Umbria, i luoghi d’arte diventano virtuali

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Umbria luoghi virtuali

In Umbria un calendario di incontri virtuali funge da anteprima in attesa di poter riaprire musei e luoghi della cultura.


In attesa di poter tornare ad accogliere visitatori all’interno di musei e luoghi della cultura, la sezione umbra dell’Istituto nazionale dei Castelli in collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia e con la Direzione Regionale Musei Umbria, propone una visita guidata tematica per conoscere la storia, l’architettura, l’ambiente, le collezioni e i personaggi di alcuni tra i luoghi d’arte più rappresentativi dell’Umbria.

Calendario degli incontri

Giovedì 18 febbraio – ore 17.00

Battista e le donne del Palazzo: un percorso nella residenza attraverso le presenze di donne illustri nella seconda metà del XV secolo.

Paola Mercurelli Salari, direttrice del Palazzo Ducale di Gubbio

Giovedì 4 marzo – ore 17.00

Tra “vedute” e “visioni”: un itinerario (immersivo) nella “mente nera di Piranesi”

Carla Scagliosi, storica dell’arte e funzionaria della Galleria Nazionale dell’Umbria

Giovedì 18 marzo – ore 17.00

L’oratorio di Sant’Agostino, un gioiello perugino poco conosciuto

Marzia Sagini, storica dell’arte collaboratrice scientifica della Galleria Nazionale dell’Umbria

Giovedì 1aprile – ore 17.00

Il Colle del Cardinale: locus amoenus o luogo metafisico?

Ilaria Batassa, direttrice della Villa del Colle del Cardinale

Giovedì 15 aprile – ore 17.00

Castello Bufalini, da fortilizio a luogo di delizie

Veruska Picchiarelli, direttrice del Castello Bufalini a San Giustino

Giovedì 29 aprile – ore 17.00

Racchiusi e reclusi nelle mura del castello: parole e vite nella Rocca di Spoleto

Paola Mercurelli Salari, direttrice del Palazzo Ducale di Gubbio

Per partecipare sarà necessario collegarsi alla piattaforma Microsoft Teams a questo link .

Il pozzo di San Patrizio

Quando si tornerà a viaggiare, tra i luoghi più caratteristici della regione consigliamo una visita al pozzo di San Patrizio a Orvieto, per il suggestivo panorama su tutta la valle orvietana ma anche per la vicinanza con il tempio etrusco del Belvedere e la rocca, oggi sistemata a giardino pubblico.

Il pozzo fu voluto nel XVI secolo da papa Clemente VII per garantire acqua alla città in ogni momento dell’anno. Il progetto fu affidato al fiorentino Antonio da Sangallo, mentre le parti decorative sono di Simone Mosca.

Intorno alla canna del pozzo – a sezione circolare, profondo sessantadue metri e largo tredici – girano a spirale due scale a chiocciola progettate in maniera da correre sovrapposte, senza comunicare tra loro, e collegate solo in fondo da un piccolo ponte. Ogni scala ha duecentoquarantotto gradini illuminati da settantadue finestre centinate.

La parte esterna consiste in una costruzione cilindrica decorata da gigli farnesiani di Paolo III, nella quale si aprono due porte ai punti diametralmente opposti. L’acqua è alimentata da una sorgente naturale, e sull’entrata la scritta “quod natura munimento inviderat industria adiecit” (“ciò che non aveva dato la natura, procurò l’industria”) celebra la potenza dell’ingegno umano. Il pontefice incaricò anche Benvenuto Cellini di coniare una medaglia, oggi conservata ai musei Vaticani, con la scritta “UT POPULUS BIBAT” (“perché il popolo beva”). Purtroppo, Clemente VII non vide mai realizzata l’opera, che fu portata a termine quando sul soglio pontificio sedeva Paolo III Farnese.

Il pozzo è dedicato a San Patrizio, evangelizzatore dell’Irlanda, che amava ritirarsi in preghiera presso un’enorme cavità la cui profondità ricorda quella del pozzo di Orvieto, che assunse con il nuovo nome un’aura di sacralità.

 

Veduta fluviale del bosco attorno alle fonti di Valcasana. Paesaggi d’acqua in Umbria: idee per la primavera

 

Fonte: Umbria Tourism

 

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