Valle d’Aosta: 10 mete per la primavera 2021

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Valle d'Aosta_montagna. Alpenzu Grande Gressoney-Saint-Jean (foto Enrico Romanzi)

Dalle vette più alte d’Europa alle aree naturali protette, passando per una storia millenaria e piatti che profumano di tradizione. La Valle d’Aosta e le sue occasioni per quest’anno.

La bella stagione è alle porte. Anche se per il momento gli spostamenti non sono possibili, possiamo iniziare a pianificare i nostri viaggi. La Valle d’Aosta è una meta perfetta per immergersi nella natura e nella storia e nelle tradizioni di questa Regione. Di seguito dieci mete consigliate, in regione, per il 2021. 
 
1. SkyWay Monte Bianco, a un passo dal cielo

Grazie alle nuova funivia inaugurata nel 2015, la salita da Courmayeur a Punta Helbronner è un’esperienza a parte. Le cabine ruotano su sé stesse, per offrire ai passeggeri una vista completa sulle vette lungo tutto il percorso. Che copre circa 2.200 metri di dislivello in una decina di minuti. Pontal d’Entrèves (a 1.300 metri di altitudine) è la stazione di partenza con parcheggi, bar e punti di informazione. Da qui si raggiunge la stazione intermedia Pavillon du Mont Fréty  (2.200 metri) che offre viste panoramiche sui versanti contrapposti della Val Veny e della Val Ferret, il giardino botanico Saussurea, un solarium, il parco giochi Skyway for kids e una cantina di vinificazione della Cave Mont Blanc. Vi è poi Hangar 2173, uno spazio espositivo sulla storia della funivia.

L’ultima stazione è quella di Punta Helbronner (3.466 m), dove si viene accolti da un’ampia terrazza panoramica circolare che regala una vista a 360° sui “quattromila” delle Alpi Occidentali. Ovvero Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso e Grand Combin. Qui è possibile provare lo Skywow. Uno spazio unico che si estende per 2 metri e mezzo, regalando la sensazione di librarsi nel vuoto osservando dall’alto il paesaggio delle nevi perenni e delle rocce a picco della catena del Monte Bianco.
 

2.  Valle d’Aosta, culla della storia

La posizione strategica del capoluogo, in un’ampia pianura al centro della regione alpina e circondata da alte montagne sulle rive della Dora Baltea, l’hanno resa un luogo privilegiato nel corso della storia. Importanti rinvenimenti preistorici sono visibili nell’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, alla periferia della città. Si tratta di uno dei più grandi siti del megalitismo in Europa. Offre al visitatore un vero viaggio nel tempo, dal Neolitico all’Età del Ferro, rivelando arature sacre, stele antropomorfe, tombe megalitiche e il dolmen che si erge al centro degli scavi.

Anche i Romani compresero il potenziale della città e fondarono qui la città di Augusta Praetoria in onore dell’imperatore Ottaviano Augusto. Nota come la Roma delle Alpi, Aosta presenta ancora gran parte della cinta muraria originaria e numerosi monumenti ottimamente conservati. Iniziando dalla Arco di Augusto, edificato in onore dell’Imperatore, e proseguendo con la Porta Prætoria, maestoso ingresso alla città. Degna di nota l’area archeologica del Teatro Romano.  Teatro che si è calcolato doveva ospitare oltre 3.000 spettatori e di cui è ben visibile una monumentale facciata di 22 metri di altezza. Un’altra costruzione monumentale visitabile, sempre di epoca augustea è il Criptoportico Forense , nei pressi della Cattedrale di Aosta.

Anche l’epoca medievale ha lasciato tracce del suo passaggio nel territorio valdostano: La chiesa di  Sant’Orso – con il suo chiostro e le sue colonne dai capitelli scolpiti in pietra, tutti diversi tra loro – e il Priorato, fortemente voluto da Giorgio di Challant in stile gotico e rinascimentale, sono due fiori all’occhiello di questo periodo.

3Il patrimonio naturalistico del Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco naturale del Mont Avic

Le due aree confinanti racchiudono paesaggi di interesse naturalistico oltre che specie animali protette.  Il Parco nazionale Gran Paradiso si estende su 70.000 ettari di territorio d’alta montagna. Simbolo del parco è lo stambecco, anche grazie alla storia che ne determinò la nascita. Nel 1856, il re Vittorio Emanuele II dichiarò queste montagne riserva reale di caccia per salvare lo stambecco dall’estinzione. Successivamente la riserva venne donata allo Stato italiano perché diventasse un parco protetto. Altri protagonisti sono il camoscio, la marmotta e tra gli uccelli, l’aquila reale, oltre a molti piccoli passeriformi. Acquisizioni più recenti del parco sono il gipeto, grande avvoltoio scomparso agli inizi del ‘900 e tornato a nidificare nel Parco dopo essere stato reintrodotto sulle Alpi grazie ad un progetto internazionale, e la lince.

Grazie ai tre centri visitatori, a Cogne, Valsavarenche e Rhêmes-Notre-Dame, è possibile approfondire in ogni stagione i vari aspetti naturalistici dell’area protetta. Da non perdere a Cogne, il giardino alpino Paradisia, soprattutto a luglio, quando molte delle oltre 1.000 specie floreali del giardino sono in piena fioritura.

Istituito nel 1989 il Parco naturale Mont Avic è invece il primo parco naturale regionale della Valle d’Aosta. L’alta valle di Champorcher ha vaste praterie che ospitano stambecchi, camosci e marmotte. Il parco, che in passato era sfruttato per l’attività mineraria, oggi offre estese foreste di pino uncinato, pino silvestre, larice e faggio. Inoltre, presenta formazioni geologiche particolari, endemismi floristici alpini e associazioni vegetali legate al substrato delle pietre verdi, specchi d’acqua, acquitrini e torbiere, senza eguali per numero ed estensione in Valle d’Aosta.

Alla scoperta del territorio di Aosta, tra passato e presente

4. Sci estivo al Plateau Rosà

Breuil-Cervinia, con il ghiacciaio del Plateau Rosà, a 3.500 metri di altitudine, è il più grande domaine skiable estivo in Europa: 25 km di tracciati in grado di soddisfare tutte le esigenze tecniche, dal principiante all’atleta. Su piste che per estensione, qualità della neve e varietà tecniche non hanno nulla da invidiare ad un comprensorio invernale.

Non solo sci ma anche snowboard in quel Gravity Park che è entrato nella storia dei riders. È facile e comodo raggiungere Plateau Rosà con la moderna e panoramica funivia che da Cime Bianche laghi in un solo balzo porta alla meta, in mezz’ora soltanto da Cervinia paese. È possibile, inoltre, raggiungere con gli sci oppure attraversando il ghiacciaio a piedi con adeguata attrezzatura alpinistica e preferibilmente con la guida alpina, l’arrivo della Funivia del Piccolo Cervino. Qui si trova la Grotta di ghiaccio, una delle meraviglie delle Alpi.

5. Il Cammino Balteo, a piedi tra storia e natura

Il Cammino Balteo è un percorso di trekking ad anello di quasi 350 Km, percorribile in entrambi i sensi. Porta l’escursionista in un viaggio nella cultura e nella storia della Valle d’Aosta attraversando antichi borghi e imponenti castelli. Senza mai perdere il contatto con la natura, grazie ad un variegato paesaggio che alterna boschi e pascoli ad orti e vigneti.

Il tracciato si sviluppa principalmente nel fondovalle e sui versanti di media quota con un’altitudine compresa tra i 500 e i 1900 metri s.l.m., praticabile quindi per buona parte dell’anno. Il Cammino si articola in 23 tappe di circa 4-6 ore ciascuna che possono anche essere percorse in più riprese o interrotte spostandosi con il trasporto pubblico.

Ogni tappa è un invito alla scoperta con le molteplici opportunità che invitano alla sosta per rilassarsi nella natura, gustare i prodotti locali, visitare siti archeologici, chiese e musei. Il Cammino Balteo è un diario di viaggio da scrivere passo dopo passo.

6. Sulle orme della Regina: il Castello Savoia e la Capanna Regina Margherita

Realizzato per volere della Regina Margherita di Savoia, che soggiornava a Gressoney ospite dei baroni Beck Peccoz già dal 1889, il Castello Savoia sorge ai piedi della località denominata “Belvedere”. In ragione della vista che da lì domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. La dimora ospitò la Regina durante i suoi soggiorni estivi fino al 1925.

Costituito da un nucleo centrale di forma rettangolare, cui si affiancano cinque torrette cuspidate. Il castello fu progettato in stile medioevale, descritto come “stile lombardo del secolo XV”, assai in uso nella Francia e nella Savoia, regione d’origine dei sovrani regnanti. L’esterno è rivestito in pietra da taglio grigia proveniente dalle cave della Valle del Lys. La Capanna Regina Margherita nel gruppo del Monte Rosa a quota 4.554 m s.l.m., costituisce il rifugio alpino più alto d’Europa e uno degli osservatori fissi più alti al mondo. La capanna fu inaugurata il 18 agosto 1893 alla presenza della regina Margherita di Savoia, ebbe la funzione di rifugio-laboratorio. Fu di grande importanza per le ricerche sulla medicina d’alta quota agli inizi del XX secolo. Attualmente la struttura ospita 70 posti letto ed è fruibile soprattutto nei mesi estivi di luglio e agosto.

7. La fontina, la regina dei formaggi della Valle d’Aosta

La Fontina Dop è il simbolo gastronomico della Regione. Si tratta di un formaggio prodotto con latte crudo e intero con una crosta compatta, sottile e marroncina, all’interno della quale è racchiusa una pasta semicotta, elastica e fondente, con occhiatura piccola e scarsa.

Il colore è paglierino chiaro nelle forme prodotte in inverno, quando le mucche sono alimentate con il fieno, e tende al giallo più intenso nella produzione estiva. Il sapore è dolce e l’aroma fragrante si accentua con la stagionatura.

Nel 1996, la Fontina ha ottenuto dall’Unione Europea la Denominazione di Origine Protetta (DOP), che sancisce come la sua produzione esclusiva debba avvenire in Valle d’Aosta. Zona dalle particolari condizioni geografiche, pedologiche, climatiche, agronomiche e culturali, a tutela dai tentativi d’imitazione. A stagionatura ultimata, dopo una serie di severi controlli, il Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina procede alla marchiatura: le forme contrassegnate con il marchio sono garantite per autenticità e qualità.

La Valle d’Aosta in tavola

8. Trekking d’alta quota tra le vette più alte d’Europa

L’Alta Via n. 1, denominata Alta Via dei Giganti, è un itinerario escursionistico dallo scenario incomparabile. Si sviluppa infatti ai piedi dei massicci più elevati d’Europa tra il Monte Rosa, il Cervino e il Monte Bianco. Tracciato lungo la sinistra orografica della Dora Baltea, l’Alta Via n. 1 conduce da Donnas a Courmayeurcon 17 tappe giornaliere che richiedono in media 3-5 ore di marcia ciascuna, offrendo punti di sosta per ogni necessità.

Il percorso scende, quasi ad ogni tappa, nel fondovalle dove è possibile usufruire dei servizi dei paesi oppure interrompere il tragitto con rientro in autobus. L’itinerario è percorribile nei mesi estivi e si sviluppa nella media e alta montagna, tra prati, pascoli, boschi e pietraie, mantenendosi ad una quota media di 2.000 metri e sfiorando spesso i 3.000 m.

L’Alta Via n. 2, denominata alta via naturalistica, si snoda per buona parte nei territori del Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco Regionale del Mont Avic. Questo itinerario attraversa zone selvagge dai paesaggi, dove vivono numerosi esemplari di flora e fauna alpina, anche delle specie più rare. Ma anche zone abitate nelle quali è possibile scoprire le origini antiche delle tradizioni e dell’artigianato valdostani e dove poter degustare i prodotti tipici locali.

L’itinerario conduce da Courmayeur a Donnas, con 14 tappe giornaliere che richiedono in media 3-5 ore di marcia ciascuna, offrendo svariati punti di sosta. Anche in questo caso il percorso scende nel fondovalle quasi a ogni tappa.

9. Nella terra del popolo Walser

Originari del Vallese svizzero, i Walser colonizzarono questo territorio nel corso del Duecento giungendo da Zermatt e insediandosi in quasi tutta la Valle del Lys e nell’alta Val d’Ayas. Importante elemento distintivo della cultura walser è la lingua: il töitschu, dialetto parlato nella zona di Issime, e il titsch, proprio dell’area di Gressoney, assai simile all’idioma germanico. Nel 1970 è stato introdotto lo stemma della comunità Walser, un cuore bianco-rosso con 10 stelle.

Per conoscere da vicino la cultura del popolo Walser, è raccomandata la visita all’Ecomuseo a Gressoney-La-Trinité dove è possibile visitare diverse strutture. La Casa Rurale – Puròhus che ripropone l’autentica atmosfera di una tipica abitazione walser con il suo “Wohngade”, la stalla-abitazione, un tempo cuore pulsante dell’attività lavorativa. La Casa Museo – Pòtzsch hus in una tipica stadel, antica costruzione walser, che ospita mostre permanenti dedicate al territorio. La Baita di Binò Alpelté, un piccolo alpeggio con la particolarità di essere costruito al riparo di un unico masso naturale che funge da tetto. Anche la cucina Walser è permeata dell’influenza culturale germanica, sia nei nomi dei piatti che nella loro preparazione.

Valle d'Aosta. Ecomuseo Walser, interno.

Ecomuseo Walser, interni.

Particolari i dolci tradizionali, preparati perlopiù in occasione delle festività. I Kanistri di Issime, delicate cialde sottilissime e croccanti. Gli Chüjini (frittelle); i Chiechene, chiamati Rissili a Issime (simili alle “chiacchiere” o “bugie” di Carnevale). I Pòmpernòsslené (rettangoli di pasta sottile aromatizzata con grappa e fritti). Infine gli Schenkeléné (sottili cialde arrotolate a forma di sigaro). Nelle lunghe e fredde serate invernali si può trovare conforto con del buon vino rosso scaldato con spezie, simile al vin brûlé, chiamato Rochtio.

Da non perdere il Walser trekking. Un percorso durante il quale, oltre alla tipica flora alpina e agli aspetti geomorfologici dell’area nella quale ci si trova, si possono ammirare i villaggi di Alpenzù piccolo e Alpenzù grande. Qui l’architettura Walser è rimasta mirabilmente conservata. A fare da sfondo il grandioso spettacolo del massiccio del Monte Rosa e le diverse attività di scoperta della Valle di Gressoney e della Val d’Ayas offerte dalla rete di operatori del Consorzio Monterosa.

 
10. Chamois, il paese senza auto

A 1.815 metri di quota, Chamois è una località raggiungibile solo a piedi, in bicicletta o in funivia. Nel viaggio in funivia si sorvola la Valtournenche sino ad una altezza di 250 metri dal suolo e di frequente si possono ammirare dall’alto i camosci che pascolano tra le cenge erbose e lungo la ripida mulattiera che da Buisson, nel fondovalle, giunge a Chamois.

Chamois (foto Enrico Romanzi).

Chamois (foto Enrico Romanzi).

Dall’abitato di Chamois è possibile salire ulteriormente in quota con la seggiovia e raggiungere splendidi luoghi come il lago di Lod, dove si trovano un’area pic-nic e punti di ristoro, per una sosta o come punto di partenza per varie escursioni oppure, in inverno, per raggiungere le piste da sci.I più allenati possono salire a Chamois a piedi seguendo la vecchia mulattiera che congiunge tuttora la località al fondovalle oppure dal comune di La Magdeleine lungo un sentiero alla portata di tutti, percorribile anche in mountain bike.

Fonte: Valle D’Aosta.

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