nazionali nel 2020 pari al 73% rispetto all’anno precedente.
Non basterà il completamento del piano vaccinale. Perché il recupero dei volumi, ma soprattutto la dimensione qualitativa che si vorrà dare ai flussi in entrata ed uscita dal nostro paese, dipenderanno dal sistema di mobilità nazionale e internazionale di cui ci doteremo».

Federturismo contro gli operatori stranieri

«La funzione strategica per gli interessi nazionali di un sistema solido ed efficiente di collegamenti aerei non può perciò essere appaltata ad operatori stranieri. Che attuano ripetutamente comportamenti provocatori, deontologicamente e funzionalmente inopportuni. Unicamente orientati a perseguire obiettivi egoistici di brevissimo respiro.
Pur senza addentrarci nella dibattuta questione sui regimi fiscali e contributivi applicabili alle compagnie non italiane, rileviamo un esempio emblematico. Ovvero le notevoli difficoltà causate dalle differenti e spesso illegittime policy adottate dalle diverse compagnie in materia di gestione della cancellazione dei voli e dei relativi rimborsi dei biglietti».

Durante l’emergenza da Covid

«Nel corso di questo terribile anno di emergenza Covid, molte compagnie aeree straniere soprattutto low cost hanno sostenuto di non essere assoggettate alle leggi italiane E hanno ricercato le soluzioni più fantasiose per evitare di rimborsare i biglietti. Conseguendo ovvi ed illegittimi vantaggi economici a scapito dei viaggiatori italiani.
Nel panorama variegato che le agenzie di viaggi hanno dovuto fronteggiare (assenza di risposte da parte dei vettori, rimborsi in valute straniere, etc.) va segnalato il comportamento di Ryanair. Che stigmatizza gli acquisti di biglietteria aerea presso le agenzie di viaggi invitando gli stessi passeggeri ad acquistarli direttamente sul loro sito».

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Federturismo contro Rayanair

«In aggiunta, ora Ryanair paventa difficoltà nell’ottenere i rimborsi dei biglietti non utilizzati. Sostenendo il pericolo che l’agenzia si trattenga illecitamente le somme dovute ai passeggeri e richiedendo pertanto un contatto diretto vettore – passeggero. Questo anche in presenza di biglietto acquistato tramite intermediario.
Questa pratica, profondamente scorretta, sta creando confusione e danni notevoli alle nostre imprese. Ad esempio nei viaggi d’affari, in cui il soggetto acquirente non coincide con il viaggiatore».

Conclusioni

«L’Italia e la sua distribuzione turistica non hanno bisogno di questo tipo di operatori. Soprattutto non possono più permetterseli se vogliamo giocare ancora un ruolo di primo piano nello scenario futuro del turismo internazionale di qualità. Dove l’attenzione al valore aggiunto prevale sulla logica dei soli volumi».

Fonte: AIDT- Federturismo Confindustria.

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