Agrigento, il sarcofago di Ippolito e Fedra torna al suo posto

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Sarcofago antico Fonte: Distretto turistico regionale Valle dei Templi Foto: Kalò Cassaro

Dopo 55 anni di attesa, Ippolito e Fedra e altri tre capolavori di origine greca e romana tornano nella Cattedrale di San Gerlando.


In piena pandemia, Agrigento ha trovato la forza e il coraggio di recuperare un progetto culturale che mette insieme mito, storia e attualità. Nel centro storico di Girgenti, nel cuore del Distretto Turistico della Valle dei Templi, l’Arcidiocesi è infatti riuscita a riportare alla sede originaria quattro capolavori di epoca greca e romana, a più di mezzo secolo dalla frana del ’66.

I preziosi tesori hanno ripreso il loro posto nella Cattedrale del XII secolo di San Gerlando. Un messaggio di resistenza che ci insegna ancora ad avere speranza, perché dopo un’esperienza drammatica, tutto può tornare bello come un tempo.

La storia della Cattedrale

L’edificio sacro era stato costruito da Gerlando di Besançon, nominato vescovo dal gran conte Ruggero I d’Altavilla nel 1088. Erano gli anni della riconquista di Agrigento dall’occupazione araba. Nel Settecento, quando i viaggiatori del Grand Tour dopo aver visitato la Valle dei Templi salivano al colle di Girgenti, scoprivano il patrimonio custodito nella Cattedrale di San Gerlando e ne rimanevano ammaliati. Sculture, bassorilievi, affreschi, intarsi riempivano i loro occhi. Tra questi, spiccano le parole di Johann Wolfgang von Goethe: 

Credo di non aver mai veduto cosa più stupenda in fatto di bassorilievi, né più perfettamente conservata.

Goethe era rimasto, infatti, profondamente colpito dalla scultura dei sarcofagi. In particolare, ammirò il sarcofago di Ippolito e Fedra, testimonianza di quel primo nucleo collezionistico che costituiva il primo Museo dei Tesori della Cattedrale.

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Il Mito di Ippolito e Fedra

Il sarcofago dedicato al mito di Ippolito e Fedra racconta storia struggente e tragica d’amore non corrisposto. Fedra, sposa del re Teseo, s’innamorò follemente di Ippolito, figlio di un precedente matrimonio del marito. Ippolito, orgogliosamente vergine e dedito alla caccia e al culto di Artemide, la respinse. Lei, umiliata, si uccise. Quando Teseo scoprì il cadavere e un biglietto in cui la moglie accusava Ippolito, lanciò un anatema mortale nei confronti del figlio. L’innocente Ippolito fuggì allora su un carro con i suoi compagni, ma un toro mostruoso uscì dal mare e fece imbizzarrire i cavalli, così il carro si ribaltò e il giovane morì.

Un altro sarcofago, di epoca romana (III sec. d.C.) è detto delle “donne coronarie”. Infatti, oltre al defunto e due figure alate, vi sono rappresentate due donne impegnate nell’intreccio di corone d’alloro.

Due sarcofagi di età greca (V sec. a.C.) sono più semplici. Uno è in marmo bianco monolitico; l’altro, che si distingue per il coperchio, presenta tracce di decori geometrici policromi sui bordi e a palmette sugli acroteri centrali.

Particolare di sarcofago antico, , foto di Kalò Cassaro. Fonte: Distretto turistico regionale Valle dei Templi

Il progetto “Arkeo&Fede dalla Valle al Colle”

Con l’evento franoso del ’66, il sarcofago di Ippolito e Fedra era stato trasferito nella Chiesa di San Nicola, gli altri tre nel Museo Archeologico Regionale. Con il progetto “Arkeo&Fede dalla Valle al Colle” i sarcofagi sono tornati infine nella Cattedrale di San Gerlando. In questo modo, si sono unificati gli attrattori culturali del Grand Tour, con i percorsi dalla Valle dei Templi al Colle di Girgenti, centro storico di Agrigento.

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L’iniziativa è stata realizzata con il sostegno del Comitato di Agrigento 2020 per i 2600 anni di storia della città e del Distretto Turistico Valle dei Templi per le celebrazioni dell’anniversario della sua fondazione.

Lo spazio espositivo è stato allestito con supporti multimediali che ne agevolano la fruizione. Chi volesse ammirare questi tesori potrà farlo prenotando la visita con l’associazione Ecclesia Viva.

L’Arcidiocesi di Agrigento e l’Associazione Ecclesia Viva, con l’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana, hanno sostenuto questo progetto per mettere in rete le testimonianze provenienti dalla Valle con le testimonianze architettoniche e artistiche della città medievale.

Fonte: Distretto Turistico della Valle dei Templi

Per informazioni: https://www.museodiocesanoag.it 

 

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