Mantova, il Rinascimento Culturale delle Pescherie di Giulio Romano

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Portici su fiume. Fonte: Fondazione delle Pescherie di Giulio Romano

A Mantova un gruppo di imprenditori ha deciso di investire sulla cultura e sul restauro del monumento del Cinquecento.


Le Pescherie di Levante di Giulio Romano a Mantova, l’unico edificio a conservare ancora nella facciata le tecniche originali del grande architetto rinascimentale, da tempo non era più accessibile ai visitatori e versava in stato di abbandono e in pessime condizioni di conservazione.

Dal 2016 la Fondazione delle Pescherie di Giulio Romano, nata con questo proposito, si impegna per trovare i fondi e le energie necessari a restaurare e restituire agli abitanti e ai visitatori di Mantova il prezioso monumento e l’accesso alla riva del rio e al portico delle Beccherie. L’edificio costituisce infatti anche un centro nevralgico fondamentale per la città, dove un tempo si incrociavano le vite di mercanti, cittadini e forestieri. Oggi, cinque secoli dopo la costruzione delle Pescherie, si vuole mettere in contatto il passato – quello di Mantova, legato alla figura dell’architetto Giulio Romano – e il presente vissuto e pieno di potenziale, reso possibile grazie al restauro delle Pescherie.

Rinascimento Culturale

Al restauro delle Pescherie di Levante sta contribuendo in maniera fondamentale un gruppo di imprenditori visionari del mantovano. Questi sono convinti che la cultura possa essere produttiva, e che fare sistema tra le piccole e medie imprese possa rendere il patrimonio culturale e monumentale in Italia una rete di luoghi che creano valore e lavoro. Nonostante il periodo storico complesso in cui stiamo vivendo, questo gruppo di ha deciso di investire nella cultura. L’idea è di credere in un Rinascimento che, attraverso il recupero e la valorizzazione dell’arte, sia motore di sviluppo: un’economia della cultura destinata a crescere.

Tra gli imprenditori:

  • Guido Rovesta, Amministratore Delegato di Finservice S.p.a., società di consulenza indipendente specializzata in finanza agevolata e ottenimento di contributi a fondo perduto;
  • i fratelli Roberto e Katja Acquaroli di Sapiens S.p.a., agenzia per il lavoro autorizzata dal Ministero del Lavoro a svolgere attività di intermediazione tra domanda e offerta, ma attenta anche ad offrire formazione e a valorizzare i profili dei lavoratori;
  • Angela Picozzi di Castor, azienda leader nel settore della prototipia (trasformazione dei capi di tutti i grandi stilisti da schizzo ad abito compiuto), che dal 2008 promuove la linea Mantù, 100% mantovana.
  • Abaco S.p.a., società specializzata in soluzioni software per la gestione e il controllo delle risorse territoriali.

Brevi cenni storici sulle Pescherie di Giulio Romano

Le Pescherie di Giulio Romano sono, per Mantova, l’incarnazione di un incontro fondamentale tra la cittadinanza e il Rio. Il canale cittadino è stato vissuto per secoli come una vera e propria strada d’acqua, protagonista dello sviluppo economico della città. Proprio sul Rio, nei primi decenni del 1500, Federico II Gonzaga decide di far costruire il ponte delle Pescherie. L’opera viene commissionata a Giulio Romano, allievo di Raffaello, che in città ha già ottenuto incarichi importanti come la realizzazione di Palazzo Te.

Giulio Romano lavora al progetto dal 1536 al 1546, realizzando una doppia struttura a portici al cui piano terra si svolge la vendita del pesce. In prossimità trovano spazio anche le Beccherie, il macello pubblico. Insieme alle Pescherie diventano la risposta a due fondamentali esigenze alimentari dei cittadini mantovani: il pesce e la carne. Si realizza così, su un piccolo ponte abitato tuttora, un grande mercato pubblico. Potendo infatti usufruire di un corso d’acqua sia per i trasporti che per l’allontanamento di tutti gli scarti, il mercato delle Pescherie diventa uno dei più puliti della sua epoca. Inoltre, è un’opera d’arte dove, ogni giorno, va in scena la vita cittadina.

Affresco Mantova Palazzo Te © Foto Pontiroli Palazzo Te, una serie di video raccontano il mito di Venere

Il restauro

Per lungo tempo le Pescherie hanno versato in pessime condizioni di conservazione. I cittadini non hanno avuto per oltre 60 anni la possibilità di accedere direttamente al Rio. Il monumento, oltre che un bene culturale di grandissimo valore, è anche un punto strategico di accesso pedonale al centro storico e uno snodo cruciale dei percorsi turistici cittadini. Ha dunque bisogno di un significativo intervento di restauro.

Per realizzarlo, è nata appunto la Fondazione delle Pescherie di Giulio Romano. Questa è costituita dall’Associazione Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani e da un gruppo di privati cittadini per scongiurare il rischio di vendita ai privati dell’edificio. La Fondazione ha ottenuto la concessione dell’edificio per 30 anni, con l’obiettivo di recuperare il bene per utilizzarlo a fini pubblici. Lo scopo è trasformare le Pescherie in un luogo di dialogo tra le culture e di scoperta del patrimonio storico e artistico del territorio di Mantova e Sabbioneta. La Fondazione è formata da un gruppo di volontari che prestano la propria opera gratuitamente. Ciò permette di portare avanti iniziative e progetti che includono l’impiego di professionisti di vari settori. In questo modo, contribuiscono al circolo virtuoso dell’economia della cultura che sta alla base del Rinascimento Culturale delle Pescherie.

Le due fasi dell’intervento

I primi interventi di restauro – realizzati grazie al sostegno di istituzioni ed enti del territorio come Regione Lombardia, Fondazione BAM (Banca Agricola Mantovana), Fondazione Comunità Mantovana, Fondazione Cariplo e Fondazione Banca del Monte di Lombardia che hanno appoggiato il progetto fin dalle origini – hanno riguardato le Pescherie di Levante, l’accesso alla Riva del Rio e al portico delle Beccherie sottostanti, che da tempo erano inagibili. Sono stati realizzati una scala e un ascensore per collegare il piano della strada alla sponda del Rio e alla sala d’attico sopra alla Loggia. Qui saranno organizzati eventi, esposizioni temporanee e attività.

Infatti, la seconda fase riguarderà il restauro dell’edificio che comprende la Loggia e la sala soprastante. L’obiettivo è di renderlo un punto di incontro tra i cittadini e il territorio. Proprio per questo, nel piano di recupero è prevista l’apertura di una caffetteria sul piano strada. Lo spazio è un’occasione di socialità e integrazione dei visitatori con il monumento, con il Rio, con la città e tra gli abitanti.

Questo progetto di recupero a tutto tondo è guidato da valori precisi. Innanzitutto, la collaborazione tra privato e pubblico, il rispetto del patrimonio artistico e la volontà di investire nella cultura come canale di sviluppo e di arricchimento collettivo.

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Il racconto moderno di una storia antica

Grazie al restauro che le sta riguardando, le Pescherie di Giulio Romano torneranno a essere un luogo vivo e vissuto. Sebbene i lavori non siano ancora terminati, le Pescherie hanno già intrapreso una rinascita digitale. La collaborazione con Holden Studios, l’anima della Scuola Holden dedicata allo storytelling di progetti di valore, sta curando la produzione dei contenuti per le pagine Instagram e Facebook.

Fonte: Fondazione delle Pescherie di Giulio Romano

 

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