La Madonna in Trono con Bambino di Dante torna a Ravenna

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Maestro di Forlì, Trittico con storie della Vergine e Santi, 1290-1300, tempera su tavola, 38x27/39x14.5/39x14.5 cm, Forlì, Musei San Domenico, Pinacoteca Civica

Torna a Ravenna dopo circa 160 anni la “Madonna in Trono con Bambino”. Ecco il resoconto della conferenza stampa per la presentazione dell’opera, in prestito dal Museo del Louvre per la mostra Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio.

Dopo i prestiti giotteschi dalle Gallerie degli Uffizi e dopo l’accordo siglato fra Ravenna e Firenze, un’altra significativa opera arriverà a Ravenna, direttamente dal Museo del Louvre di Parigi. Si tratta della Madonna in Trono con Bambino. L’occasione è la mostra Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio.

Oggi, 24 marzo, si è svolta la conferenza stampa per la presentazione della scultura, Madonna in Trono con Bambino, alla presenza di varie personalità.

Sono stati presenti il Sindaco di Ravenna Michele de Pascale, il curatore della mostra, e direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, Massimo Medica, la Vice Ministra agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale Marina Sereni, l’Assessora alla cultura del Comune di Ravenna Elsa Signorino, l’arcivescovo della Diocesi di Ravenna e Cervia Mons. Lorenzo Ghizzoni, l’ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset. Presente inoltre il Parlamentare Europeo Sandro Gozi.

Il quale, in merito all’iniziativa, ha parlato di «momento importante non solo per la Città di Ravenna e per la Romagna, ma per l’Italia, la Francia e soprattutto per l’Europa».

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Madonna in Trono con Bambino: la storia

Si tratta della scultura che in origine proteggeva il sarcofago del Sommo Poeta. Per le celebrazioni dantesche nel settecentesimo anno della sua morte, la statua torna a Ravenna dopo circa 160 anni, in occasione della mostra Le Arti al tempo dell’esilio.

Dopo la morte, avvenuta tra il 13 e il 14 settembre del 1321, a seguito dell’ultima impresa diplomatica svolta per conto del da Polenta di Ravenna a Venezia, Dante venne sepolto in una piccola cappella addossata al muro del convento di San Francesco a Ravenna. Che anticamente era conosciuta come “La Cappella della Madonna” per via della presenza di una antica immagine mariana. La quale è stata identificata dallo studioso Corrado Ricci con quella oggi conservata al Museo del Louvre, proveniente infatti da Ravenna.

A seguito di diverse trasformazioni del sepolcro di Dante e della ricostruzione da parte dell’architetto Camillo Morigia, la Madonna fu del tutto rimossa. Si persero così le sue tracce. Fino a quando, verso il 1860, fu acquistata a Ravenna da un collezionista francese, il barone Jean-Charles Daviller (Roma, 1823-Parigi, 1883). Il quale, nel 1884, la donò al museo del Louvre.

Maestro veneziano-ravennate (fine XIII sec.) Madonna in Trono con Bambino Altorilievo, marmo, cm. 93. 5 x cm. 51. 5 x cm. 1. 95 Parigi, Museo del Louvre. Foto via COmune di Ravenna.

Maestro veneziano-ravennate (fine XIII sec.), Madonna in Trono con Bambino. Altorilievo, marmo, cm. 93. 5 x cm. 51. 5 x cm. 1. 95. Parigi, Museo del Louvre.

Madonna in Trono con Bambino: le ricerche di Corrado Ricci

Si tratta di un indiscusso capolavoro realizzato in marmo, databile tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento, documentando la sua pertinenza alla tradizione bizantina. Che è stata rivisitata, tuttavia, secondo una sensibilità già tutta occidentale e gotica.

Ancora oggi nel museo Dante di Ravenna si trova un calco in gesso dell’opera, donato alla città nel 1921 dal governo francese. L’occasione furono le solenni celebrazioni del VI Centenario della morte dell’esule fiorentino. L’altorilievo rappresenta la Vergine assisa in trono elegantemente drappeggiata all’antica. Il Bambino, benedicente con la mano destra e raffigurato come autorevole Maestro, tiene il Rotolo delle Sacre Scritture con la sinistra.

Questo altorilievo in marmo, secondo l’ipotesi di Corrado Ricci, fu reimpiegata nella primitiva sepoltura di Dante a fianco della basilica di San Francesco a Ravenna. Nella spoglia cappella, detta della Madonna, collegata da un doppio portichetto all’oratorio di Braccioforte, un’immagine mariana era scolpita sopra il modesto sarcofago di Dante.

Secondo Monsignor Ghizzoni, l’iconografia rimanda a «una delle immagini a cui Dante si è ispirato nella composizione della Divina Commedia. Per esempio nel Canto XXXIII del Paradiso, forse avendo visto il mosaico della Madonna con bambino nella Basilica di S. Apollinare nuovo».

Il ritrovamento della Madonna in Trono con Bambino

L’oratorio funebre di Dante, dopo diverse trasformazioni subite nei secoli, fra gli anni 1780 -’81 fu ricostruito dall’architetto ravennate Camillo Morigia. Il quale rimosse dal luogo la Madonna originale, facendola collocare nel nuovo edificio delle Scuole Pubbliche.

In seguito si persero le tracce di questa scultura che, verso il 1860, fu acquistata a Ravenna da un collezionista e scrittore d’arte francese, il barone Jean-Charles Daviller (Roma, 1823-Parigi, 1883). Nel 1884 questi donò il notevole pezzo, con buona parte della propria collezione di opere d’arte, al museo parigino del Louvre.

Corrado Ricci riconobbe nella Madonna del Louvre la scultura originale tolta al sepolcro dantesco. Così l’opera conservata a Parigi, nonostante la mancanza di documenti, potrebbe essere la Madonna in Trono con Bambino identificata dallo studioso ravennate.

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La portata storica del ritorno dell’opera a Ravenna

«Il ritorno in città di quest’opera non è solo un grande onore che diventa un simbolo di temporanea restituzione al patrimonio cittadino. Ma è anche il risultato del lavoro di relazioni che in questi ultimi anni si sono intensificate fra il Comune di Ravenna, il Museo d’Arte della città e le principali istituzioni culturali europee», ha dichiarato Elsa Signorino, Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna.

Dello stesso avviso il sindaco Michele de Pascale, per cui Dante ci offe tutt’oggi «un ampio mosaico. Costituito dall’eredità intellettuale del Sommo Poeta, ma anche dall’apporto scientifico delle ricerche di dantisti, letterati e studiosi». Una ricchezza, questa, che contribuisce a «solide politiche culturali e di aggregazione per tutelare il bene comune».

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«Un esempio di cooperazione internazionale»

Il valore della collaborazione, soprattutto in chiave internazionale, è al centro delle dichiarazioni di Marina Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

«La presentazione della scultura della Madonna in Trono con Bambino oggi qui a Ravenna rappresenta un felice esempio di collaborazione sul piano culturale tra Italia e Francia. Una collaborazione internazionale, quindi, a dimostrazione di quanto la fama del Sommo Poeta vada ben oltre i confini italiani».

Conclude poi: «La Farnesina ha dunque voluto dare a questo anniversario la centralità che merita, promuovendo oltre 500 iniziative ‘Dante 700 nel mondo’. Queste scandiranno tutto il 2021 e vedranno all’opera la nostra rete diplomatico-consolare e culturale».

Entusiasmo a tal proposito anche da parte dell’Ambasciatore di Francia Christian Masset«Salutiamo con viva soddisfazione questo prestigioso prestito da parte del Museo del Louvre di Parigi per una mostra che attraverso quest’opera magnifica rende onore alla profonda amicizia tra Italia e Francia nel nome del sommo poeta italiano, amato e celebrato anche in Francia».

Dante. Gli occhi e la mente. Le Arti al tempo dell’esilio

La mostra è a cura di Massimo Medica. Sarà in programma presso la Chiesa di San Romualdo di Ravenna dal 24 aprile al 4 luglio 2021. È visitabile dalle 10 alle 19 tutta settimana, escluso il lunedì in quanto giorno di chiusura.

La mostra è promossa dal Comune di Ravenna, Assessorato alla cultura e organizzata dal MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna.  Si ricorda il prezioso contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Camera di Commercio di Ravenna, della Regione Emilia- Romagna.

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