Rinasce la Cappella della Sindone, concluso il restauro dell’altare di Antonio Bertola

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Concluso il restauro dell’altare di Antonio Bertola nella Cappella della Sindone, capolavoro barocco voluto dai Savoia nel XVII secolo. Nel 1997 un incendio l’aveva devastata. Oggi torna a far parte del percorso dei Musei Reali.


L’oro che adorna l’altare di Antonio Bertola a Torino sembra risplendere ancora più forte, nel buio dei tempi che stiamo attraversando. Sono occorsi 24 anni per restituire al pubblico nella sua interezza la Cappella della Sacra Sindone, capolavoro dell’architettura barocca progettato da Guarino Guarini. Nell’aprile del 1997 un incendio l’aveva devastata, tanto da sembrare irrecuperabile. Invece la Cappella, come una fenice, è tornata a rinascere dalle sue ceneri, grazie ai lavori di restauro finanziati dal Ministero della Cultura, dalla Compagnia di San Paolo e dalla raccolta fondi 1997 della Fondazione La Stampa-Specchio dei Tempi.

Già nel settembre del 2018 la Cappella di Guarini, ora inclusa nel percorso di visita dei Musei Reali, era stata riaperta al pubblico. L’altare del Bertola era l’ultimo tassello che ancora mancava per tornare ad ammirare l’opera in tutto il suo originario splendore. Le disposizioni anti-Covid sulla chiusura dei musei e dei luoghi della cultura non consentono ancora l’accesso ai visitatori, ma fino al 7 aprile in via straordinaria sarà possibile vedere il monumento attraverso la vetrata della Cappella che si affaccia sul Duomo.

L’altare di Antonio Bertola

L’ingegnere e matematico Antonio Bertola (Muzzano, Biella 1647 – 1719) aveva progettato l’altare tra il 1688 e il 1694, su commissione del duca Vittorio Amedeo II di Savoia. Un enorme reliquiario in marmo nero di Frabosa, ornato da decorazioni e sculture in legno dorato: questo era il sontuoso scrigno destinato ad ospitare la più importante reliquia della cristianità, che apparteneva ai duchi di Savoia fin dal 1453. La reliquia è stata custodita nell’urna centrale dal 1694 al 1993, prima di essere spostata nell’ultima cappella della navata sinistra del Duomo, dove si trova oggi.

Anche se Bertola realizzò l’altare dopo la morte di Guarini, si suppone abbia rispettato il progetto scenografico dell’architetto-sacerdote: il suo impianto si adatta alla forma circolare della Cappella e agisce da fulcro prospettico per chi, dalla navata del Duomo, volge lo sguardo verso il Palazzo Reale.

 “Un monumento straordinario spiega la Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella “denso di simboli e di emozioni. Una cappella che è un percorso dal buio verso la luce, dal peccato verso la salvezza.”

Il restauro dell’altare

L’intervento di restauro, progettato e diretto dall’architetto Marina Feroggio con la restauratrice Tiziana Sandri e gli storici dell’arte Franco Gualano e Lorenza Santa dei Musei Reali, sono stati finalizzati a raggiungere un unicum coerente e armonico nel suo insieme, nel rispetto del progetto originario della Cappella.

Un lavoro delicato che si è rivelato una vera epopea conservativa, irta di ostacoli. “Le maggiori difficoltà incontrate sono quelle riferite alla parte lignea: presentava molte problematiche, perché la parte bassa era completamente carbonizzata durante l’incendio” ha dichiarato Tiziana Sandri, Direttore Operativo del restauro dell’altare. “È stato una grande sorpresa, anche commovente, riuscire a individuare al di sotto degli strati più superficiali della balaustra l’oro originale”.

In circa un anno di cantiere, i restauratori hanno recuperato ogni frammento di materia sopravvissuto alle fiamme per ricollocarlo al suo posto. Le lacune sono state colmate sulla base dei calchi delle porzioni superstiti, facendo ricorso a malte appositamente formulate. In ultimo, sono stati ricollocati gli arredi sacri e le balaustre in legno dorato dei tre coretti della Cappella, che erano state completamente distrutte dall’incendio.

Tra gli ornamenti originari della Cappella finalmente ripristinati ci sono gli otto putti dorati della balaustra e due dei quattro angeli laterali: scampati alle fiamme per un colpo di fortuna (o “per miracolo”, verrebbe da dire) perché al momento dell’incendio si trovavano nell’attigua Sacrestia in attesa di restauro. 

Il restauro dell’altare è l’ultimo tassello del complesso recupero della Cappella della Sindone” spiega Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali. “Finalmente, a 24 anni di distanza dal terribile rogo, vogliamo celebrare la rinascita di un’opera stupefacente e unica, la cui maestosa struttura era insieme un segno di rispetto per la reliquia, un punto focale per i fedeli in preghiera e una celebrazione del potere della casata regnante”

 

 

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